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Ast, incontro interlocutorio al Mise: “L’impianto di Terni non è strategico, ma per ora non vendiamo”. Assente Di Maio

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Ast, incontro interlocutorio al Mise: “L’impianto di Terni non è strategico, ma per ora non vendiamo”. Assente Di Maio

Emanuele Lombardini
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TERNI – Incontro sostanzialmente a vuoto quello di stamattina al Ministero per lo Sviluppo Economico sulla questione Ast. Presenti oltre alla presidente della Regione Catiuscia Marini, il vicesindaco Andrea Giuli e gli onorevoli Raffaele Nevi (FI), Virginio Caparvi (Lega), Stefano Lucidi (M5s) e Leonardo Grimani del Pd. C’è come promesso un rappresentante della Thyssen, anzi due: il capo delle relazioni esterne di Tk, Peter Sauer e il capo Kerstin Göcke, responsabile comunicazione Materials Services. Oltre all’ad di Ast Massimiliano Burelli e Tullio Camiglieri, capo della comunicazione. Naturalmente presenti anche le sigle sindacali-Grande assente, di nuovo il Governo. Per il Mise c’è il responsabile unità gestione crisi industriali, Giampietro Castano insieme al vice capo di Gabinetto, l’ex onorevole Girgis Sorial.  Una situazione che la Regione non ha mancato di sottolineare

No strategico, ma non si vende. Sauer ha confermato che l’Ast non è più strategica nelle politiche di Thyssenkrupp,  ma che per ora, visti i risultati, non c’è intenzione di vendere. “Operiamo in un ambiente molto competitivo – ha detto Sauer- e le voci attorno all’Ast non aiutano lo stabilimento ed i lavoratori”. Il riferimento è ai sussurri che si sovrappongono circa possibili acquirenti – su tutti la Klockner, già cliente di Materials e il Fondo Elliott.  Burelli ha poi sottolineato come “I dazi hanno portato molto acciaio cinese sui mercati europei ma nonostante questo abbiamo spedito più dell’anno scorso ed abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi. Migliorate anche le consegne rispetto all’utente finale. Sul fronte infortuni, siamo migliori rispetto alle altre azienda nazionali metalmeccaniche con un indice di infortuni parti a 4”. Quanto al progetto scorie, partirà fra 12-18 mesi.

Amianto. La presidente Marini ha poi comunicato che è stata inviata al ministro Luigi Di Maio la richiesta da parte della Regione del riconoscimento per i danni da amianto.

Dubbi e preoccupazioni La situazione resta quindi interlocutoria e le parti sindacali continuano ad insistere sulla necessità della presenza del Ministro per fare chiarezza soprattutto sul futuro, che la presenza dei vertici aziendali non ha chiarito.

Il sindaco Latini ed il vicesindaco Giuli hanno espresso le perplessità in una nota: “”Ennesimo incontro di fatto interlocutorio questa mattina al Mise sulla situazione e le prospettive dell’Ast al quale ho partecipato, in rappresentanza del Comune di Terni- Pur  comprendendo  le ragioni della attuale prudenza dialettica degli esponenti della Tk e anche prendendo atto delle buone performances economiche prodotte dal sito di viale Brin, grazie alla determinazione del management e alla perizia e al sacrificio dei lavoratori, non possiamo non esprimere a questo punto una profonda preoccupazione per la sorte di uno stabilimento fondamentale per Terni, per la Regione e pure per il Paese. E non possiamo non rilevare nelle parole, magari necessitate, del management tedesco una ambiguità affatto tranquillizzante circa le reali prospettive di Ast, nel momento in cui lo stesso management afferma simultaneamente che il sito ternano non è più centrale nè strategico per il gruppo ma che nessuna intenzione di vendita effettiva è alle viste. Crediamo che sia necessario il  momento della chiarezza, della verità  e delle  assunzioni di responsabilità, per evitare di dover gestire sul territorio situazioni complicate e complesse come già avvenuto in un recente passato”.

Anche la presidente della Regione è molto dura: “Ll Governo ci dica se il livello del tavolo del confronto è quello di oggi oppure se vuole comunicare davvero quale è la strategia italiana in tema di acciaio dell’assenza alla riunione del ministro Di Maio. Il richiamo della governatrice è che si instauri una «interlocuzione politica, che da quattro mesi non riusciamo ad avere, mentre vediamo il ridimensionamento di Ast. Inoltre non vediamo investimenti né azioni concrete dal punto di vista ambientale”.

