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Assisi, Papa Francesco ha pranzato con 25 profughi, fra i quali anche la piccola Maryam

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Assisi, Papa Francesco ha pranzato con 25 profughi, fra i quali anche la piccola Maryam

Redazione
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ASSISI – Papa Francesco è entrato nel chiostro della basilica di San Francesco dove ha incontrato gli esponenti delle altre religioni e alcuni partecipanti ai panel e agli incontri di “Sete di pace”. Il Pontefice si è intrattenuto a lungo con i 25 profughi di diversa provenienza e accolti dalla Comunità di Sant’Egidio e con i quali si intratterrà a pranzo. In particolare è stata presentata a papa Francesco una bambina, Maryam, che aveva espresso il desiderio di incontrarlo. “Tre anni di guerra, la paura per nostra figlia, eravamo rifugiati in casa nostra, in Siria, eravamo prigionieri. Ero stato anche ferito, così la miglior soluzione era fuggire, prima in Turchia, poi in Libia e poi in Italia” ha raccontato il padre della bambina. Si tratta della bambina  e della sua famiglia che Papa Francesco aveva portato in Italia da Lesbo, durante la sua visita, insieme ad altri migranti. Oggi sono ospitati nel centro di accoglienza di Roma. A tavola con il Papa ci sono due dei dodici profughi ai quali ha lavato i piedi a Castelnuovo di Porto.

Tra di loro Rasha, con la figlia Janin di sette anni, arrivate in Italia nello scorso febbraio con i corridoi umanitari di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche e Tavola Valdese. Di origine palestinese, vivevano in un campo profughi alla periferia di Damasco fino alla fuga in Libano. Sono arrivati coi corridoi umanitari anche cinque cristiani siriani: sono cattolici assiri Fadi e Ruba, che col figlio undicenne Murkus, sono fuggiti da Hasake; di confessione armena sono Osep, Kevork e Tamar, che più tardi interverrà sul palco della cerimonia conclusiva, testimoniando sulla sofferenza della sua città, Aleppo.

Vengono dalla regione insanguinata da Boko Haram le nigeriane Paulina ed Evelyn; è fuggita dall’Eritrea Enes, mentre è originario del Mali il ventitreenne Alou, sopravvissuto a un terribile viaggio su un barcone dalla Libia alla Sicilia.

Menù “Francescano” –  Nel bel Refettorio del Sacro Convento saranno diverse decine di persone. In 24 al tavolo con il Papa: tra loro dovrebbero esserci il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I, il Patriarca siro-ortodosso Efrem II, il filosofo polacco Zygmunt Bauman, e una rifugiata siriana. Gli altri rifugiati al tavolo di lato.   Poi i tavoli con tutti gli altri ospiti, 500 in tutto.  Menù molto ‘francescano’: semplice ma rispettoso di ogni tradizione religiosa. A meno di qualche cambiamento dell’ultim’ora sono previsti un antipasto di bresaola, rucola e formaggio; due assaggi con ravioli ricotta e spinaci e fusilli al sugo; tacchino con fagiolini e funghi e per chiudere crostata di frutta. Papa Francesco ha incontrato singolarmente anche alcuni dei suoi commensali

La presenza dei rifugiati allo stesso pranzo – ha detto il presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo – “non è solo un simbolo, ma una realtà, perché ogni religione cammina accanto e insieme ai poveri, come lei Padre santo, ci insegna sempre”.

Alle ore 15.55 arriverà all’esterno del Sacro Convento per presiedere la preghiera interreligiosa, alle ore 16 comincerà il rito, che sarà seguito dalle varie confessioni religiose, ciascuna delle quali ha avuto un suo spazio all’interno del Convento per seguire la preghiera secondo i propri riti.

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