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Assisi, pugno duro del Comune contro i dipendenti infedeli: licenziata la furbetta del cartellino

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Assisi, pugno duro del Comune contro i dipendenti infedeli: licenziata la furbetta del cartellino

Redazione
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Dipendente pubblico timbra il cartellino

ASSISI – La dipendente dell’ufficio turismo, pizzicata qualche tempo fa a marinare l’ufficio per recarsi in palestra è stata licenziata senza preavviso. Ad annunciarlo è stato il Comune di Assisi nel pomeriggio di venerdì. Inoltre, per quanto riguarda il vigile sorpreso a intascare i soldi di multe mai elevate a malcapitati automobilisti, l’ente comunica di averlo sospeso dal servizio in attesa dell’esito del processo penale. Nei confronti di entrambi – fanno sapere dal Comune – l’amministrazione ha deciso di costituirsi parte civile, “per chiedere il ristoro dei danni provocati alla collettività cittadina”.

Furbetta del cartellino A carico della furbetta del cartellino, i decreti attuativi della riforma Madia hanno consentito al Comune di intraprendere celermente il procedimento disciplinare, senza attendere gli esiti del processo penale. Detto procedimento – si legge in una nota del Comune – si è concluso, dopo la sospensione dal servizio, con un provvedimento di licenziamento senza preavviso.

Vigile infedele Il procedimento disciplinare a carico del vigile arrestato per plurimi reati in danno del Comune di Assisi, è sottoposto a leggi antecedenti ai decreti attuativi della riforma Madia. Sempre nel rispetto delle leggi vigenti, per tutto il periodo in cui è stato sottoposto agli arresti domiciliari, è stata applicata la sospensione dal servizio e intrapreso il procedimento disciplinare. Terminato il periodo di sospensione imposto dalla custodia cautelare, a seguito della richiesta del pubblico ministero del rinvio a giudizio, è stata disposta la sospensione facoltativa dal servizio, per la gravità delle accuse, ed è stato sospeso anche il procedimento disciplinare, in attesa degli esiti del processo penale, stante la complessità degli accertamenti. All’esito del processo penale, verrà ripreso il procedimento disciplinare e concluso in base a quanto sarà stato accertato.

Pugno duro “L’atteggiamento fermo e intransigente dell’Amministrazione Comunale nei confronti di entrambi – continua la nota -è stato deciso per rispettare le norme, e per adempiere al dovere civico, in un momento di disoccupazione giovanile e di crisi economica, di ricordare, a chi ha avuto il privilegio di assumere un incarico nella pubblica amministrazione, che questo comporta dei doveri ineludibili prima ancora che dei diritti. E il disprezzo di questi doveri, in presenza di comportamenti gravi e inqualificabili, non può che essere sanzionato con il massimo rigore”.

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