 Fismic: fare di Ast sito di interesse nazionale.  La delegazione Fismic Confsal rappresentata dal segretario nazionale Marco Roselli, dal segretario provinciale Giovacchino Olimpieri e Marco Bruni coordinatore della Rsu Fismic in Ast. La Fismic Confsal ha ribadito che si devono creare le condizioni per trasformare Acciai Speciali Terni in un sito di interesse strategico nazionale. “Per ottenere ciò serve – scrivono – un confronto ferrato con i vertici di Thyssenkrupp, il Governo e le Istituzioni locali teso a valorizzare il sito nella sua integrità sia in termini produttivi che occupazionali. Dopo il sofferto accordo del 2014 e i sacrifici dei lavoratori, Ast ha ripreso a fare utili e, per smentire ogni voce che crea preoccupazione, bisognerebbe passare dalle parole ai fatti non asserendo a vendite, ma a piani industriali e discussioni sul nuovo integrativo aziendale. Riteniamo fondamentale un pieno coinvolgimento del Governo italiano per assicurare una prospettiva al sito ternano. Qualora cambiassero le intenzioni aziendali sulla vendita, per la Fismic Confsal sarebbe dirimente il coinvolgimento di nuovi solidi soggetti industriali che siano in grado di valorizzare le potenzialità per la produzione di acciaio speciale inox, fondamentale per il nostro sistema manifatturiero. Riteniamo importante quanto dichiarato dalla presidente della Regione Umbria nell’aver trasmesso al ministro Di Maio, in data odierna, il dossier relativo alla possibilità di usufruire dei benefici dell’amianto anche per il sito ternano oltre i termini in essere. Come Fismic Confsal, rivendichiamo la nostra lotta nella difesa di un diritto (riconosciuto in tutti i siti italiani) che ci ha visto protagonisti nella raccolta di oltre 2mila firme depositate nel novembre 2017 al Ministero del Lavoro e che oggi sembrano poter portare ad un risultato positivo importante per i lavoratori”

Fim Cisl. La Fim Cisl punta l’indice sul fatto che nessuna indicazione è stata data sul fatto della vendita, che non avverrà ‘per ora’ ma sulla quale non c’è stata vera smentita: “L’incertezza emersa dal tavolo continua a non fare chiarezza sul futuro di Ast rispetto alle preoccupazioni che ci hanno portato alla richiesta dell’incontro, scrivono il coordinatore nazionale  Raffaele Apetino, e quello dell’Umbria, Simone Liti. – Il capo delle relazioni esterne di Tk, Peter Sauer, «non ha né confermato né smentito. Vista la situazione – continuano i due sindacalisti – riteniamo urgente chiarire in tempi brevi le questioni sopra dette per garantire una prospettiva di lavoro del sito di Terni e delle sue produzioni. Serve per questo, aprire subito un tavolo di confronto al ministero con la presenza delle istituzioni e del ministro Di Maio per dare certezza di continuità alle produzioni di acciai speciali a Terni”.

Fiom Cgil. Dura anche la posizione della Fiom Cgil, nelle persone di Mirco Rota, coordinatore Fiom per la siderurgia, e Claudio Cipolla, segretario generale della Fiom Terni: “Alla luce delle dichiarazioni aziendali in sede ministeriale abbiamo espresso la nostra evidente preoccupazione. Se per Thyssen lo stabilimento non è strategico lo è per noi, per i lavoratori del sito e dell’indotto e per tutto il territorio ternano» dicono. Dichiarare che lo stabilimento non è strategico  può avere conseguenze negative sul piano degli investimenti e delle prospettive industriali in un mercato molto competitivo che ha bisogno di strategicità nella sua conduzione. Per questo abbiamo sollecitato sia Thyssen che il governo ad affrontare fin da subito il tema del piano industriale in scadenza a fine anno, a partire dagli investimenti e dai mercati di riferimenti, nonché dei delicati aspetti ambientali che impattano sullo stabilimento e sul territori”.

Ugl Terni. Il segretario dei metalmeccanici Antonio Spera, quello nazionale con delega alla Siderurgia, Daniele Francescangeli, e la segreteria provinciale scrivono: “Dopo mesi di attesa per la messa in vendita delle Acciaierie di Terni e dopo gli enormi sacrifici fatti in questi anni dai lavoratori, oggi veniamo a sapere che Thyssen Krupp considera nuovamente profittevole Ast. C’è quindi bisogno di maggiore chiarezza e trasparenza sul futuro, se non altro per raggiungere gli obbiettivi strategici in termini di competitività produttiva e qualitativa che il settore dell’inossidabile sul mercato mondiale richiede. In tal senso occorre risolvere le criticità organizzative a tuttoggi esistenti sia nei ruoli sia nelle funzion. Restano però forti le ombre rispetto alle luci, ecco perché riteniamo fondamentale aprire un percorso di acquisizione delle giuste e corrette informazioni al fine di poter tutelare anche tutti i lavoratori diretti e indiretti, che quotidianamente svolgono con diligenza responsabilità ed onestà il proprio lavoro”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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