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Assurdo a Lugnano in Teverina: rileva un’edicola ma deve prendere i giornali ad Alviano

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Assurdo a Lugnano in Teverina: rileva un’edicola ma deve prendere i giornali ad Alviano

Redazione
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L'edicola riaperta a Lugnano

LUGNANO IN TEVERINA– Una lettera accorata, scritta all’amministrazione comunale, della quale si è fatto portavoce il vicesindaco Alessandro Dimiziani. A Lugnano in Teverina va in scena l’assurdo. Una giovane imprenditrice, Giorgia Quattrone, ha rilevato l’edicola del paese, chiusa due mesi prima e inaugurata nella nuova gestione lo scorso 1 settembre. Ma dopo un paio di giorni, ha scoperto una spiacevole sorpresa: i giornali- quotidiani e riviste – a Lugnano non vengono più distribuiti ed ogni mattina deve andare ad Alviano a prenderli.

“Ho scoperto – scrive -che per motivi di contingentamento e riorganizzazione il trasportatore non avrebbe più servito il punto edicola di Lugnano. Nonostante abbia provato a far capire al distributore che i paesi limitrofi erano serviti e che fino a due mesi prima lo era anche l’edicola di Lugnano non ha voluto intendere ragione giustificandosi che a breve anche altri paesi avrebbero subito la stessa sorte. Sinceramente questo non so neanche se sia in linea con il contratto nazionale in cui il servizio di consegna deve essere presso l’edicola stessa”.

Impronibile. L’amarezza della donna è palpabile: ” Ogni mattina mi devo recare ad Alviano e andare a ritirare i quotidiani e le riviste sinceramente è improponibile una situazione del genere e non so quanto questo possa andare avanti così. Sono amareggiata sia da giovane imprenditrice che da cittadina di Lugnano; l’edicola oltre che la mia attività è un servizio che offro alla comunità, un servizio che nei tempi di crisi e di lockdown è stato ritenuto dallo stato tra i servizi  essenziali e pensare che Lugnano uno tra i borghi più belli d’Italia possa ritornare a non avere un edicola è una sconfitta per tutti”.

Dimiziani Il vice sindaco ci mette il carico: ” Abbiamo creduto giusto come comune condividere questa sua amarezza e delusione facendoci portavoce pubblicamente per tutelare le piccole attività. Abbiamo scoperto che anche in altri piccoli borghi stanno avendo questo problema (Montecastello di Vibio, piccoli comuni della Valnerina).  Proprio questa estate abbiamo toccato con mano una realtà forse inaspettata: nonostante il web abbia sconvolto il mondo editoriale, ancora c’è, specialmente tra i turisti e le fasce di età più alte, la voglia di sfogliare e leggersi il giornale nei bar o in luoghi tranquilli. Ci auguriamo che venga risolto questo problema che ha dell’assurdo,in tempi brevissimi. Stiamo coinvolgendo vari enti e associazioni per tutelare chi ancora crede nella piccola imprenditoria”.

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