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In Ast firmato l’accordo per le scorie, ma è ancora polemica per rogo Thyssen: le Iene inseguono Espenhahn

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In Ast firmato l’accordo per le scorie, ma è ancora polemica per rogo Thyssen: le Iene inseguono Espenhahn

Redazione economia
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TERNI – In qualche modo la notizia era stata anticipata dall’amministratore delegato Massimiliano Burelli a margine della firma del protocollo per la sicurezza: oggi è stato ufficialmente fimato l’accordo  che formalizza la scelta della società Tapojärvi Oy  alla guida del progetto di recupero delle scorie di acciaieria lanciato da Acciai Speciali Terni. Il gruppo aveva vinto il bando indetto da Ast e ora si appresta a cominciare il servizio, con  l’avvio dell’anno nuovo.

Il progetto che Tapojärvi Oy svilupperà all’interno di Acciai Speciali Terni sarà presentato ufficialmente all’inizio del prossimo anno, con l’illustrazione di un percorso che porterà la città umbra all’avanguardia in Europa nella gestione delle scorie provenienti dalla lavorazione dell’acciaio inossidabile.

Tapojärvi Oy è un’azienda finlandese specializzata in servizi minerari, processi industriali e movimentazione di materiali. Tra i suoi principali obiettivi, l’impegno nello sviluppo dell’economia circolare e la ricerca di nuovi metodi per il riutilizzo dei materiali provenienti dalle lavorazioni in acciaieria. Con la sottoscrizione di questo accordo inizia un percorso lungo e impegnativo, che candida Terni a divenire un polo d’eccellenza nello smaltimento delle scorie e un sito manifatturiero che si propone di raggiungere, nel giro dei prossimi anni, un obiettivo ambizioso: rifiuti zero. Le scorie, una volta trattate, assumeranno le caratteristiche meccaniche e prestazionali di materiali quali la ghiaia e la sabbia, recheranno la marcatura CE e potranno essere usate in alternativa ai materiali naturali per la costruzione di sottofondi stradali, oppure inglobati in una matrice bituminosa o cementizia per produrre calcestruzzi o asfalti. Il progetto permetterà di aumentare il recupero dei residui generati dal processo siderurgico, primo fra tutti la scoria, pari a circa il 30 % dell’acciaio prodotto.

Tk nel mirino. Sin qui l’accordo, che formalizza una situazione già nota, ma in questi giorni Thyssenkrupp è finita di nuovo nell’occhio del ciclone, su due fronti. Da un lato l’attacco del senatore Cinquestelle Stefano Lucidi e il capogruppo M5S in regione Andrea Liberati, dall’altro l’inchiesta de Le Iene

Rogo Thyssen. Le Iene sono tornati, a 10 anni di distanza, sulla vicenda del rogo della Thyssenkrupp di Torino nel quale morirono carbonizzarti 7 operai. Dopo aver inseguito l’anno scorso Gerhard Preignitz, uno dei due manager tedeschi condannati (a 7 anni) insieme a quelli italiani, l’altro giorno hanno raggiunto Harald Espenhahn, condannato a 9 anni e 8 mesi (il servizio è qui). I due hanno trovato rifugio nella natìa Germania che ad oggi non concede l’estradizione affinchè scontino in Italia la pena, come stanno facendo gli omologhi italiani.

Le Iene sono riuscite a parlare con il figlio Lucas, nato e cresciuto a Terni: “Io parlo italiano perchè sono italiano più o meno come te – ha detto al cronista – la conosci Terni? Io vengo da lì. Siamo venuti via perchè on potevamo più stare in Italia, per noi c’era veramente troppo pericolo, ma mio padre non ha ucciso nessuno”

Ambiente. M5S attacca invece in tema ambientale.“La settimana scorsa abbiamo ascoltato le bugie di un politico regionale che ha sostenuto un’inverosimile, quanto ampia, “assenza di contaminazione” dalla discarica industriale Thyssen di vocabolo Pentima-Valle – scrivono Lucidi e Liberati – A seguito di questa assurda esternazione il M5S ha diffuso dei documenti del Tribunale, perizie tecniche, che attestano l’esatto contrario.  Altri atti ufficiali, di rango ministeriale, saranno presto resi noti, a conferma della gravità della questione. Criticità di lunga data che porterà inesorabilmente alla chiusura e al sequestro immediato della discarica (altro che ampliamento!), con doverose richieste di risarcimento danni.  Oggi – sottolinea la nota – apprendiamo notizie ancor più sconvolgenti, le più gravi di sempre relative al cromo esavalente nelle acque sotterranee di Terni. Ebbene, stando alle ultime analisi, altri sei pozzi sui sette verificati risultano contaminati dallo stesso elemento, con una nutrita serie di velenosi metalli pesanti aggiuntivi. E non è certo la prima volta che questo dato emerge dai campioni collocati nell’area stabilimenti-discariche. Un prelievo, tra gli altri, presenta un tenore di cromo pari a 1.200 volte il limite; un tasso di ferro oltre 1.950 volte la soglia; un tasso di nichel superiore a 225 volte, per non tacere di manganese, arsenico e fluoruri-“Ci risulta che la Procura locale sia stata ampiamente e ripetutamente informata di questi e altri fatti, da vari organismi, ma nulla sembra muoversi in concreto. A questo punto i sottoscritti – intimano Lucidi e Liberati – sono costretti non solo a rivolgersi altrove, ma a operare sul piano politico nazionale, con contatti diretti in seno al Governo, vista l’emergenza in corso. Tenendo in conto, peraltro, il fatto che ARPA Umbria ha trasmesso questi dati sconvolgenti anche “alla ASL anche ai fini della valutazione del rischio sanitario dei lavoratori del sito. A questo punto – conclude la nota – la multinazionale Thyssen, con i suoi fatturati miliardari in giro per il mondo, con i suoi € 100 milioni di utili ricavati proprio a Terni, non avrà certo problemi nell’elargire il più esteso ristoro economico a un territorio da tempo martoriato, risarcimenti che un pool di avvocati presto comunque reclamerà anche sulla scorta dell’incisivo modello offerto dall’attivista americana Erin Brockovich.Cos’altro deve accadere affinché i responsabili di Thyssen paghino per il disastro ambientale in corso da anni?”

 

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