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Amelia, la vita di Froglia in un documentario: “Non solo Modì”

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Amelia, la vita di Froglia in un documentario: “Non solo Modì”

Redazione
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TERNI – Un artista. Un creativo. Una persona che ha vissuto la sua vita sempre al limite. Un curioso. Questo è Angelo Froglia, conosciuto per essere l’autore delle false teste di Modigliani nel 1984.  E’ proprio a lui che il regista Tommaso Magnano ha dedicato un documentario dal titolo “L’inganno dell’arte” che è stato proiettato oggi all’auditorium della Comunità Incontro Molino Silla di Amelia. Prima della proiezione il responsabile di struttura, Giampaolo Nicolasi, ha ricordato  Angelo. “E’ difficile dimenticare – spiega – come era e soprattutto la sua creatività. Alcune volte quando era qui a Silla e creava mi sembrava che avesse una vena di follia invece esprimeva così la sua arte. Lo potrei definire, dove averlo conosciuto da vicino, un intellettuale sottovalutato”.

Froglia era conosciuto come un portuale con l’hobby della pittura, un dilettante, un tossico, uno sbandato. La figlia lo ricorda, nel documentario, come un padre poco presente, ma quando c’era affettuoso. “Ha trascorso – spiega la figlia Maya – un’esistenza spregiudicata, maledetta, tra laboratori d’arte, lotte politiche, carceri di massima sicurezza, droghe e grandi amori”. Nel  documentario di Magnano la storia di Angelo è raccontata dalle voci di chi gli è stato vicino e ricostruita attraverso scritti, dipinti e filmati originali dell’artista, per cercare di rendere giustizia a una figura profonda, complessa e ancora controversa.  Un autore radicale che ha espresso l’apice del suo pensiero con l’operazione Modì, svelando il labile confine che separa il falso dall’autentico, un urlo di libertà, provocatorio, lanciato da un angolo della provincia italiana e rivolto al mondo intero.

Un’ora in cui viene raccontata la vita di un artista che ha lottato per i suoi ideali e sempre alla scoperta di nuove sensazioni senza preoccuparsi delle conseguenze.

Magnano ha fatto un lavoro di ricerca e di approfondimento. “Ho impiegato – spiega il regista – quasi un anno per raccogliere documenti, articoli di giornali che parlassero di lui. Fondamentale la testimonianza di chi lo ha conosciuto e di sua figlia”. Il documentario è già stato presentato a Torino al “Piemonte Movie Festival” dove ha ricevuto il premio del pubblico come migliore documentario, al Bellaria film Festival, a Bologna al “Poverart Festival”, poi a Genova, Livorno e Roma. Angelo Froglia è stato un ospite della Comunità varie volte tra il 1990 e il 1995.

Quando se ne andò la prima volta  ne parlò con Don Pierino, che come sempre, si limitò a consigliare senza interferire sulle scelte che ognuno faceva.  Ebbe la sua benedizione insieme ad un’acuta e saggia osservazione: “Angelo – gli disse – ricordati sempre che esistono uomini quercia e uomini vite, i primi hanno il fusto robusto e radici profonde, non temono i venti forti e svettano sicuri verso il cielo. Sembrano una benedizione di Dio. Gli altri, invece, sono fragili, sempre disponibili alle fratture ed hanno bisogno di essere legati ad una struttura di sostegno, non possono farne a meno se vogliono raggiungere la maturità. Tu, figlio mio, non hai mai dimostrato di essere quercia”.

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