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Assisi, festa di San Francesco: “In politica troppi arrivisti e arroganti”. Conte: “Sulla ricostruzione una lentezza intollerabile”

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Assisi, festa di San Francesco: “In politica troppi arrivisti e arroganti”. Conte: “Sulla ricostruzione una lentezza intollerabile”

Redazione
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Il premier Conte durante il suo intervento
ASSISI –  “In Italia e in Europa abbiamo nostalgia della cultura politica, ma oggi non si può delegare il compito politico solo a qualcuno, per quanto possa essere illuminato, né lo si può consegnare a qualche arrogante faccendiere arrivista (troppi!)”. Queste le parole  custode del Sacro convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, intervenendo nella Basilica superiore di San Francesco all’inizio della messa per il 4 ottobre, Festa di San Francesco, celebrata dall’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori. Quest’anno è la Toscana a donare l’olio che alimenta la lampada votiva per la tomba di San Francesco. “Ogni uomo è politico – ha proseguito padre Gambetti – ed è chiamato all’impegno politico, ‘un impegno di umanità e santità’. Fare politica è compito di ciascuno di noi, per far risorgere l’Italia, l’Europa”.

 

Il premier Alla messa sono presenti, fra gli altri, il presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, il Legato Pontificio per le Basiliche Papali, cardinale Agostino Vallini, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, il sindaco di Firenze, Dario Nardella.

Accensione “Con questo simbolico gesto esprimiamo l’amore che tutti gli italiani hanno per te. Vigila Francesco sul nostro popolo, veglia sulle sorti dell’Italia, guarda con benevolenza la nostra Toscana, benedici i lavoratori, dona loro prosperità e pace”, ha dichiarato il sindaco di Firenze, Dario Nardella, durante l’accensione della lampada votiva che arde sulla tomba di San Francesco.  In occasione della festa del Poverello Patrono d’Italia, quest’anno infatti ad offrire l’olio che alimenta la fiamma è stata la Toscana, a nome dell’Italia intera. Sono presenti ad Assisi oltre 4 mila pellegrini e 50 sindaci giunti dalla regione.  Per un intero anno la Lampada arderà con l’olio offerto. La suggestiva cerimonia si ripete dal 4 ottobre 1939.

Betori “Il legame comunitario necessita – ha detto nella sua omelia il cardinale Betori – che nessuno pretenda di asservire a sé il fratello, ma lo accolga con amore. Qui si innesta il richiamo alla minorità, al farsi piccolo, che Francesco ci insegna. Piccoli e minori, cioè tutto il contrario delle pretese dell’uomo d’oggi, che si vorrebbe adulto, autonomo, autosufficiente, uscito per l’appunto dalla minorità. Ma ben conosciamo come questa pretesa di autonomia, di svincolata libertà abbia condotto agli abissi della massificazione totalitaria e alle secche della frantumazione sociale, fino alle contraddizioni di uno sviluppo che si è tramutato in crisi economica, e allo spaesamento delle frustrazioni personali che sfociano nell’angoscia. Su questa strada si collocano ora le minacciose nubi generate, soprattutto ai confini della vita, da una pretesa di autodeterminazione senza riferimenti valoriali e senza legami sociali”. “La testimonianza che Francesco offre – ha proseguito Betori – è quella dell’offerta di sé, nella certezza che l’incontro con l’altro lo condurrà a una maggiore coscienza di sé, a una purificazione della sua stessa fede, che così potrà illuminare ancor più l’altro. Un atteggiamento che, contrariamente a quel che pretenderebbero molti oggi, non oppone dialogo e annuncio del Vangelo, ma li ricompone in unità nel linguaggio della testimonianza, cioè un’esistenza che si mostra nella verità perché dalla verità si è lasciata possedere”.

Il premier “Promuoveremo uno sviluppo che sia realmente sostenibile. La tutela dell’ambiante è un impegno che consideriamo prioritario nella nostra esperienza di governo. Il Green New Deal è un cambio di paradigma culturale, un’autentica conversione che muova dalla promozione integrale della persona.  Inseriremo nella Costituzione la protezione dell’ambiente, la promozione dello sviluppo sostenibile”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte nel suo mesaggio alla Nazione durante le celebrazioni della Festa di San Francesco patrono d’Italia. “Lavoriamo in silenzio – ha aggiunto Conte – ma per un cambiamento che deve fare rumore, che deve arrivare fino alle prossime generazioni, non siamo qui per guardarci allo specchio con spirito autoreferenziale, ma siamo qui per vincere queste sfide e possiamo farlo solo con un patto tra chi produce e chi è in cerca di lavoro. Le nostre porte sono aperte alla fiducia, al coraggio”.

Più giusto Richiamandosi all’insegnamento di Francesco, il presidente del Consiglio ha sottolineato come “dobbiamo realizzare un paese più giusto in cui ci siano asili nido gratuiti e si dia un senso ai principi di dignità della Costituzione, un Paese più giusto in cui i contribuenti onesti paghino di meno anche grazie ai proventi della lotta alla evasione fiscale. Un Paese in cui non si tagliano risorse nella scuola e nella sanità ma si cerca di potenziarle”. E ancora, sulla povertà: “L’anno scorso abbiamo varato il reddito di cittadinanza. Faremo ancora di più, affiancandoci l’Inps, abbiamo elaborato un progetto: andremo in sei città dove ci sono 50 mila persone senza tetto che non usufruiscono del reddito di cittadinanza pur avendone diritto. Sono persone invisibili, le vogliamo rendere visibili”.

Ricostruzione Conte ha parlato anche del terremoto. “L’opera di ricostruzione – ha detto – procede con troppa intollerabile lentezza. Dobbiamo imprimere una svolta decisiva. Bisogna affrontare un rischio maggiore, ovvero che questi luoghi straordinari vengano abbandonati per sempre e non abbiano una comunità disposta ad abitarvi. Occorre agire nell’opera di ricostruzione senza ulteriore indugio”.

 

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