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Altotevere, i sindaci alla Regione: “Infrastrutture e turismo, serve un passo in più”

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Altotevere, i sindaci alla Regione: “Infrastrutture e turismo, serve un passo in più”

Redazione
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La riunione della commissione regionale a San Giustino

SAN GIUSTINO – Infrastrutture e turismo sono le priorità sulle quali serve un passo in più da parte della Regione. E’ stato un coro quasi unanime quello dei sindaci dell’Alta Valle del Tevere umbra, che stamattina si sono riuniti nella sala consiliare di San Giustino, il comune più a nord della regione, per la quarta tappa itinerante della Prima commissione regionale guidata da Andrea Smacchi (Pd) sul tema dello sviluppo economico del territorio.  Presenti la vicepresidente Maria Grazia Carbonari, i vicepresidenti del consiglio regionale Marco Vinicio Guasticchi e Valerio Mancini, la consigliera Carla Casciari e l’assessore regionale Fernanda Cecchini.

Nella sua relazione iniziale il “padrone di casa”, il sindaco di San Giustino Paolo Fratini (presente insieme agli assessori Simone Selvaggi, Elisa Mancini e Massimiliano Manfroni), ha tracciato il quadro di un territorio che complessivamente ha saputo reggere i colpi della crisi meglio di altri per merito soprattutto della spinta dell’imprenditoria privata, ma nel quale non mancano le criticità. Il settore tessile è quasi del tutto scomparso, il mobile arranca sotto i colpi della crisi, anche il comparto grafico ha registrato segni di flessione. L’agricoltura regge grazie agli investimenti degli ultimi anni. “Cosa può fare la Regione?”, ha incalzato Fratini sottolineando temi cruciali quali l’ammodernamento della E45, “in passato esempio nazionale di degrado”, la “grande incompiuta” della galleria della Guinza e della E78, lasciata indietro rispetto ad altre infrastrutture, la situazione ferroviaria che penalizza fortemente lavoratori e pendolari, la grande aspettativa della piastra logistica e infine la diga di Montedoglio, fondamentale per l’uso idropotabile e agricolo. La sindaca di Citerna, Giuliana Falaschi, dopo avere messo in evidenza luci e ombre dell’economia nel piccolo comune (dove alla crisi di molte piccole e medie aziende fanno da contraltare l’espansione di grandi imprese come Aboca e il gruppo alimentare Valtiberino) ha posto l’accento sullo sviluppo turistico: “Manca una politica territoriale, non possiamo più andare avanti comune per comune, è necessaria una svolta di qualità”.

Letizia Michelini, sindaca di Monte Santa Maria Tiberina, ha ricordato l’annosa questione delle infrastrutture (“La provinciale 103 è tristemente famosa per le sue condizioni di degrado”) insieme ad altre questioni vitali per il territorio montano quali l’agricoltura (con la crisi della coltura del castagno a causa della vespa cinese) e i servizi (poste, farmacie rurali, scuole) necessarie per garantire la qualità della vita dei residenti. Leggermente diverse le esigenze evidenziate da Gianluca Moscioni, sindaco di Lisciano Niccone, che ha parlato di sofferenza delle aziende agricole a causa dei danni da fauna selvatica e di una frenata dello sviluppo turistico, trainato negli anni scorsi dagli stranieri. Assenti i rappresentanti di Pietralunga, Montone e Umbertide, l’ultimo intervento dei rappresentanti del territorio è toccato all’assessore di Città di Castello Riccardo Carletti: “Dal nodo infrastrutturale discendono quasi tutti temi che abbiamo toccato oggi, anche se le nostre industrie hanno saputo reggere l’urto della crisi mantenendo i livelli di fatturato e di occupazione. Sul turismo la vera sfida è quella di alzare l’indice di permanenza combattendo le presenze mordi e fuggi, una sfida che potremo meglio affrontare attraverso un’offerta unitaria del nostro territorio”.

Sui temi dell’agricoltura è  toccato in seguito a Sauro Rossi per la Confederazione italiana agricoltori, quindi spazi agli interventi dei consiglieri regionali e dell’assessore Cecchini.

“Il comprensorio presenta un panorama ricco e vivace di associazioni e di imprese che per molti anni sono stati da traino a tutto il territorio. Alcuni settori, come il tessile, presentano ora delle difficoltà. Altre invece, vere eccellenze come Aboca, hanno presentato piani di ampliamento. Per il territorio resta strategica l’agricoltura e il tabacco. Sul piatto ci sono 1.586 milioni di euro di risorse comunitarie che serviranno per irrobustire l’economia e far fare il salto di qualità alle nostre imprese” ha affermato il presidente Smacchi, ribadendo la massima attenzione sulle infrastrutture e in primis  su E45, E78 ed ex Fcu.

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