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Ast, finito il summit al Mise. Burelli: il sito è in vendita ma non ci sono manifestazioni di interesse o dossier sul tavolo Tk

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Ast, finito il summit al Mise. Burelli: il sito è in vendita ma non ci sono manifestazioni di interesse o dossier sul tavolo Tk

Andrea Giuli
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Andrea Giuli

TERNI – L’Ast è l’unico asset industriale della ThyssenKrupp attualmente in vendita. Ma non è esattamente un fulmine a ciel sereno.

Nessun dossier o manifestazione di interesse per ora Al momento non vi sono dossier di eventuali acquirenti sul tavolo, nè manifestazioni di interesse in tal senso pervenute alla multinazionale. Anche qualora ve ne fossero in seguito, per ovvie questioni legate ai delicati equilibri di Borsa e ad aspetti legali o penali (aggiotaggio e similari) non sarà possibile darne comunicazione prima. Insomma, nessuno compra. E se anche ci fosse, non si può dire.

A gennaio ci saranno anche i tedeschi Queste sopra riportate, più o meno testuali, sono le parole che giovedì mattina, durante il summit al Mise con istituzioni, Governo e sindacati, ha pronunciato l’ad di Ast, Massimiliano Burelli, durante un suo intervento e rispondendo direttamente ad una domanda posta dal sindaco di Terni. Di queste parole dell’attuale numero uno di viale Brin (il quale ha specificato di essere lì su specifico mandato e in rappresentanza del vertice della ThyssenKrupp) hanno preso atto, con realistico ma preoccupato conforto, soprattutto i rappresentanti governativi, ovvero la viceministro Bellanova e il dirigente del ministero, Castano. Sembrerebbe, comunque, che per il prossimo incontro, previsto per gennaio, i rappresentanti tedeschi della Tk potranno scendere a Roma.

Illustrazione Per il resto, si è trattato sostanzialmente di una articolata illustrazione, da parte del management stesso, dello status finanziario, economico, organizzativo, commerciale e promozionale, ambientale, del personale, dello stabilimento, lungo gli ultimi anni.

Bilancio positivo, ma perdite nei 5 anni Nelle stesse ore del summit, l’azienda di viale Brin ha fatto uscire pubblicamente e ufficialmente il report di bilancio dell’ultimo esercizio 2016-2017. L’utile di questo ultimo anno è di 87 milioni di euro, pari a circa 1 miliardo e 674 milioni, ma la perdita complessiva nel quinquennio, cioè dal 2013, resta ad un saldo negativo di circa 263 milioni di euro per i “buchi” conquistati negli anni precedenti.

Energia Per quanto riguarda il fondamentale capitolo dei costi energetici, l’azienda ha fatto presente che, con la recente modifica della normativa in materia, sul fronte dell’interrompibilitá elettrica, la remunerazione per l’azienda è scesa da 150 mila euro per Mw all’anno agli attuali 90 mila euro. Ciò si traduce, dal 2015, in un minore sgravio per viale Brin di 2 milioni di euro annui. Peraltro, dice il management, gli sgravi spettanti sugli oneri di sistema, cioè poco meno di 3 milioni per il 2014-15, non sarebbero ancora stati corrisposti ad Ast. Mente si ipotizza che Ast debba corrispondere al sistema maggiori oneri per 3-5 milioni a valere sul 2015-17.

Giacenze, reclami, mancate consegne Oltre alle azioni, obiettivi e riconoscimenti in materia di lotta alla corruzione interna e di sistema di controllo interno, il management Ast ha fornito i dati essenziali (tramite slides) sulla mancate consegne (-14% a settembre 2017), sui reclami inseriti (-59% a settembre 2017) e sulle giacenze medie di materie prime, semilavorati e prodotti finiti (-24% a settembre 2017).

Investimenti Gli investimenti negli ultimi due anni (ma non solo) sono aumentati: dai 27,5 milioni di euro annui previsti si è complessivamente passati ai 30 milioni del 2015-16, 31 milioni del 2016-17 e 29,6 milioni del 2017-18. Un totale di 181 milioni circa sui 170 milioni impegnati. Gli investimenti già autorizzati sono pari a circa 152 milioni, si cui oltre 10 su sicurezza e ambiente.

Organici Si è passati dalle 2.660 unità del 2013-14 alle 2.375 del 2016-17, per quanto riguarda i dipendenti. Crescono i tirocini, costante l’andamento dell’alternanza scuola-lavoro, mentre crescono i lavoratori interinali.

Fucinati Sul fronte del reparto energia dei Fucinati è stato chiuso un importante accordo con Siemens, mentre per il reparto Cilindri è previsto un aumento delle quote di mercato. L’obiettivo per il 2018-19 è tornare ad uno “spedito” di oltre 10 mila tonnellate. Verrà maggiormente sfruttata la rete commerciale.

Budget produttivi Terminato il nuovo parco rottami, i volumi produttivi del reparto Acciaieria (inox e fucinati) si attestano a 959 mila tonnellate nel 2016-17 e la previsione per il 2017-18 è di 1 milione e 89mila tonnellate. Per i laminati a caldo si dovrebbe passare dalle 928mila tonnellate del 2016-17 ad 1 milione e 49mila del 2017-18. Al Pix (Nastro a caldo e laminazione a freddo) si registrano 684mila tonnellate nel 2016-17 e se ne prevedono 790mila nel 2017-18.

Commerciale Confermata la strategia di concentrare gli sforzi su una maggiore produzione di laminati a freddo con più alto valore aggiunto, ma incrementi sono previsti, con diversa intensità, per la laminazione a caldo, i forgiati e i tubi. Le spedizioni verso produttori europei, dopo una leggera flessione di mercato nel 2016-17, sono previste in ripresa del 20% circa per il 2017-18.

Progetto scorie Ultima, ma non ultima, la velata quaestio della gara internazionale per l’impianto innovativo di snaltimento e riciclo delle scorie di lavorazione. Sono rimaste in lizza, come noto, la finlandese Tapojarvi e la francese Harsco. È in corso l’attività di preparazione legale e procedurale per la negoziazione commerciale prevista a partire da dicembre 2017. L’assegnazione dell’appalto è stimata entro gennaio 2018.

La Regione Dunque, e non per caso (vista l’assenza dei manager tedeschi di Tk), la presidente Marini è rimasta a Perugia, mentre al tavolo ministeriale sedeva il vice-presidente della giunta regionale Paparelli: “Paparelli – si legge in una nota della Regione – ha ricordato che già il 21 settembre, dopo l’annuncio della fusione fra Thyssen Krupp e Tata Steel, che lasciava fuori la fabbrica di Terni, Regione Umbria e Comune di Terni avevano sollecitato la convocazione di incontri urgenti al ministero, affinché il Ceo tedesco facesse definitivamente chiarezza sugli obiettivi e sulle scelte strategiche della multinazionale p, anche in riferimento alla controllata italiana. Una richiesta di chiarezza ripetuta il 23 novembre a seguito delle dichiarazioni del Ceo di Thyssen Krupp, Heinrich Hiesinger, sulla volontà attuale di procedere alla vendita di Ast e rafforzate dall’ordine del giorno bipartisan approvato dall’Assemblea legislativa dell’Umbria che impegnava la Giunta regionale a confermare la richiesta di incontro al Governo nazionale alla presenza dei vertici di Thyssen Krupp, così da verificare le prospettive del sito siderurgico di Ast, in considerazione della strategicità del sito umbro. Paparelli ha poi ringraziato il Governo per il mantenimento degli impegni con il finanziamento recente, in capo alla Regione Lazio, della Orte-Civitavecchia ed ha reso noto il completamento della Piastra logistica di Terni ed il suo collegamento con la bretella ferroviaria. L’assessore ha poi confermato gli impegni sulla bretella cittadina di San Carlo. In questo quadro, l’assessore ha sollecitato l’azienda sia sul versante degli impegni relativi alla tenuta occupazionale, anche a seguito alle procedure di licenziamento collettivo attivate nel mese di settembre, sia ad accelerare sugli investimenti di carattere ambientale, a partire dall’impianto per il recupero delle scorie”.

Viceministro Nel comunicato di palazzo Donini si legge anche che la “viceministro Bellanova, a nome del Governo, ha ribadito la strategicità del sito di Terni e la necessità, dopo l’incontro di oggi da lei stessa definito interlocutorio, di aggiornare entro il mese di gennaio il confronto, alla presenza dei vertici tedeschi, in quanto interlocutori da cui dipende direttamente la vendita”.

