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Ast ancora avanti con turni ridotti, Fismic e Usb: “Non ci sono le condizioni”

Economia ed Imprese Terni

Ast ancora avanti con turni ridotti, Fismic e Usb: “Non ci sono le condizioni”

Redazione economia
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TERNI – Va avanti l’Ast. Dopo la visita ufficiale del sindaco e di parte della Giunta, alla quale dovrebbe seguire quella dei capigruppo di maggioranza ed opposizione nei prossimi giorni, la direzione aziendale ha comunicato alla Rsu che  la linea di colaggio Cco3, già attivata lunedì, dal 14 al 19 aprile continuerà infatti a funzionare per 15 turni (rispetto ai 21 previsti), mentre la linea Cco7 rimarrà ancora ferma per tutta la settimana. Tra gli altri reparti, la linea di Laminazione a caldo funzionerà invece da martedì alle 6 a domenica alla stessa ora, Pix 1 e 2 (area a freddo) per 15 turni per tutti gli impianti.

Burelli. In una lettera inviata ai dipendenti, l’ad Massimiliano Burelli ringrazia i lavoratori “come stanno affrontando la difficile sfida che improvvisamente ci siamo trovati davanti”. Nella lettera si legge: “Siamo convinti che continuare a svolgere il proprio lavoro, nelle condizioni di sicurezza che Ast garantisce a tutti i lavoratori, e rispettando scrupolosamente le regole per prevenire i rischi di contagio da Coronavirus sia il modo migliore per contribuire al superamento di questa emergenza. Mettersi al servizio del Paese oggi per le fabbriche italiane ed estere, significa affrontare con coraggio l’emergenza sanitaria, senza spegnere il motore dll’economia. E un atto di responsabilità verso il Paese. Ciò non toglie che il mio primo obiettivo resta e resterà sempre la tutela della vostra salute, e non esiterò a fermare di nuovo la produzione se venissero meno le garanzie di sicurezza”

Sindacati. Intanto, con le assenze che continuano a cambiare le turnazioni, c’è forte preoccupazione per il futuro. Marco Bruni della Fismic spiega: “Siamo rientrati in fabbrica per produrre ad aprile 50 mila tonnellate di acciaio, di cui 32 mila di colaggio interno e 18 mila di bramme provenienti dall’esterno. Non c’erano dunque numeri tali da dover una rendere necessaria una ripartenza. Probabilmente – continua – chiuderemo il mese senza veder lavorare la linea Bramme 7, ferma dunque per un mese e mezzo. Tanto più arrivano bramme dall’Indonesia tanto meno proporzionalmente lavora questa linea. Sono estremamente preoccupato, mi auguro di sbagliarmi ma all’orizzonte si vedono nuvole molto nere e grosse criticità”.

Riduzione Anche la Usb si mostra perplessa:  “Si deve ipotizzare la riduzione dell’orario di lavoro, agendo sui turni, perché il fattore tempo aumenta il rischio del contagio; vanno eventualmente preventivate anche pause più lunghe in modo da poter avere un recupero psicofisico sufficiente rispetto all’aumento dello stress correlato causato dall’ utilizzo continuativo delle mascherine e, soprattutto, vanno ripensate le postazioni di lavoro in modo da garantire che la distanza del metro”.

Accusa E nell’accusare il sindaco di non essersi fatto ‘parte attiva in difesa dei lavoratori proponendo prima un incontro con la Rsu’, attacca anche l’azienda: “La riapertura forzata che abbiamo subito in Ast on l’autorizzazione e la responsabilità di fatto del Prefetto, per la produzione di 50 mila tonnellate (di cui 12 mila da bramme provenienti dall’Indonesia), è solo il tentativo messo in atto dal management di contenere le perdite di fatturato determinate dalla crisi Covid-19 e non ha nulla di strategico. In questo modo si mette a rischio sanitario una intera comunità, e il fatto che la fase emergenziale non sia ancora conclusa è testimoniato dall’introduzione della zona rossa in alcuni Comuni della provincia”.

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