CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Anche Prima Stroncone contro la centrale a biogas: “Scempio ambientale”

Cronaca e Attualità Terni Extra

Anche Prima Stroncone contro la centrale a biogas: “Scempio ambientale”

Redazione
Condividi

STRONCONE – Caos a Stroncone relativamente alla ormai datata questione della centrale a biometano che si vorrebbe costruire nella frazione di Vascigliano. Nei giorni scorsi c’era stata la dura presa di posizione del sindaco Giuseppe Malvetani, contro la struttura. Oggi torna a parlarne anche il gruppo Prima Stroncone, che in Comune rappresenta l’opposizione a destra (sosteneva Marco Serafini). Il gruppo parla a margine della conferenza dei servizi riguardante la società che ha presentato la istanza di autorizzazione per la realizzazione della centrale. Una conferenza, a quanto si apprende, non decisoria ma solo istruttoria.

Parere “Ribadiamo il parere negativo – scrive Prima Stroncone – perché l’impianto graverebbe su una zona agricola e ne deturperebbe l’equilibrio ed i caratteri peculiari. La struttura sarà realizzata nelle vicinanze del centro abitato. Inoltre va sottolineata la varietà di sottoprodotti che verrebbero utilizzati per far funzionare la centrale”. Si parla 120.000 tonnellate l’anno di rifiuti solidi urbani (scarti di tessuti animali e vegetali, rifiuti platici, feci animali, rifiuti di silvicoltura e altro materiale ancora.

Mistificazione “Le centrali a biometano sono un affare solo per chi le fa – dicono –  Servono agli imprenditori che realizzano l’opera, per beneficiare di generosi incentivi statali previsti per le “fonti rinnovabili”. Senza incentivi statali verrebbe meno la ragione economica principale di questa attività. Il nostro territorio non ha bisogno di essere ancora penalizzato come già successo in passato in tema ambientale, per questo saremo a fianco dei cittadini, del Sindaco e di tutta la maggioranza, del Comitato di Vascigliano, mettendo in campo sin da subito tutte le iniziative; in primis il ricorso al TAR, la richiesta di interventi immediati di tutti gli organi competenti, l’utilizzo di organi di stampa e televisivi, conferenze stampe, manifestazioni e tutto ciò che sarà necessario per bloccare la costruzione di questo eco-mostro. Il termine “bio”…che di questi tempi è così in voga, viene utilizzato per attribuire una valenza positiva e “naturale” a questo tipo di impianti in modo da poterli ascrivere al mondo della cosiddetta “green economy”. La mistificazione – sottolineano – del linguaggio, in questo caso, è strumentale ad una politica di proliferazione di queste tecnologie sotto l’ombrello dell’ecologia e del rispetto della natura. Invitiamo la Società ad abortire da tale progetto nel nostro territorio e sollecitiamo tutta la popolazione di Stroncone, qualora così non fosse, a prepararsi ad una battaglia sempre – concludono – nella legalità e nella correttezza per far valere i nostri diritti”.

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere