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Appalti e infrastrutture, intesa fra Anci e Ance: “Uniti per far ripartire l’economia regionale”

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Appalti e infrastrutture, intesa fra Anci e Ance: “Uniti per far ripartire l’economia regionale”

Redazione economia
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Un cantiere edile

PERUGIA – Semplificare le procedure per l’ affidamento dei lavori, sia delle manutenzioni sia delle nuove opere. E’ ciò che chiedono l’ associazione dei comuni (Anci) e quella dei costruttori (Ance) dell’ Umbria, che in conferenza stampa hanno illustrato i contenuti del documento congiunto firmato dalle due associazioni, contenente dieci proposte di riforma del codice degli appalti.

Far ripartire l’economia regionale Proposte che, secondo le associazioni, se calate nella dimensione regionale, potrebbero contribuire a far ripartire l’ economia dell’ Umbria dove – secondo i dati dell’ Ance, estrapolati da quelli nazionali contenuti nel documento – gli investimenti in lavori pubblici sono più che mai bloccati. “L’ Umbria nel quadro nazionale si distingue per i pochi appalti – ha spiegato Walter Ceccarini, coordinatore regionale dell’ associazione – negli ultimi 15 anni la media degli investimenti è di 200 milioni l’ anno. Significa che investiamo in bandi per lavori pubblici meno dell’ 1% della nostra ricchezza. In 15 anni, con questo ritardo, perdiamo il 40% sui bandi”. Per andare verso un’ inversione di tendenza, nel documento vengono chieste regole più chiare e più semplici, di facile comprensione ed applicazione, per creare le condizioni migliori per realizzare i lavori rapidamente e per combattere l’ illegalità e la corruzione.

L’accordo “Dopo il documento nazionale – ha spiegato il presidente di Anci Umbria, Francesco De Rebotti – anche in Umbria abbiamo stretto un accordo teso a venire incontro a due esigenze: quella dei comuni di mettere in campo investimenti per le proprie comunità e quella di supportare il mercato dell’ edilizia, che è uno dei mercati che più hanno sofferto”. Per Stefano Pallotta, presidente di Ance Umbria, “più si va verso l’ ipertrofia normativa e più si dà spazio all’ illegalità: una concreta semplificazione porta con se’ maggiore trasparenza – ha affermato – e viene incontro all’ esigenza dei comuni di finire i lavori nei tempi dovuti”.

Favorire imprenditoria locale In particolare, l’ Ance si è soffermata sulla necessità di inserire criteri che favoriscano l’ imprenditoria locale, illustrati nell’ ultimo punto del documento nazionale. “Una modifica delle procedure negoziate sottosoglia – ha affermato Pallotta – consentirebbe di coinvolgere gli imprenditori del territorio in maniera trasparente, tramite affidamenti diretti per i lavori fino a 40mila euro e tramite quote riservate per quelli fino ai 150mila. Questo significherebbe un rafforzamento dell’ economia locale e una maggiore possibilità di finire i lavori bene e nei tempi previsti, oltre che benefici per tutta la filiera”.

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