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“Arcadia e Grand Tour”, a Perugia i paesaggi di Alessio De Marchis in mostra

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“Arcadia e Grand Tour”, a Perugia i paesaggi di Alessio De Marchis in mostra

Redazione cultura
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PERUGIA – Presentata ieri (27 settembre) alla Galleria Tesori d’Arte del Complesso Monumentale di San Pietro a Perugia la mostra “Arcadia e Grand Tour. Paesaggi di Alessio De Marchis nella collezione Aldo Poggi” a cura di Cristina Galassi e organizzata dalla Fondazione per l’Istruzione Agraria in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia. L’esposizione sarà visitabile da domenica 29 settembre e si protrarrà fino al prossimo 6 gennaio.

Gli interventi

“Con la mostra di De Marchis la Galleria Tesori d’Arte prosegue nello straordinario percorso che negli ultimi anni l’ha resa un polo culturale di primissimo piano – ha sottolineato il professor Franco Moriconi, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia e presidente della Fondazione per l’Istruzione Agraria – Tutto questo grazie allo straordinario patrimonio storico-artistico della Fondazione per l’Istruzione Agraria, finalmente valorizzato a pieno, nonché all’encomiabile lavoro di chi ha reso questa trasformazione possibile, in primis la professoressa Cristina Galassi, alla quale va il mio ringraziamento. Cogliendo spunto dal titolo della mostra, possiamo dire che in Umbria il paesaggio, in questo caso culturale, è veramente cambiato e in meglio. Siamo felici, come Ateneo, di aver potuto contribuire a questa metamorfosi”.

“La mostra offre la grande opportunità di indagare l’eccentrica personalità del napoletano Alessio De Marchis che muore a Perugia nel 1752, esponendo al pubblico un gruppo di oltre quaranta opere inedite, oltre a dipinti dei suoi maestri e di paesaggisti suoi contemporanei, tra i quali Gaspard Dughet, Rosa da Tivoli, Andrea Locatelli, Frans van Bloemen, Paolo Anesi, attraverso la collezione di Aldo Poggi – ha evidenziato la professoressa Cristina Galassi – De Marchis, pittore arcadico, volse il panismo seicentesco in chiave sentimentale e di misurata partecipazione interiore. Sarebbe tuttavia riduttivo interpretare la sua produzione soltanto in chiave arcadica. Non mancano nell’eccentrico e stravagante artista accentuazioni preromantiche: in molte sue opere c’è un coinvolgimento emotivo, un sentimento di commozione o sgomento di fronte ad eventi naturali e alla forza della natura, che ci mostrano montagne, rocce, alberi, ruscelli, marine, tutte animate da pacifici pastori, mandriani, viandanti, pescatori, contadini e lavandaie, calati nel contesto naturale, che preludono alla sensibilità romantica e che, sono sicura, faranno sicuramente breccia nel cuore dei visitatori. Una mostra internazionale, dunque, in un luogo internazionale e fantastico come è il complesso monumentale di San Pietro, vocato per storia, lo testimonia il suo Orto Medievale, alla natura e al paesaggio”.

All’incontro è intervenuto anche il professor Giancarlo Sestieri, studioso e critico d’arte che ha sottolineato il bell’ allestimento realizzati e la prestigiosa sede scelta. “Perugia è la città ideale per esporre le opere di Alessio De Marchis – ha sottolineato – vi ha infatti vissuto parte importante della sua vita, sino alla morte. Una vita sfortunata, quella di De Marchis, che però ha riscosso apprezzamento dopo la sua scomparsa grazie alla sua tecnica, ai suoi colori, grazie ai quali riesce a dare profondità ai suoi dipinti, superando i pittori della sua epoca”.

Soddisfazione e apprezzamento sono stati espressi dall’amministrazione comunale, per tre motivi: la mostra riporta all’attenzione un autore di grande profilo, evidenzia il suo rapporto con Perugia, dove è stato particolarmente attivo, consente di porre l’attenzione sull’Arcadia che ha avuto nel tempo giudizi contrastanti mentre rappresenta un grande movimento che va rivalutato.

Con la mostra “Arcadia e Grand Tour. Paesaggi di Alessio De Marchis nella collezione Aldo Poggi” la Fondazione per l’Istruzione Agraria intende infatti proseguire nel lavoro di valorizzazione del suo patrimonio storico artistico – secondo per quantità e qualità solo a quello della Galleria Nazionale dell’Umbria – ospitando una straordinaria collezione romana formata dall’antiquario e collezionista Aldo Poggi e dedicata ad Alessio De Marchis, uno dei massimi paesaggisti del Settecento italiano. Per la durata dell’esposizione, che rimarrà aperta fino a lunedì 6 gennaio 2020 e che costituirà un importante appuntamento dell’agenda cittadina e nazionale, saranno visibili 35 dipinti dell’artista napoletano, che muore a Perugia nel 1752. Fra questi anche il suo autoritratto, un bellissimo mobile dipinto (De Marchis ha un’intensa attività anche in questo settore), e 10 opere di artisti che lo hanno influenzato, fra questi capolavori di Gaspard Dughet, Philipp Peter Roos, detto Rosa da Tivoli, Johann Melchior Roos, Jan Frans van Bloemen, detto L’Orizzonte, Bartolomeo Torreggiani, Andrea Locatelli, Paolo Anesi. La mostra, già esposta in luoghi e contesti storici prestigiosi come Palazzo Chigi ad Ariccia, offre lo spunto per un excursus sulla pittura di paesaggio a Roma durante la prima metà del Settecento. Un genere che conosce notevole fortuna collezionistica, favorita dal fenomeno culturale del Grand Tour in Italia e connessa all’Accademia dell’Arcadia, che ebbe un peso nella pittura di paesaggio nel vagheggiamento di un rapporto idilliaco tra uomo e natura. De Marchis fu un paesista puro, che in conformità ad un rinnovato e crescente sentimento della natura, volse il panismo seicentesco di matrice dughetiana in chiave sentimentale e di misurata partecipazione interiore secondo il principio oraziano dell’ut pictura poesis. La mostra costituirà allo stesso tempo una eccezionale occasione per riconsiderare le opere dell’artista presenti a Perugia. La fase finale del suo intenso e accidentato percorso biografico, che conosce anche un momento urbinate, si svolge infatti a Perugia (1739-1752) dove il pittore, aiutato dal figlio Eugenio, produce una notevolissima quantità di paesaggi. Sette suoi dipinti appartengono alla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia mentre un ricco nucleo di quadri, ben 29, è posseduto dal Capitolo della Cattedrale. Le fonti perugine inoltre ci dicono che quasi tutte le collezioni private della città possedevano opere di De Marchis. La mostra, curata da Cristina Galassi, docente di storia della critica d’arte all’Università degli Studi di Perugia e Direttore del Centro di Ateneo per i Musei Scientifici dell’ateneo perugino, si avvale di due cataloghi: uno, dedicato alla collezione Poggi, curato da Francesco Petrucci, Conservatore di Palazzo Chigi in Ariccia, con un saggio introduttivo di Giancarlo Sestieri, uno dei massimi conoscitori del Settecento italiano; l’altro, sotto forma di piccola monografia dedicata alle opere perugine del De Marchis, è di Cristina Galassi per i tipi dell’editore Aguaplano.

L’esposizione si avvale del patrocinio di Regione Umbria, Comune di Perugia, Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Museo del Capitolo della Cattedrale di Perugia.

Orari di apertura: martedì-domenica, ore 15-19 / lunedì chiuso.

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