Usb Per la Usb di Terni “è emerso un quadro a tinte fosche che lascia ancora sul campo molti dubbi sul futuro del sito siderurgico ternano. L’incontro convocato dalla Presidente della Regione con i sindacati territoriali, ci riconsegna un’istituzione che vuole riappropriarsi del proprio ruolo di controllo e di pressione politica per la salvaguardia di una produzione strategica per il Paese. Da parte del sindaco è venuta la proposta d’inserire Terni all’interno dei siti strategici nazionali, cosa da sempre rivendicata anche dall’Usb. Registriamo con favore questo apparente cambio di passo. Dallo stesso tavolo, è emerso altresì con chiarezza un livello alto di preoccupazione. Al Mise si è registrata l’assenza del board tedesco che ha posto il tavolo ministeriale ad un livello prettamente informativo e quindi depotenziato. Si sono succeduti interventi di circostanza in cui non è assolutamente emerso il rischio che questa fabbrica corre. Non possiamo non criticare le dichiarazioni dell’ad circa l’impossibilità di ThyssenKrupp di svelare notizie inerenti il percorso di vendita. Certamente non ci rassicurano nemmeno le parole della vice ministra Bellanova che ha dichiarato la volontà di convocare entro fine gennaio un ulteriore incontro con il board tedesco. Come Unione Sindacale di Base ci aspettiamo un comportamento conseguente alle dichiarazioni espresse dai rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali ed attendiamo quindi un’azione che vada nella direzione di riconoscimento del sito ternano quale azienda strategica nazionale. Abbiamo di nuovo espresso le nostre preoccupazioni e critiche all’interno dei due tavoli istituzionali sulla questione ambientale e dei mancati investimenti dell’area a caldo, così come per il depotenziamento dell’area commerciale. Riteniamo doveroso iniziate subito la discussione sulla piattaforma integrativa che porti ad un immediato riconoscimento e risarcimento economico a tutti i lavoratori. Come Usb chiederemo immediatamente la convocazione di una Rsu e, successivamente, un ciclo di assemblee per discutere con i lavoratori”.

Uilm Prendono posizione anche la Uilm nazionale e quella ternana: “L’azienda ha confermato il buon andamento del sito ternano che vede salire il risultato netto dai 3 milioni di euro dell’anno fiscale 2015/16 agli 87 milioni di euro per quello del 2016/2017 appena chiuso, un fatturato che si attesta a 1674 miliardi di euro; la produzione di acciaio liquido dello stabilimento umbro è salito a 958 K/tonn (+17%), con la previsione di superare il milione di tonnellate nell’anno fiscale 2017/2018. Per quanto concerne gli investimenti, l’azienda ha dichiarato di voler realizzare interventi superiori a quelli previsti dal piano quinquennale (da 170 a 181 milioni di euro); la linea 6, anche se con qualche ritardo, è ormai avviata verso la produzione a regime delle 14.400 tonnellate. I risultati economici e produttivi confermano complessivamente il buon esito del piano di ristrutturazione del 3 dicembre 2014, realizzato con impegno e sacrifici dei lavoratori ternani, e riaffermano le potenzialità di Ast nell’ambito del settore siderurgico nazionale e internazionale. La Uilm valuta, invece, insoddisfacente l’incontro per quanto concerne le risposte sulle prospettive industriali, a seguito dell’annunciata volontà del management di ThyssenKrupp di voler cedere il sito ternano.
Sarebbe stata necessaria la presenza dei rappresentanti della multinazionale tedesca all’incontro, per avere le adeguate garanzie sul processo di cessione e
per assicurare continuità produttiva e occupazionale di Ast. Abbiamo ribadito al Governo la necessità di riconfermare la strategicità del sito ternano per la produzione di acciaio inox, nel contesto del nostro sistema manifatturiero, con la definizione di ‘sito di interesse strategico nazionale’. Le nostre considerazioni sono state accolte dal viceministro Teresa Bellanova che si è impegnata a riconvocare le organizzazioni sindacali nel mese di gennaio, con la presenza dei vertici di ThyssenKrupp”.

 

 

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