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Amelia, diciottenne morta per droga, il fidanzato: “Voleva bucarsi, era il mio regalo di compleanno”

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Amelia, diciottenne morta per droga, il fidanzato: “Voleva bucarsi, era il mio regalo di compleanno”

Redazione
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TERNI – La droga che ha ucciso la giovane amerina Maria Chiara previtali sarebbe stata il regalo di compleanno. Lo ha confermato davanti ai Carabinieri il fidanzato ventunenne, interrogato e per ora indagato per omissione di soccorso aggravato dalla morte della ragazza. Davanti agli inquirenti, nel corso di nove ore serrate di interrogatorio, il ragazzo, noto alle forze dell’ordine come assuntore di stupefacenti, con qualche vecchia segnalazione al tribunale dei minori, vengono sequestrati farmaci e altre sostanze su cui saranno svolti ha ricostruito l’ultimo giorno di vita della sua fidanzata, si è detto pentito per aver assecondato la voglia della ragazza di iniettarsi l’eroina ed ha ammesso: “Era il regalo che aveva chiesto per il suo compleanno, per lei era la prima volta”. Il ventunenne ha confermato di aver preso con lei il treno per Attigliano venerdì mattina e sempre insieme avrebbero raggiunto uno dei luoghi dello spaccio. La dose letale – costo 20 euro – sarebbe avvenuta ad ora di pranzo, con la giovane che avrebbe iniziato a sentirsi male al ritorno ad Amelia e che anche durante la festa (una apericena) non stava bene. Il rientro a casa alle 21 e la tragica scoperta la mattina dopo, con un buco di circa tre ore fra il malore e la chiamata dei soccorsi. Ha detto di aver perso tempo nel tentativo di svegliarla, di averla presa di peso per portarla in bagno, di aver telefonato ad un’amica che fa la volontaria col 118 che gli ha consigliato di chiamare l’ambulanza.

Una tragedia che riaccende tristemente i fari sulla provincia di Terni, che ha ancora nella testa la morte, sempre per droga, dei due adolescenti Flavio Presuttari e Gianluca Alonzi, nella notte fra il 6 ed il 7 luglio scorsi.

Il procuratore capo Alberto Liguori è intervenuto in conferenza stampa dopo le notizie ed i dettagli usciti sugli organi di distanza: “Anzitutto questo fatto non è legato alle vicende di luglio – ha spiegato – ma è un fatto isolato. Certamente c”è un problema nel territorio”. Soprattutto, l’intervento è stato volto a stemperare una tensione che sta montando nel territorio e ad un clima giustizialista: “Vogliamo fare chiarezza sui fatti, non è nostro compito fare giustizia sommaria – ha spiegato Liguori – ma posso assicurarvi che anche se ci vorrà del tempo verremo a capo di tutto. Se è vero che la ‘dose’ letale è stata il regalo di compleanno vogliamo arrivare a capire quale fosse ‘il negozio’ e se chi gliel’ha venduta era davvero consapevole di cosa stesse facendo ed inoltre se c’è stata una gita fuori porta per comprare questo regalo”. Metafore chiare, che il procuratore ha usato per far capire come la giustizia andrà sino in fondo: “Vorremmo però che ci si lasciasse lavorare, non è nostra volontà fare i giustizieri della notte, soltanto assicurare alla giustizia tutti i protagonisti di questa vicenda”.

Pensiero alla famiglia. Liguori poi ha avuto un pensiero per i genitori: “Non oso pensare come possa sentirsi la famiglia. Vedere una figlia morire nel giorno del compleanno. Come ricorderanno ora questa data? UN dolore straziante”, ha detto. E ribadisce: “Siamo vicini alla famiglia ma saremo freddi, faremo indagini a 360 gradi, cercando di mettere insieme tutte le tessere del mosaico, che in questi casi sono sempre tante. Noto una certa pressione, una voglia di rapida giustizia, ma non sarà così: servono indagini rigorose, spaziando dovunque, sino ad arrivare alla esatta ricostruzione del caso”.

Certezze, non supposizioni In questo rientra, per esempio, anche il capo di imputazione per il ventunenne fidanzato, che al momento è quello di omissione di soccorso: “Ma è solo una ipotesi di lavoro, che ha bisogno di una lettura ragionata ed approfondita, perchè ci sono anche l’omicidio preterintenzionale o la morte in conseguenza di altro delitto.Per questo serve una lettura a freddo e non istintiva dei fatti. Abbiamo bisogno di esami specialistici, stiamo per conferire il mandato”. L’autopsia sarà svolta mercoledì, probabilmente fuori Terni, come ha lasciato intendere Liguori, vista la penuria di sale disponibili, non solo per il Covid: “Il dato scientifico deve confermarci, per capire cosa è avvenuto esattamente prima, durante e dopo, quali fattori hanno provocato esattamente la morte ed in che momento. Per il rispetto che abbiamo a questa ragazza, abbiamo bisogno di riscontri. Il sospetto deve diventare indizio, deve assumere le caratteristiche della gravità, della precisione e concordanza. Altrimenti si resta nell’ambito delle deduzioni, non dei riscontri”.

Tornando alla questione dei fatti ripetuti in città. aggiunge: “Se leggiamo insieme i fatti, non legati, di Flavio e Gianluca e quello di questa ragazza di 18 anni, c’è una certa preoccupazione. SE un ragazza di 18 anni ha avuto un problema con questo mondo, allora vuol dire che Terni e provincia hanno una problematica”.

Comunità Incontro. La Comunità Incontro, con la quale è impegnato il padre della giovane ha scritto in una nota: ” A luglio la scomparsa di Flavio e Gianluca, appena adolescenti. Sabato scorso quella di Maria Chiara, maggiorenne soltanto per una notte ed oggi la notizia della morte, per una sospetta overdose, di Elisa una giovane donna di Città di Castello. L’uso di droga non si arresta sul nostro territorio e le conseguenze sono sempre più drammatiche. Siamo nel pieno di un’emergenza sociale che sta colpendo in particolare i nostri giovani, che appaiono l’anello debole: fragili e smarriti.

La droga è una strega che ti ruberà il corpo e l’anima.
La droga entrerà nella testa e nella voce di un ragazzo che ti inviterà a provarla: non ti costerà niente… E invece ti costerà la vita
!”

Questa è la storica frase – scritta per noi dal Maestro Mogol – che si legge entrando nel nostro auditorium a Molino Silla e questo è ciò che oggi vogliamo gridare. La droga è un mostro, un male oscuro che sceglie e colpisce le sue vittime senza alcuna distinzione. La scomparsa di Maria Chiara, così come quella degli altri giovani che nel corso della loro vita si sono persi, ci sconvolge e ci devasta e ci spinge a compiere il nostro impegno ancora con più forza.  La Comunità Incontro Onlus, si unisce al dolore della famiglia Previtali, a quella di Elisa e rinnovano la vicinanza alle famiglie di Flavio e Gianluca, per la loro tragica scomparsa”.

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