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Ast, finito il summit al Mise: numeri positivi, gara scorie assegnata a febbraio

Economia ed Imprese

Ast, finito il summit al Mise: numeri positivi, gara scorie assegnata a febbraio

Andrea Giuli
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TERNI – L’Ast è uscita formalmente dall’elenco delle aziende in crisi. Di fatto, il risanamento e compiuto. Questo il senso del summit al Mise, cominciato poco dopo le 11 di venerdì, per fare il punto della situazione in merito all’accordo del dicembre 2014 che pose fine all’ultima, grande vertenza Ast e per cercare di comprendere lo stato reale delle trattative tra la ThyssenKrupp stessa e il colosso indiano della siderurgia, Tata. Trattativa che potrebbe in qualche modo coinvolgere anche le sorti dell’acciaieria ternana.

BILANCI, INTERROGATIVI, VOLUMI E MAL DI PANCIA SINDACALI

Presenti e assenti Al tavolo sono presenti il dottor Castano, direttore dell’Ufficio crisi industriali del Mise, il sindaco di Terni, Di Girolamo, per l’Ast l’asd Burelli, il direttore di stabilimento Calderini e quello del Personale, Auregli, i segretari sindacali nazionali di categoria, quelli territoriali e le rsu. Per la Regione Umbria, sono presenti i dirigenti del settore, ma non ci sono nè la presidente Marini, nè il vicepresidente della giunta, Paparelli, entrambi impegnati altrove.

Prime cifre Dalla riunione trapelano i primi numeri forniti dall’azienda: utile di bilancio per l’esercizio in corso di 3,3 milioni di euro; previsioni produttive per l’anno in corso di poco oltre 1 milione di tonnellate di acciaio fuso; investimenti lievemente aumentati, da 170 milioni previsti a 175 milioni circa; gli occupati al 31 ottobre sono 2.375, appena sotto la soglia dei 2.400 stabiliti nell’intesa del 2014. Tra questi, 35 interinali e 84 assunzioni fatte dal giugno 2014. La formazione è terminata per 1.700 dipendenti e partirà a breve una nuova fase formativa per i restanti. Le giacenze negli ultimi mesi si sono ridotte del 30%, con un risparmio di 100 milioni; i reclami sono calati in 7 mesi del 25%. Gli infortuni sono in calo nel 2016 (24 quest’anno), ma l’azienda vuole puntare a zero incidenti, con l’introduzione di nuove abitudini e atteggiamenti da seguire. Il fatturato è previsto in aumento.

Gara scorie e ‘collina verde’ I vertici societari avrebbero comunicato che per la gara internazionale che dovrà individuare e aggiudicare la realizzazione del l’innovativo impianto in grado di trattare e riciclare le centinaia di migliaia di tonnellate annue di scorie prodotte dallo stabilimento, sono rimaste in lizza due importanti società: l’inglese Harsco e la finlandese Tapojarvi. L’aggiudicazione dovrebbe maturare intorno al prossimo mese di febbraio. Per quanto attiene il progetto di riconversione ecologica della gigantesca discarica, tra aprile e maggio prossimi partiranno gli interventi di copertura e rinverdimento.

Tata L’azienda sul tema specifico delle paventate e non meglio specificate trattative fra Tk e l’indiana Tata avrebbero preferito glissare, ma senza smentire contatti in corso.

Linea 6 e produzioni La famosa Linea 6, proveniente dallo stabilimento di Torino, dovrebbe vedere lo start up a marzo 2017 per essere effettivamente operativa a maggio successivo. Secondo i manager nei prossimi 9 mesi il mercato dei laminati piani è destinato ad aumentare. Nel 2016-17, dovrebbero incrementare le produzioni nei reparti Laf, Lac, Società delle fucine e Tubificio (previste 8 mila tonnellate/mese). Lo stesso dicasi per Acc, Lac e Pix 1 e 2, con un aumento generalizzato, quindi, sia per la produzione a freddo che a caldo. In particolare: sul Freddo nel 2016-17 previste 545 mila tonnellate rispetto alle 472 mila del 2015-16; sul Caldo, 375 mila tonnellate nel 2016-17 a fronte delle 371 mila del 2025-16; per i Fucinati,da 15 mila a 21 mila; Acc, da 942 mila tonnellate annue a 1 milione e 20 mila per il 2016-17; Lac, da 903 mila a 980 mila tonnellate annue; Pix 1-2, da 688 a 745 mila. Abbastanza fermo il mercato dell’energia, l’azienda cercherà di recuperare in parte le vecchie produzioni, oltre ad un patto con Siemens. Il nuovo parco rottami potrà gestire 1,150 milioni di tonnellate. Sui Fucinati momento di stallo per eccesso di produzione a fronte di scarsa richiesta. Per quanto riguarda il titanio a dicembre si concluderà la commessa Loterios per trovare nuovi ordinativi.

Aspasiel Per l’ex gioiello tecnologico della galassia AST, la società sta avviando un processo di trasformazione e miglioramento del costo di 16 milioni.

Sindacati soddisfatti L’incontro al Mise è terminato nella tarda mattinata. Questo il comunicato congiunto dei sindacati: “Nella giornata odierna si è tenuto al ministero dello Sviluppo economico la riunione di verifica biennale dell’accordo sottoscritto il 3 dicembre 2014. Dalla riunione è emerso che Acciai Speciali Terni è stata derubricata dall’elenco delle aziende italiane in crisi rispetto ai dati forniti ufficialmente dal Management. In modo particolare per quanto riguarda il conto economico si registra che dopo 8 anni è tornato in utile di 3,3 milioni di euro. Suddetto dato è ritenuto dalle organizzazioni sindacali soddisfacente anche rispetto ai timori che in questi anni ci sono stati, rispetto al raggiungimento agli obiettivi dell’accordo che oggi mettono in sicurezza il sito di Terni da un punto di vista economico, produttivo e occupazionale. I singoli temi affrontati al Ministero vedranno, a partire dalla prossima settimana, come richiesto dalle organizzazioni sindacali, un confronto con l’amministratore delegato per affrontare ed eventualmente risolvere le criticità da noi evidenziate al Mise e ancora presenti. Quanto illustrato e discusso nella riunione odierna e i temi che saranno affrontati successivamente saranno oggetto di informazione in assemblee che le organizzazioni sindacali organizzeranno nei prossimi giorni”.

 

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Andrea Giuli
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