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Anno giudiziario, Cardella: “Attenzione a creare un cortocircuito con l’informazione”

Perugia Cronaca e Attualità

Anno giudiziario, Cardella: “Attenzione a creare un cortocircuito con l’informazione”

Redazione
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L'apertura dell'anno giudiziario
L'apertura dell'anno giudiziario

PERUGIA  – “Si diceva una volta che il magistrato deve parlare solo per sentenze. Oggi tale principio è superato dalle pressanti esigenze della informazione e del controllo sociale e il magistrato con sobrietà e con compostezza deve collaborare, offrendo una informazione tecnica e obiettiva, scevra da personali valutazioni ed enfasi, usando un linguaggio appropriato ma comprensibile”, questo il ragionamento del procuratore generale della repubblica di Perugia, sabato mattina, durante il suo intervento per l’inaugurazione dell’ anno giudiziario.

Segretezza Secondo Cardella “comunicare, subito dopo la lettura del dispositivo, i motivi principali della decisione, che saranno noti, sostenuti da dotte argomentazioni, dopo un tempo sideralmente lontano dalle esigenze dell’ informazione, è possibile. Lo ha fatto la Corte Costituzionale, dimostrando di essere sensibile alle giuste esigenze di questo tempo”. Per il pg “la segretezza delle investigazioni va tutelata, ma finché serve ed è compito del pubblico ministero individuarne il limite”. “Cessata questa esigenza – ha proseguito -, però, occorre consentire a tutti, dico a tutta la stampa, un disciplinato ed equo accesso agli atti”. Per Cardella “il diritto di cronaca va declinato come ‘ diritto’ per i cittadini, che tramite l’ informazione hanno modo di formarsi un’ opinione sul funzionamento e anche sul comportamento di chi esercita funzioni pubbliche tanto rilevanti, come il magistrato”.

Organici Poi sia Cardella che il presidente della Corte d’Appello di Perugia, Mario Vincenzo D’Aprile si sono soffermati sulle carenze d’organico degli uffici giudiziari dell’Umbria: “Servono  nuovi magistrati e soprattutto di personale amministrativo, su cui rileviamo una carenza, rispettivamente, del 7,6% e del 20,2%. La situazione risulta peggiorata rispetto allo scorso anno a causa dei ricorrenti pensionamenti, non adeguatamente fronteggiati con nuove assunzioni di assistenti e funzionari giudiziari. ha rimarcato D’Aprile.

Autorevolezza A Perugia era presente anche il vice presidente del Csm, David Ermini, che ha parlato dell’inchiesta di Perugia che ha tiratoin ballo il Csm:e la sua credibilità e autorevolezza. “Occorre che la condotta di ogni singolo consigliere, sia togato che laico, non sia inquinata, anche solo sul piano dell’apparenza, da pressioni o ingerenze correntizie o partitiche. Perché ciò accada, devono sussistere due condizioni”. Secondo Nino Di Matteo, ex pm a Palermo, ora componente del Csm “certe logiche che hanno allontanato l’organo di autogoverno dagli scopi per cui la Costituzione lo aveva previsto”.

Amarezza In chiusura, a nome degli avvocati, il presidente dell’Ordine di Perugia, Stefano Tentori Montalto, ha sottolineato come “è amaro constatare come le denunce dell’avvocatura, ma in realtà di tutte le diverse componenti della giurisdizione, contro le criticità del sistema siano sempre le medesime e continuino a rimanere per lo più inascoltate: carenza di magistrati, di personale amministrativo, di risorse economiche strutturali. Tutti siamo consapevoli – ha concluso – come solo importanti investimenti nel sistema giustizia possano coniugare effettività delle tutele ed efficienza del sistema, sicuramente più di qualsivoglia riforma dei codici di rito”.

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