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Ast, altra fumata grigia dal tavolo al Mise, i sindacati: “Mettano per iscritto qual è il progetto e poi riparliamo, altrimenti è inutile”

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Ast, altra fumata grigia dal tavolo al Mise, i sindacati: “Mettano per iscritto qual è il progetto e poi riparliamo, altrimenti è inutile”

Emanuele Lombardini
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Un momento del confronto al Mise

ROMA – Niente di nuovo, verrebbe da dire come previsto, al tavolo del Mise per parlare di Ast. Tavolo al quale peraltro non si sono presentati nè i rappresentanti diretti della Thyssen, nè tantomeno il ministro Di Maio, che come sempre ha lasciato tutto in mano al vice capo di Gabinetto Giorgio Sorial. Assente anche la presidente della Regione Catiuscia Marini –  al suo posto il dirigente Luigi Rossetti -, mentre c’era il sindaco Leonardo Latini, insieme alle parti sindacali.

Fumata grigia Fumata grigia, tendente al nero. Nel senso che l’amministratore delegato Ast Burelli non ha presentato il piano industriale ma soltanto generiche linee guida su occupazione, volumi produttivi e piano di investimenti sostanzialmente confermando tutto quello che si era detto e scritto nei giorni scorsi ovvero una riduzione nel prossimo biennio legata al contesto difficile di mercato europeo e mondiale. Nel dettaglio, i volumi corrisponderanno a 940.000 tonnellate annue di acciaio liquido, investimenti pari a 57ml eur nel biennio, di cui 20ml in misure di tutela ambientale e obiettivo di organici a fine biennio pari a 2.300 dipendenti sociali. Inoltre c’è l’impegno ad aumentare la capacità produttiva degli impianti di laminazione a freddo del 6% ogni anno mediante investimenti ed attività di miglioramento mirate ma anche la conferma lessibilità nell’impiego della forza lavoro, per rispondere alle mutevoli esigenze dei mercati, con l’impiego tempestivo laddove richiesto di straordinari, riallocazione di personale e con la formazione e l’impiego della polivalenza.

C’è stata poi la richiesta di impegno da parte del Governo e di sostegno delle organizzazioni sindacali, per il mantenimento degli incentivi per l’approvvigionamento energetico delle aziende energivore, e di un piano più ampio e articolato di sostegno per il settore siderurgico, alla luce della situazione dei mercati

Il Governo, dal canto suo, ha dichiarato strategico il settore dell’acciaio inossidabile e che Terni in questo senso resta lo stabilimento di riferimento e per questo metterà a disposizione  le risorse tecniche ed economiche disponibili per sostenere e sviuppare il settore strategico della produzione di acciaio inox.

Piano cartaceo. In una nota congiunta, le segreterie territoriali Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil, Ugl metalmeccanici, Fismic e Usb ribadiscono “la non condivisione del progetto aziendale, su quelle linee guida” e chiedono formalmente “lo svolgimento di un incontro entro la prima decade di marzo con la presentazione di un piano cartaceo sul quale gettare le basi per un ragionamento futuro”. Situazione sulla quale dovrebbe potersi sbloccare la vicenda. I sindacati, trovando sponda in questo nell’azienda, hanno chiesto alla stessa di non procedere  a riduzione di organico e riorganizzazione sino al prossimo incontro e di gestire gli scarichi attraverso la cassa integrazione.

Fiom “Le linee guida illustrate oggi dall’azienda – hanno dichiarato Rosario Rappa, segretario nazionale, e Mirco Rota, coordinatore nazionale della siderurgia per la Fiom – riguardanti occupazione, produzione e investimenti non ci hanno convinto. Sia perché si riducono i volumi da produrre rispetto al vecchio piano, sia perché si riduce l’occupazione, con 68 esuberi tra i diretti e i 136 interinali, e sia perché non c’è chiarezza per quanto riguarda la qualità e l’efficacia degli investimenti. Inoltre – continuano – rimangono forti dubbi per quanto riguarda il proposito aziendale di procedere con alcune terziarizzazioni, ad oggi non specificate. Abbiamo richiesto ad Ast di poter avere un testo che riassuma le linee del piano industriale. È stato convenuto un incontro in sede ministeriale, che dovrebbe essere calendarizzato nella prima metà di marzo, nel quale l’azienda si è impegnata a produrre un piano industriale dettagliato. Per evitare di trovarci davanti a situazioni sgradevoli – concludono Rappa e Rota -abbiamo chiesto al governo, che ha dichiarato di ritenere strategica l’azienda e la sua produzione di acciaio inox, di seguire direttamente la trattativa e all’azienda di non prendere iniziative unilaterali fino al prossimo incontro”.

