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Amelia, ostetrica venticinquenne partirà volontaria per l’Uganda

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Amelia, ostetrica venticinquenne partirà volontaria per l’Uganda

Redazione
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AMELIA – Dal lavoro di ostetrica al volontariato in Uganda per conto dell’associazione Icad, con sede ad Amelia, che assiste le persone più disagiate di questo paese dell’Africa. Francesca Ghedin, 25 anni, ostetrica e atleta, è pronta a partire – lo farà nei prossimi giorni – per la regione del Karamoja: ha risposto all’appello lanciato da Luca Del Moro, presidente dell’associazione.

La Ghedin ha già un passato da volontaria e non è nuova all’Uganda: nel 2013 ha partecipato a un progetto per prestare assistenza volontaria presso orfanotrofi, centri giovanili e centri per disabili. “Questa esperienza mi ha segnato profondamente – dice Francesca – e grazie ad essa ho deciso di prendere parte alla missione di Icad”.

Francesca Ghedin farà volontariato mettendo al servizio delle persone più disagiate quello che sa fare meglio, ovvero il suo lavoro. Durante la prossima missione avrà il compito di affiancare le ostetriche locali del centro di Maternità di Morulem (regione del Karamoja), nell’assistenza alla gravidanza, al parto e al puerperio. Scopo di questa attività è migliorare i servizi di assistenza ostetrica, supportare e sostenere le attività locali delle cosiddette midwives ugandesi, attraverso la condivisione, lo scambio reciproco di idee e la crescita professionale per entrambe le parti e rilevare eventuali criticità.

Fondata nel 2011 da Luca Del Moro, ex incaricato della sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia in Uganda, Ruanda e Burundi con sede a Kampala, Icad (acronimo di International Cooperation & Development Association), è partita da Amelia ed oggi è una realtà consolidata in tutto il territorio nazionale. Essa agisce agisce condividendo appieno ciò che sostiene Edgar Morin, sociologo e filosofo, nel suo volume “I sette saperi necessari all’educazione del futuro”, scritto per Unesco, ovvero “impegnandosi non a dominare ma a prendersi cura, migliorare e comprendere, riconoscendo la nostra unità nella diversità, in quanto tutti abitanti della stessa sfera vivente, e sviluppando la coscienza della responsabilità e della solidarietà per i figli della Terra attraverso l’esercizio complesso del pensiero che ci permette nel contempo di criticarci, auto criticarsi e comprenderci gli uni con gli altri”. Da tempo è impegnata per la popolazione della regione del Karamoja favorendone la salute, l’istruzione e il miglioramento delle condizioni di vita in generale

 

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