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Asilo chiuso a Trestina, Castello cambia: si poteva fare di più

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Asilo chiuso a Trestina, Castello cambia: si poteva fare di più

Redazione
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L'interno di una scuola dell'infanzia

CITTA’ DI CASTELLO – Prosegue la polemica sulla chiusura della scuola d’infanzia “Don Cristilio Turchi” di Trestina in seguito alla liquidazione della Cooperativa Il Sicomoro che ce l’aveva in gestione.  Si tratta dell’unico servizio, fra quelli gestiti dal Sicomoro, che per il momento non ha trovato prosecuzione con un subentro nella gestione di altri soggetti. 

Dopo il botta e risposta tra l’assessore alla Scuola, Rossella Cestini (che ha assicurato di volere riaprire la scuola), e la lista “Castello, cambia”, arriva una nuova presa di posizione da parte del movimento civico di opposizione.

“La risposta dell’assessore Cestini alla nostra lettera aperta sulla scuola infanzia di Trestina – si legge nel documento di Castello Cambia –  ci lascia “felicemente” sgomenti  così come le sue accuse di strumentalizzazione. Il gruppo consiliare di Castello Cambia ha  dato voce ai cittadini interessati al  problema e alle tante domande da loro sollevate, causate da un interessamento quantomeno carente e dal silenzio dell’amministrazione che si è limitata a prendere atto, con colpevole ritardo, del problema e con ancor più ritardo ad intervenire quando ormai i tempi per soluzioni alternative non c’erano più. Siamo comunque ben felici di aver sollecitato una risposta, seppur tardiva e solo annunciata, dell’assessore: se la nostra lettera è stata “strumento” perché si aprisse il dibattito sul problema e l’amministrazione facesse sapere cosa intenderà fare, siamo ben felici di essere stati “strumentali”. Dire oggi che si procederà (quando, come?) ad “interpellare la comunità” dimostra comunque quanto da noi affermato: le risposte del Comune erano e restano vaghe e tardive.  Il coinvolgimento della comunità, ora finalmente  annunciato, poteva essere fatto in tempi  utili, quando la situazione era tale da far presagire  i disagi puntualmente poi verificatesi per le famiglie e bambini. Questi, di fatto e con difficoltà, sono stati costretti a separarsi e a disperdersi tra vari plessi limitrofi più o meno lontani, anche ad andare fuori Comune, vedendo così comunque  diviso il gruppo di appartenenza. Forse più occupati con la campagna elettorale che con le problematiche delle frazioni, gli esponenti dell’amministrazione non hanno pensato a convocare un tavolo che mettesse insieme i soggetti interessati, istituzionali e non, per trovare le soluzioni  che erano allora possibili, compresa quella, come abbiamo proposto, di istituire una sezione pubblica di scuola dell’infanzia, utilizzando i locali della ex mensa della primaria di Trestina (con piccoli ed economici  adeguamenti) che potevano essere fatti in poco tempo. Non si tratta qui di scegliere il servizio pubblico rispetto al privato (cosa comunque assolutamente legittima per un ente pubblico;  si tratta di intervenire avendo  ben chiari i principi di sana gestione e i diritti dei cittadini, che devono poter contare su servizi efficaci e garantiti, pubblici o privati che siano”.

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