CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Assenteismo a Stroncone, in manette sette dipendenti: timbravano e poi se ne andavano a fare la spesa anche con le auto del Comune

Cronaca e Attualità

Assenteismo a Stroncone, in manette sette dipendenti: timbravano e poi se ne andavano a fare la spesa anche con le auto del Comune

Andrea Giuli
Condividi


TERNI – Timbravano il cartellino, per loro stessi o anche per altri e poi si assentavano dal lavoro o non ci andavano per niente. Sette dipendenti del Comune di Stroncone (che complessivamente ne annovera 21), tutti maschi fra i 37 e i 62 anni, sono stati arrestati questa mattina dai Carabineri di Terni e adesso si trovano agli arresti domiciliari in attesa di essere interrogati dal Gip. Per loro, l’ipotesi di reato formulata dal pubblico ministero Elisabetta Massini è truffa aggravata in concorso. Si parla di concorso in quanto, spiegano i militari dell’Arma, questo gruppo di dipenenti “in maniera collettiva e continuativa, aveva l’abitudine di attestare, nonostante l’assenza o il ritardo, la presenza di colleghi sul luogo di lavoro mediante la “timbratura” del relativo badge personale”.
A dare il via all’indagine dei Carabinieri– scattata lo scorso 11 dicembre e denominata “Badge in Comune” – è stata una segnalazione effettuata lo scorso mese di ottobre dal sindaco di Stroncone Alberto Falcini: più volte, il primo cittadino stronconese aveva “avvisato” i dipendenti, i quali però avevano continuato nella loro condotta, persino dopo aver visto i Carabinieri stessi entrare in Comune ed acquisire la prima documentazione. E’ stata proprio questa condotta, probabilmente, a costringere il primo cittadino a segnalare la cosa alle forze dell’ordine.
“Si è trattato di un lavoro in sinergia fra noi, la Procura ed il Gip Maurizio Santoloci che ha permesso l’immediato arresto di questi sette dipendenti comunali infedeli – ha spiegato il colonnello Giovanni Capasso, comandante del nucleo provinciale di Terni dell’Arma– A noi è arrivata la segnalazione del sindaco che evidentemente ha ritenuto di dover applicare questa misura drastica per fermare l’illecito visto che non veniva ascoltato”.
I sette operai – due residenti a Stroncone, quattro a Terni e uno a Narni – erano fra l’altro tutti addetti alla stessa struttura, l’autoparco comunale e dalle immagini girate in questi lunghi mesi di indagini- un combinato disposto di attività tradizionali di osservazione e controlli da parte del Nucleo Operativo Radiomobile del comando di Terni, 20160608_110737sotto la direzione del capitano Dario Allegretti- emerge che dopo aver timbrato il cartellino non solo si assentavano, ma spesso utilizzavano anche gli automezzi comunali per proprie finalità. Invece di andare a lavoro sono stati sorpresi a fare le mansioni più varie, come nel più classico dei canovacci di vicende simili accadute in giro per l’Italia: dalla spesa, alle attività più disparate (uno è stato addirittura filmato in tuta), oppure restavano a casa.
Alberto Liguori, procuratore capo della Repubblica di Terni ha elogiato il comportamento del primo cittadino stronconese: “Non lo conosco personalmente ma lo stimo molto per quello che ha fatto come cittadino – ha detto – il comportamento di questi dipendenti è ancora più grave per il fatto che in questo momento difficile in cui c’è carenza di occupazione, loro che un lavoro ce l’hanno, non lo hanno rispettato. E’ incredibile che un primo cittadino oltre a preoccuparsi di fare l’ordinario debba anche essere costretto come a scuola a fare l’appello dei suoi dipendenti”.

Di Emanuele Lombardini

Tags:
Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

  • 1

Ti Potrebbe anche Piacere