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Assisi, cittadinanza ‘per la pace’ ai sopravvissuti della Shoah: “Nel solco di San Francesco”

Il riconoscimento fu conferito all'unanimità dal consiglio comunale il 14 febbraio 2020, nell'ultima seduta in presenza prima del Covid e l'evento è slittato sino ad ora

ASSISI– Sentita e toccante ad Assisi la cerimonia per la consegna della cittadinanza onoraria per la pace a 10 reduci italiani della Shoah. Il riconoscimento fu conferito all’unanimità dal consiglio comunale il 14 febbraio 2020, nell’ultima seduta in presenza prima del Coronavirus e l’evento è slittato sino ad ora: 17 le onorificienze ad altrettanti cittadini, nel frattempo è scomparso Nedo Fiano e sono 10 quelli che hanno risposto all’invito.

Due erano presenti fisicamente ovvero Tatiana Bucci, giunta dal Belgio e Gilberto Salmoni da Genova. In collegamento dagli Usa invece la sorella di Tatiana Bucci, Andra. Gli altri hanno mandato un messaggio: la senatrice Liliana Segre, Agata Herkovits Bauer, la scrittrice Edith Bruck, Virginia e Lea Gattegna, Samuel Modiano, Diamantina Vivante.

I ricordi. Particolarmente toccante il ricordo delle sorelle Bucci, deportate ad Auschwitz quando avevano rispettivamente 4 e 6 anni: scambiate per gemelle, furono infatti utilizzate per gli esperimenti di eugenetica di Joseph Mengele e fra i pochi a sopravviverne. Hanno voluto ricordare il cugino Sergio De Simoni, morto a 7 anni tratto in inganno dalle parole degli ufficiali nazisti sulla possibilità, in realtà inesistente di vedere la madre.

Salmoni fu deportato invece a Buchenwald col fratello a 16 anni, dopo aver perso sette familiari e si salvò grazie ad un politico cecoslovacco.

Sindaco e vescovo. Stefania Proietti, primo cittadino ha sottolineato: “Ad Assisi, su questi temi non esistono partiti e fazioni, esiste una voce sola – ha spiegato-  Voi siete un esempio, siete un faro, per Assisi e per il Mondo. Con la testimonianza delle vostre vite avete reso possibile la trasmissione di un odio cieco affinchè questo sparisca dal mondo”. Il vescovo Sorrentino, che ha spostato il Museo della Memoria nella sala della spoliazione ha ricordato la figura del suo predecessore Placido Nicolini che nascose e salvò circa 300 ebrei; 300 sfollati che, grazie alla rete clandestina guidata dalla Chiesa: “Oggi il museo è in quel posto perchè è lì che che San Francesco si è spogliato dei falsi ideali e ha deciso di spogliarsi di tutto e si è messo dalla parte di tutti gli spogliati della storia”.

Gli ospiti. Noemi Di Segni, presidente delle comunità ebraiche italiane ha sottolineato come “Questo gesto della cittadinanza onoraria non è di prestigio, ma di responsabilità verso i giovanissimi, il fatto che sia stato votato all’unanimità deve riguardarli, è un atto come Ucei ci emoziona, perché il lavoro sulla memoria non può essere fatto da soli”.

Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant’Egidio ha detto: “Assisi si conferma una città di pace. Lo dice la storia di Francesco e la storia della città che pur fascistizzata durante la guerra ebbe un sussulto contro quello che stava avvenendo. Nessun incontro è impossibile e la pace si fa con gli incontri”. Presenti anche la presidente della Regione Donatella Tesei (in collegamento), il prefetto Armando Grandone e le rappresentanze diplomatiche di Israele e Germania. La serata è stata diretta dalla giornalista Marina Rosati, direttrice del Museo.

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