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Terni, Ast: cassa integrazione per 1200 e sciopero all’impianto di colaggio

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Terni, Ast: cassa integrazione per 1200 e sciopero all’impianto di colaggio

Redazione economia
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L'ingresso di Ast

TERNI – Aria pesante all’Ast. La comunicazione anticipata nei giorni scorsi per telefono, è stata ufficializzata: 1200 dipendenti in cassa integrazione ordinaria del 30 settembre, per un totale di almeno 12 settimane. L’amministratore delegato Massimiliano Burelli lo ha  comunicato ai segretari provinciali delle sigle dei metalmeccanici oltrechè a Confindustria.

Motivazioni. La motivazione è quella della riduzione delle commesse e coinvolgerà probabilmente i lavoratori dell’area a caldo: concorrenza indonesiana, dazi, costo del nichel in rialzo sono le concause che lasciano intravedere un settembre nero e un autunno ancora peggiore.

I dettagli Nella lettera con cui si comunica la cassa, l’azienda parla di  “temporanea contrazione del mercato di riferimento che ha determinato il conseguente calo delle commesse di lavoro, registratosi ormai da qualche tempo e proveniente soprattutto da parte della committenza abituale, nonostante gli sforzi profusi per reperire nuove ed alternative occasioni di lavoro, tutt’ora in corso. Per questo l’azienda si trova nella condizione di dover procedere ad una riduzione della propria attività produttiva. L’azienda sceglierà il personale  da porre in sospensione attenendosi  a criteri oggettivi, derivanti dalle professionalità dei lavoratori coniugate alla quantità delle lavorazioni di volta in volta da eseguire”.

Sciopero. Intanto però, alla ripresa, è arrivata la sorpresa della riduzione di un’unità lavorativa a turno nell’area CCO3  (impianto di colaggio), motivandola con un investimento che, dal punto di vista aziendale ha comportato sostanziali miglioramenti organizzativi. Le Rsu hanno dunque indetto uno sciopero dei 70 lavoratori, di 4 ore per  lunedì 9 per tutti e tre i turni a fine turno e martedì 10 di 4 ore a fine turno per la quarta squadra.

Volontà Le Rsu dicono che  “la volontà di ridurre il personale ci  era stata annunciata per la prima volta dalla direzione aziendale circa un anno fa, ma Ast, a fronte delle legittime spiegazioni, dove si evidenziavano le difficoltà, aveva ritenuto di non procedere. In modo del tutto scorretto, senza discuterne con la rsu  venendo meno all’importanza e al valore delle relazioni sindacali, nei giorni scorsi l’azienda ha trasferito in altre aree due delle quattro unità lavorative individuate”. Le rsu spiegano che “i responsabili aziendali non sono  sono stati in grado di rispondere compiutamente e in maniera convincente alle ragioni contrarie da noi supportate, ragioni che dal nostro punto di vista sono tali da non poter giustificare la riduzione di personale in quell’impianto”.

 

 

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