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Amelia, l’ex asilo comunale ‘Lo Scarabocchio ai privati’: polemica ad alzo zero

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Amelia, l’ex asilo comunale ‘Lo Scarabocchio ai privati’: polemica ad alzo zero

Andrea Giuli
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Il Comune di Amelia

AMELIA – in questa canicolare estate, l’ex asilo comunale ‘Lo Scarabocchio’ di Amelia torna a far parlare di sè. O meglio, forse tra le antiche mura ciclopiche della cittadina umbra, non si è masi spesso di parlarne e di polemizzarene. Ma, oggi, siamo probabilmente ad una svolta della vicenda, dato che sul sito del Comune di Amelia è stato pubblicato il bando per l’affidamento di quella struttura.

Ecco perché il comitato di donne amerine “8 marzo” fa sentire ancora la propria voce in merito, con una nota pubblica che qui riportiamo integralmente:

“Dobbiamo parlare esattamente di ex asilo, perché il nido comunale ‘Lo Scarabocchio’ è stato chiuso a luglio scorso e non riaprirà per lo meno nei prossimi nove anni, visto che il Comune di Amelia intende affidare quei locali all’ennesimo operatore privato. Nessuna garanzia per le rette che subiranno solo una legge, quella del libero mercato. Nessuna garanzia per le lavoratrici, perché di donne stiamo parlando: i servizi per la prima infanzia continueranno a reggersi sulla precarietà e flessibilità di chi con fatica, cura e formazione si dedica al percorso educativo dei nostri figli. Unici paletti messi dal bando comunale sono quelli di riservare almeno 3 posti a bambini con disabilità e almeno 10 a bambini di età inferiore ad un anno. Ad Amelia sono presenti circa 85 bambini e bambine con meno di un anno (dato Istat al primo gennaio 2016): solo a 10 fortunati spetterà il diritto ad accedere al servizio di asilo nido, ovvero meno del 12%!

Il traguardo stabilito dagli Stati Europei nel Consiglio di Barcellona del 2002 era di garantire, entro il 2010, l’accesso al servizio di asilo nido ad almeno il 33% dei bambini sotto i 2 anni. Ad Amelia i posti garantiti dal Comune dovrebbero essere almeno 82, vista la presenza di 250 bambini e bambine tra 0 e 2 anni. Nessun investimento pubblico sulla prima infanzia, come richiesto in modo deciso e puntuale dal gruppo di genitori di ‘Chiediamo Asilo’ fin dalla chiusura del nido comunale ‘Lo Scarabocchio’. Rimane solo il contentino dei voucher, preannunciati per circa 20 famiglie, soldi pubblici che l’amministrazione di fatto distribuirà agli operatori privati, senza neanche il vincolo che siano spesi sul territorio amerino. Risorse pubbliche erogate sotto forma di trasferimenti monetari di cui beneficeranno sicuramente poche famiglie in difficoltà economica. Nessuna politica che programmi interventi mirati a ridurre e redistribuire il carico di cura che grava sulle donne a prescindere dal loro reddito, nessun intervento efficace di lotta alla povertà che tenga conto della dimensione di genere del problema. In sostanza, il Comune di Amelia affiderà dei locali, non assegnerà un servizio. E non ci sarà più un luogo dove costruire un progetto educativo di una comunità che si prende cura della formazione dei futuri cittadini e cittadine”.

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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