Latini Il sindaco di Terni Leonardo Latini dopo aver partecipato al tavolo ha sottolineato la propria preoccupazione: “Restiamo preoccupati per la mancata presentazione ad oggi del piano industriale da parte dell’azienda pur comprendendo la situazione d’incertezza che grava sui vertici societari di Thyssenkrupp. È chiaro che questa incertezza non può ripercuotersi negativamente sulla produzione e sui livelli occupazionali, così come prospettato nelle linee generali esposte dall’azienda. Per questo confidiamo, come anticipato, che ci siano chiarimenti significativi già a partire dal prossimo incontro programmato al Mise per la prima decade di marzo. Come amministrazione valutiamo positivamente la posizione del Governo che al tavolo di oggi ha confermato di considerare l’inox una produzione strategica per il nostro Paese e soprattutto ha indicato gli stessi stabilimenti ternani come sito strategico non solo per TK, ma anche per lo stesso Governo. In questo senso – sottolinea il sindaco – il Governo ha condiviso la necessità di sostenere le industrie energivore, come Ast, al fine di garantire lo sviluppo e l’occupazione, nel contempo ha dato la disponibilità a valutare la possibilità di produzioni alternative nel campo dell’acciaio”.

Atto di indirizzo. Sulla base di tutto questo, il gruppo consiliare del Pd, a firma del capogruppo a Palazzo Spada Francesco Filipponi ha presentato un atto di indirizzo nel quale si impegnano sindaco e giunta “a farsi promotore della necessità di capire le strategie future dell’azienda, in merito agli investimenti, agli organici e ai volumi produttivi; a farsi parte attiva per conto dell’amministrazione per la tutela dei lavoratori per cui oggi
c’è preoccupazione; a lavorare affinché il sito continui ad essere strategico ai fini della tutela del lavoro nel rispetto dell’ambiente, chiedendo la riprogettazione con chiarezza del ruolo e del futuro aziendale nello scenario italiano ed europeo, e la programmazione di azioni coerenti per realizzare una nuova visione di prospettiva”.

Parlamentari Nell’atto si evidenzia il ruolo svolto da tutti i parlamentari di ogni colore politico (all’incontro di oggi c’era il solo Nevi, dato che Grimani è stato trattenuto in Senato, all’ultima riunione a Terni c’era anche il leghista Caparvi ndr), “così come dagli altri attori istituzionali a cominciare dalla Regione Umbria” e che durante l’ultimo vertice in  Regione, istituzioni e sindacati hanno deciso di inviare al presidente del Consiglio e al ministro una nota che recita “la discussione svoltasi nella giornata odierna presso la Presidenza della Regione Umbria dalle istituzioni locali, dalle organizzazioni sindacali e dai parlamentari umbri presenti ha riconfermato così come già evidenziato al Ministro dello Sviluppo economico nella precedente comunicazione inviata in data 4 luglio 2018 la necessità che il Governo nazionale si renda disponibile ad un confronto con la proprietà ThyssenKrupp, le istituzioni e le parti sociali al fine di individuare le politiche industriali più idonee a consolidare e sviluppare il settore siderurgico in Italia ed in Umbria a partire dalle specifiche caratteristiche produttive del sito di Terni – concludono – in cui si collocano competenze e specificità tecnologiche relative agli acciai speciali che lo rendono uno tra i compendi produttivi più avanzati e competitivi in Europa”.

Ast conferma il piano Confermato dall’amministratore delegato dell’Ast, Massimiliano Burelli, il piano industriale dell’ acciaieria per il prossimo biennio, che prevede una riduzione del personale di circa 68 unità, portando l’ organico a 2.300, una produzione di circa 940 mila tonnellate di acciaio fuso e 57 milioni di investimenti. In base a quanto riferisce una nota della stessa azienda, l’ad di Ast ha illustrato la “situazione difficile” del mercato europeo dell’ acciaio inox a causa degli effetti della guerra commerciale tra Usa e Cina e della conseguente “invasione di prodotti asiatici a basso costo”.

Piano ponte L’ azienda ha quindi proposto alle organizzazioni sindacali la discussione di un piano industriale ponte per gli esercizi fiscali 2018-‘ 19 e 2019-‘ 20, che tiene in considerazione le “nuove e difficili condizioni del mercato”. L’ ad ha anche richiesto al Governo il mantenimento degli incentivi per l’ approvvigionamento energetico e un piano più ampio e articolato di sostegno per il settore siderurgico, alla luce della situazione dei mercati. “Il Governo – riferisce l’ Ast – ha affermato l’ impegno di mettere a disposizione le risorse tecniche ed economiche disponibili per sostenere e sviuppare il settore strategico della produzione di acciaio inox”. I sindacati e le rsu, hanno ribadito la “non condivisione” del progetto aziendale sulle linee guida illustrate, e chiesto formalmente un incontro entro la prima decade di marzo “con la presentazione – scrivono – di un piano cartaceo sul quale gettare le basi per un ragionamento futuro”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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