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Altra bomba inesplosa a Cesi, disinnesco domenica, già fuori 40 famiglie, saranno in tutto 10.000 gli evacuati

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Altra bomba inesplosa a Cesi, disinnesco domenica, già fuori 40 famiglie, saranno in tutto 10.000 gli evacuati

Redazione
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La brillatura della bomba (screenshot da TeleGallieo)

TERNI –  Nuovo allarme a Cesi. E’ stato infatti rinvenuto un nuovo ordigno bellico di grandi dimensioni nella stessa zona dove fu trovata a luglio la bomba d’aereo americana da 500 libbre, che costrinse Comune e protezione civile ad evacuare 11.000 persone per il disinnesco. Siamo quindi nella stessa zona vicina alla stazione ferroviaria.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato e della polizia locale  I sezione territoriale ed i carabinieri di Terni. La bomba peserebbe circa 250 libbre e sarebbe stata individuata nel corso delle operazioni di bonifica del terreno, su iniziativa del proprietario dello stesso Allertati gli artificieri di stanza a Roma che nel corso della giornata effettueranno un sopralluogo. Sul posto anche la Protezione civile del Comune di Terni. Sono in corso accertamenti.

Fuori in 10000. La riunione che si è svolta in Prefettura ha disposto il disinnesco dell’ordigno per domenica 4 novembre, saranno circa 10000 gli evacuati, il sindaco ha già attivato il Coc, si attendono disposizioni sull’allestimento di eventuali strutture di emergenza. Questa la nota della Prefettura.

“Nella serata odierna   si è tenuta una riunione per pianificare le operazioni necessarie alla messa in sicurezza, disinnesco e brillamento dell’ordigno residuato bellico, del tipo bomba di aereo americana del peso complessivo di circa 125 chilogrammi, di cui 60 di esplosivo, rinvenuto nella mattinata in un cantiere edile in località Cesi – strada della Ferrovia – nel comune di Terni. All’incontro, presieduto dal prefetto Paolo De Biagi, hanno partecipato il sindaco di Terni, i vertici provinciali delle forze dell’ordine, gli artificieri del VI reggimento Pionieri di Roma, i rappresentanti della Regione, della Provincia, dei vigili del fuoco, del 118, della Usl Umbria 2, dell’azienda ospedaliera di Terni e dei gestori dei pubblici servizi (acqua, gas, elettricità e telefonia) presenti nell’area interessata. Gli Artificieri del VI Reggimento Genio Pionieri di Roma sono intervenuti nel pomeriggio per effettuare un sopralluogo preliminare volto a verificare le condizioni dell’ordigno e dell’area circostante, già presidiata costantemente dalle forze di polizia. Nel corso della riunione è stata disposta l’evacuazione, a scopo precauzionale, dell’area più prossima al luogo del rinvenimento per un raggio di 381 metri, al fine di garantire la piena sicurezza della zona e dei cittadini residenti. Le operazioni di bonifica saranno effettuate domenica 4 novembre. Ulteriori dettagli operativi, compresa la definizione dell’area da evacuare durante le operazioni, saranno individuati nella successiva riunione già fissata per venerdì 2 novembre. La prefettura invita la cittadinanza alla massima collaborazione, evitando fin da subito di recarsi in prossimità del luogo del posizionamento dell’ordigno”.

Ore 21: via all’evacuazione. Così il Comune: “Il sindaco Leonardo Latini già nel pomeriggio di oggi ha convocato il COC del Comune di Terni per valutare la situazione di emergenza che si è creata a seguito del rinvenimento dell’ordigno bellico nella zona di Cesi Scalo. Ha quindi partecipato insieme al vicesindaco Andrea Giuli e all’assessore alla protezione civile Stefano Fatale alla riunione convocata in Prefettura. Il Comune di Terni, di concerto con i partecipanti al tavolo convocato dal Prefetto, ha già iniziato le operazioni di propria competenza.  In particolare si sta già predisponendo il centro di accoglienza al Palatennistavolo di via delle Palme, con la segreteria organizzativa, mentre sono stati avviati i contatti con l’Asl e l’Azienda Ospedaliera che si sono rese disponibili, attraverso il centro geriatrico, ad accogliere chi ne avrà bisogno.
In queste ore, sulla base dell’ordinanza sindacale in fase di emanazione, sta iniziando la procedura di evacuazione, come richiesto dall’Esercito, attraverso gli artificieri presenti alla riunione. La prima fase prevede l’evacuazione di un’area di 381 metri di raggio dall’ordigno bellico e coinvolgerà all’incirca una quarantina di famiglie che potranno trovare alloggio o al Palatennistavolo o, all’occorrenza, nelle strutture sanitarie. Il Coc resta operativo per tutte le iniziative che si renderanno necessarie e per cercare di rendere meno disagevole possibile la situazione per i cittadini, fino all’operazione di disinnesco prevista per domenica 4 novembre.

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