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Assisi, la ‘Fertility room’ accende la polemica: molti gli scettici sulla proposta

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Assisi, la ‘Fertility room’ accende la polemica: molti gli scettici sulla proposta

Redazione
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Il centro storico di Assisi

di Al. Min. 

ASSISI – Un’idea innovativa e allo stesso tempo bizzarra, quella lanciata dall’assessore al Turismo del Comune di Assisi, Eugenio Guarducci, e da un gruppo di operatori turistici della zona. Nome semplice ed efficace: ‘Fertility room’. Il funzionamento del progetto è semplice: se una coppia concepirà il proprio figlio all’interno di strutture assisiati aderenti all’iniziativa, una volta venuto alla luce il pargolo, documenti alla mano, potrà ricevere il rimborso totale, da parte del Comune, del costo sostenuto per l’affitto della camera in cui è avvenuto il concepimento.

Reazioni Ma l’idea sembra non essere piaciuta ai più. La prima a smarcarsi è stata la prima cittadina della città serafica, Stefania Proietti. “La Giunta comunale – ha dichiarato il sindaco Proietti – lavora per la costruzione di politiche di sviluppo turistico che hanno ben presente i valori fondanti della Città e continuerà a farlo nel reciproco rispetto e distinzione dei ruoli di tutti i protagonisti dell’economia turistica locale”.  “L’iniziativa è adeguata all’immagine e alla promozione regionale?”, chiede il consigliere regionale ed ex sindaco di Assisi, Claudio Ricci che annuncia la presentazione di un’interrogazione con la quale domanda alla Giunta “se ritiene, pur nella totale legittimità del Comune di Assisi di decidere le azioni di comunicazione che ritiene ottimali, l’iniziativa ‘Fertility Room’ che prevede per le coppie che, nove mesi dopo aver soggiornato in città, avranno avuto un figlio/a, il rimborso del costo della camera per una notte. Ci chiediamo se questo sia assonante, sul piano dell’immagine di Assisi nel mondo, con le azioni di promozione e marketing turistico che la Regione Umbria sta attivando”. La proposta non ha trovato neanche il gradimento del vescovo Domenico Sorrentino: “Non entro nei dettagli dell’attuale dibattito del quale mi sfuggono i particolari e la portata – si legge in una nota scritta dal presule. Mi limito a dire che, a confronto di questo orizzonte valoriale e programmatico di una politica per la vita, l’idea di “premiare” con un risparmio alberghiero chi venisse a tentare di concepire un figlio ad Assisi al fine di attirare presenze turistiche mi pare quanto meno riduttiva, al limite del banalizzante. Con il rispetto per le buone intenzioni di tutti, non mi pare francamente un’iniziativa all’altezza dell’immagine morale e mondiale della Città. Il sostegno, offerto in modo generoso e concreto, dal pubblico e dal privato, al desiderio di dar vita, alla vita nascente e alle famiglie, va posto a ben altro livello. Mi auguro pertanto che un tema tanto importante e delicato venga affrontato, al di là degli schieramenti, come tema nevralgico e obiettivo qualificante della politica assisana”.

Regione critica “La contrazione registrata su base regionale relativa ai flussi turistici emersa a seguito del sisma che ha colpito la Valnerina, è un elemento di criticità che necessita di risposte ponderate e concrete. Si ritiene che iniziative come quella promossa ieri da alcuni operatori di Assisi con la formula ‘Fertility Room’ non risultano coerenti né tanto meno opportune, perché non armonizzate con una strategia che promuova e valorizzi il nostro straordinario patrimonio paesaggistico, culturale e spirituale”. È quanto si precisa in una nota della Regione Umbria, in cui si ricorda che la Regione è impegnata a definire una strategia di comunicazione e promo-commercializzazione coerente ed efficace ma, soprattutto, concordata con tutti gli operatori del settore siano essi quelli della zona del cratere, pensando in prospettiva alla definizione di nuovi prodotti turistici, sia con quelli del resto del territorio, per ristabilire una corretta informazione e attuare una promozione integrata adeguata alla necessità di rilancio del comparto.

 

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