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Ast e inquinamento, Liberati: “La Regione sia più solerte”

Terni Politica

Ast e inquinamento, Liberati: “La Regione sia più solerte”

Andrea Giuli
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Andrea Liberati

TERNI – Sul delicato e annoso tema che lega le attività industriali di Ast e l’inquinamento ambientale della Conca, torna polemicamente e per l’ennesima volta, il consigliere regionale del M5S, Andrea Liberati. Che, immancabilmente, anche stavolta assesta una legnata alla giunta regionale. Oltre che, evidentemente, allo stesso colosso siderurgico tedesco. Ecco l’intervento di Liberati:

“Nel 2014, la Direzione Ambiente della Provincia di Terni e Arpa di Terni, inviarono all’allora presidente di Provincia, Leopoldo Di Girolamo, un’allarmante missiva, relativa al mancato soddisfacimento degli standard ambientali imposti dall’Aia rilasciata nel 2010 a Thyssen Krupp.

Si registrarono ben nove violazioni normative, ma, pur trovandoci in un sito di interesse nazional per le bonifiche, a ben tre anni dalla missiva citata e dopo un anno e mezzo dal passaggio ufficiale di alcune competenze dalle Province alle Regioni, la Giunta regionale ha attivato soltanto un tavolo di lavoro.

LEGGI LA LETTERA DI ARPA E PROVINCIA DEL 2014 

Quanto al recupero delle scorie, è bene ricordare che l’azienda, dal 2010, ha avuto ben cinque anni per procedere. Nel 2015 è stata infine diffidata, proseguendo ad accumulare rifiuti in aree già gravate da contaminazioni certificate.  Il fatto che, a breve, verrà forse trovata una soluzione per le scorie future, dimostra che, quando si deve decidere, le cose si fanno, ma non cancella il resto, a partire dalla scottante questione della discarica che, ad oggi, rappresenta soltanto un’estesa fonte di inquinamento delle falde acquifere, giacché nessuno ha imposto a ThyssenKrupp né il completamento del capping, né eventuali barriere idrauliche per isolare l’immondezzaio. Il tutto a un passo dalla Cascata delle Marmore. 

Frattanto, secondo tutti gli indicatori, in soli tre anni, a causa del logoramento degli impianti, la situazione generale è ulteriormente peggiorata, con lo sfondamento dei limiti-obiettivi qualità vigenti anche per quanto riguarda il nichel nell’aria di Terni per il 2016; le emissioni platealmente non captate di metalli pesanti, tra cui nichel, cromo, mercurio, etc., con contaminazione di tutte le matrici; l’individuazione di cromo esavalente pure nei pozzi Thyssen ed fuori il suo perimetro; il pesante ammorbamento del fiume Nera fino almeno a Narni (come da ‘Studio ecotossicologico’ di parte e analisi Arpa Umbria).

Thyssen opera entro uno Stato di diritto. Ma è bene tenere a mente che anche i grandi e potenti soggiacciono alle leggi e, almeno in Occidente, non esistono più soggetti legibus soluti. Da sempre, nel caso di specie, in troppi chiudono occhi e orecchie, fatti salvi il senso del dovere e la buona volontà di qualche isolata autorità, continuando pertanto a registrarsi pesanti ripercussioni per la stessa salute dei lavoratori e dei cittadini medesimi”.

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