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Amelia, Covid ‘truffa’ e ‘le donne siano madri a tempo pieno’: bufera sul consigliere (recidivo)

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Amelia, Covid ‘truffa’ e ‘le donne siano madri a tempo pieno’: bufera sul consigliere (recidivo)

Redazione
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AMELIA – Prima il post sui profughi siriani, che aveva invitato ‘ad ammazzarsi tutti’, che gli costò l’espulsione dalla Giunta, poi quello rivolto alla cantante Emma che rea di aver provocato Salvini è stata, alla quale dice di ‘aprire le cosce e farsi pagare‘.

Adesso una foto di copertina del profilo facebook chiaramente negazionista sul Covid e ora un post sessista. Massimiliano Galli, consigliere comunale, ci ricasca. Oggetto del suo commento, la notizia che le donne avrebbero perso 470.000 posti di lavoro a causa della pandemia e del lockdown. Il suo commento è stato eloquente: “Non tutti i mali vengono per nuocere. Il ruolo di mamma a tempo pieno per un futuro migliore”

Già espulso dalla Lega dopo il post su Emma, il consigliere continua la lunga scia di post sessisti e razzisti. Contro di lui immediate reazioni da parte delle consigliere di parità Maria Teresa Di Lernia e Ivana Bouché che in una nota esprimono “sconcerto rispetto alle esternazioni del consigliere comunale di Amelia, Massimiliano Galli, che in un post ha esultato per la perdita di lavoro femminile dovuta al Covid (testuali parole “non tutti i mali vengono per nuocere”) e prosegue invitando le donne a dedicarsi alla loro vocazione “naturale” di fare solo le mamme”.

“Ci sembra francamente un’affermazione retrograda, basata sulla solita presunta naturalezza di funzioni laddove – proseguono la Di Lernia e la Bouché – queste sono frutto di condizionamenti sociali e culturali ma soprattutto grave perché pronunciata da un rappresentante istituzionale non nuovo ad esternazioni offensive o contrarie alle donne”.

Linea comune. Affermazioni che vanno nella stessa scia di quelle pronunciate dall’ex presidente del consiglio comunale Leonardo Pimpinelli nei confronti della ministra Lucia Azzolina. Ad Amelia, dove è bene ricordarlo, il sindaco è una donna, Laura Pernazza, devono aver avuto qualche problema con la selezione dei candidati, visto che si tratta dell’ennesimo caso, contando anche Tamara Grilli di Forza Italia, che l’11 maggio scorso aveva scritto dopo la liberazione  di Silvia Romano: “Quattro milioni di euro per un regalo di nozze non sono troppi?”, con riferimento ai soldi pagati per il riscatto per la cooperante liberata e a un suo mai confermato matrimonio avvenuto durante la prigionia e le ancora precedenti affermazioni di Marina Teofrasti del Pd, sempre sul tema immigrazione.

Cultura della violenza. ““Il linguaggio sessista concorre in modo potente alla costruzione ed implementazione di una cultura che semina mancanza di rispetto nei confronti delle donne, la stessa che genera violenza nei loro confronti”, sottolineano, aggiungendo poi che “la violenza, anche solo verbale, non è mai giustificabile, tantomeno se viene da rappresentanti istituzionali, che per il ruolo che occupano, dovrebbero stare ben attenti al linguaggio che usano”.

Inadeguato. A commento, il consigliere comunale ternano del Pd Francesco Filipponi definisce  “Inadeguato al ruolo istituzionale”.