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Ast e inquinamento, Liberati torna a ‘frustare’: troppi problemi e ambiguità

Terni Politica

Ast e inquinamento, Liberati torna a ‘frustare’: troppi problemi e ambiguità

Andrea Giuli
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TERNI – Gli eventi di questi giorni sul fronte inquinamento-acciaieria-iniziative giudiziarie hanno riacceso la verve polemica e documentale – per la verità mia spenta – del capogruppo pentastellato in Regione, Andrea Liberati.

Reprimenda L’ultimo dei procedimenti aperti contro la Thyssen Krupp – scrive Liberati – evoca nuove responsabilità amministrative e penali, conformemente ai prelievi svolti sui fanghi e sulle acque reflue industriali. Ne è seguita l’ennesima ambigua diffida della Regione, con la conseguente minimizzazione istituzionale. Nella diffida della Regione sarebbe infatti stato vergato “che non si configurano situazioni di pericolo per l’ambiente”. I sindacati, nel richiedere “tutte le informazioni rispetto a ispezioni e relativi risultati”, hanno “imputato all’Azienda una scarsa trasparenza di informazione”.

Problemi ambientali aperti Per l’esponente del M5S “molti altri problemi restano irrisolti. A mero titolo di esempio, ricordiamo alcune delle situazioni di plateale irregolarità in atto: 1) I postcombustori del riscaldo siviere non funzionano da anni. Ciò significa che sostanze volatili cancerogene, presenti nei mattoni refrattari, vengono disperse in atmosfera, mentre il teleriscaldamento, di recente attivato dopo 15 anni di inerzia, è del tutto inefficace. Non risulta siano stati effettuati controlli sulle postazioni di essicazione siviere. 2) Il tanto anelato recupero delle scorie, imposto dall’Aia ben sette anni fa, doveva irreversibilmente partire da settembre 2016. Da mesi l’azienda è pertanto nel limbo e non basta rilasciare un comunicato, sostenendo che “si avvia a conclusione l’iter per l’assegnazione del servizio volto al recupero delle scorie siderurgiche”. 3) I campionamenti di quella bomba chimica che è la discarica Pentima-Valle non riguardano i fanghi conferiti in questi lustri, né la relativa qualità, condizioni che, invece, restano da approfondire. 4) Lo studio ecotossicologico sul fiume Nera certifica come, probabilmente da decenni, a valle del depuratore Sida la concentrazione di nichel e cromo nei molluschi e nelle piante acquatiche sia superiore anche fino a 400 volte rispetto alle matrici poste a monte. Il tutto senza citare i laghetti di cromo esavalente.
Ecco perché l’ ‘Obiettivo legalità’ di Thyssen Krupp rischia di tradursi solo in un’inutile ricostruzione dell’immagine, se non si congiunge al rigore di coerenti condotte quotidiane”.

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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