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Tav a Perugia, il Pd ternano si inalbera: “La Marini venga a palazzo Spada”

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Tav a Perugia, il Pd ternano si inalbera: “La Marini venga a palazzo Spada”

Andrea Giuli
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Una seduta del consiglio comunale

TERNI – Che bello. Fra una sessantina di giorni gli umbri avranno la possibilità di arrivare per ben due volte al giorno dal capoluogo regionale, Perugia, alla capitale finanziaria d’Italia, Milano, in sole tre ore, con un apposito treno Frecciarossa ad alta velocità. Ottimo, senza dubbio un risultato importante. Celebrazioni, feste, applausi da parte dei vertici politico-amministrativi della Regione. Tutto giusto, ci mancherebbe.

Terni out Da tutto questo, al momento e nonostante le varie petizioni di principio, resta fuori una parte significativa della regione (con la minuscola), quella meridionale, quella che gravita intorno alla seconda città umbra, rotta commerciale e polo industriale importante: Terni. Tanto da far ribattezzare, a detta di qualche impertinente, la Tav perugina come il Freccia(bianco)rossa.

Mugugni nel Pd e nel centrosinistra ternano Amenità a parte, lo “sgarbo”, la penalizzazione o la “diminutio” non sono sfuggite allo stesso Pd ternano e all’intera maggioranza di centrosinistra (consiglieri Pd in testa) a palazzo Spada che hanno trattenuto a stento il disappunto per la trionfale conferenza stampa della Regione in occasione della presentazione dell’accordo con Trenitalia. In sostanza: bene il Frecciarossa a Perugia, ma il resto dell’Umbria? E Terni?

Marini a palazzo Spada Ecco l’atto d’indirizzo approntato e firmato in tempo reale de tutti i consiglieri comunali ternani della maggioranza, con così si chiede un consiglio comunale straordinario sul tema, con la presenza della governatrice Marini: “In occasione dell’annuncio dell’arrivo dell’Alta Velocità in Umbria, come consiglieri comunali non possiamo che esprimere soddisfazione per il fatto che la Regione si proietti in una nuova fase di velocità, infrastrutture e trasporti. Parimenti non possiamo che esprimere amarezza e perplessità. Amarezza per l’occasione persa di avviare un dibattito veramente regionale con l’effettivo ascolto dei territori. Perplessità perché lo scenario che si prospetta incide sul sentimento di appartenenza comune. Temiamo che l’inasprimento del dibattito scivoli verso un messaggio sbagliato: ossia che le risposte alle città si differenziano in virtù di status symbol che poi a poco valgono. Chiediamo invece che le scelte diverse rispondano alle vere diversità dei nostri territori. La capacità produttiva, le esigenze di vita, la necessità di collegamento. Sopra a tutti gli altri criteri, è il lavoro che richiede uno sguardo di vera attenzione alle esigenze del ternano. Lo chiedono i pendolari costretti sempre di più nell’angolo del sacrificio e della scomodità, così come le centinaia di ternani costretti a lasciare l’Umbria per problemi logistici. Vogliamo ancora credere nel nostro regionalismo. Ma per farlo servono atti concreti. Rifiutiamo l’Umbria a 2 velocità. La stazione ferroviaria di Terni, sulla quale il Comune ha investito e continua a investire, è la principale stazione ferroviaria dell’Umbria e la più importante dell’Italia centrale dopo Roma ed Orte, perché al nodo ferroviario di Terni afferiscono ben tre linee ferroviarie nazionali importanti per il trasporto anche delle merci.
Terni è strategica per posizione, per le rilevanti attività industriali che in essa si collocano e per il Pil che queste generano. Al fine di conoscere le intenzioni e i progetti regionali per la nostra città, riteniamo si renda necessaria la convocazione di un consiglio comunale straordinario con la presenza della presidente Marini e dell’assessore ai trasporti Chianella”.

Il Pd di Terni Un altro appunto arriva dalla segreteria comunale del Pd di Terni: “Il Partito Democratico di Terni apprezza in generale gli sforzi fatti dalla Regione Umbria sull’alta velocità, ma nel particolare emergono molte criticità rispetto ad un ruolo pienamente regionale svolto su un argomento strategico come quello dei trasporti. Il nostro obiettivo è quello di essere responsabili, valutando sempre con attenzione la necessità di non contrapporre i territori, ma tutto questo può e dovrebbe essere anche realizzato attraverso una reale e concreta visione di regionalismo, generando una discussione ampia e partecipata rispetto alle varie dinamiche strategiche per i singoli territori. Sarebbe stato opportuno, ed è tutt’ora necessario aprire un confronto tecnico e politico sulle vicende dell’alta velocità per elaborare una più ampia strategia comune sul tema dei trasporti, non solo ferroviari, che tenga conto delle varie esigenze territoriali e che riesca a tracciare un disegno di medio e lungo periodo. Troppo spesso l’Umbria del sud, Terni, Spoleto e la Valnerina vengono penalizzati da scelte strategiche infrastrutturali. Sul tema dei trasporti il PD di Terni fin dalle prossime settimane si farà promotore dell’ apertura di un nuovo tavolo di discussione politico con le forze economiche, sociali dell’Umbria e dell’Italia mediana, cercando di elaborare una visione ampia e regionale”.

 

 

 

 

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Andrea Giuli
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