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Appalti Vus, Laffranco (Forza Italia) chiede chiarimenti al Mef

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Appalti Vus, Laffranco (Forza Italia) chiede chiarimenti al Mef

Redazione politica
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Il deputato umbro di Fi, Pietro Laffranco

PERUGIA – La vicenda degli appalti sospetti alla Vus finisce in Parlamento. “Abbiamo appreso da diverse fonti stampa – riferisce in una nota il deputato umbro di Forza Italia, Pietro Laffranco – che la società Valle Umbria Servizi, a totale capitale pubblico da parte di diversi comuni umbri (fra cui Foligno, Spoleto, Montefalco, Trevi e quelli della Valnerina) che si occupa della gestione del servizio idrico e della distribuzione del gas nella parte centrale della regione, avrebbe posto in essere procedure per l’affidamento di alcuni beni e servizi che necessitano di chiarimenti”.

“Nello specifico – continua il parlamentare azzurro – parliamo di vari affidamenti diretti: tra gli altri quattro da 39.100 euro per il recupero di rifiuti classificati come fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane, otto, per un totale di 203.000 euro, per il trasporto del percolato, 418.000 euro spesi per 15 affidamenti per lo smaltimento dei rifiuti, 70.000 euro elargiti per manutenzione sull’impianto di Casone (Foligno) e 192 mila, con 8 diversi affidamenti per bidoni e cassonetti”.

“Ci risulta – conclude il deputato – che questione si stiano già interessando la Corte dei Conti e l’Autorita Anticorruzione guidata dal dr Cantone e, naturalmente, non intendiamo interferire con il lavoro delle autorità preposte né, eventualmente, con quello della Magistratura, né tantomeno giungere a conclusioni tutte da definire, ma riteniamo doveroso che anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze se ne faccia carico per quanto di competenza. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione urgente per sapere quali misure il Ministro Padoan intenda intraprendere per chiarire la situazione, anche attraverso un confronto con l’Autorità anticorruzione. La “leggerezza”, quando si ha a che fare con i soldi pubblici, con i soldi dei cittadini, non è mai ammessa e ricordiamo come l’Anac si sia più e più volte espressa sullo strumentale frazionamento artificioso degli appalti per evitare le gare”.

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