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All’Urban di Perugia si festeggiano gli 11 anni di “Friday I’m in rock”

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All’Urban di Perugia si festeggiano gli 11 anni di “Friday I’m in rock”

Redazione cultura
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foto ufficio stampa Urban Club

PERUGIA – Taglio del nastro degli undici anni per il format “Friday I’m in rock” all’Urban Club di Perugia che, per l’occasione, venerdì 15 febbraio propone una serata in compagnia degli Snow in Damascus, gruppo tifernate che unisce elettronica e melodia in un mix di suono che riesce a coinvolgere l’ascoltatore sin dal primo ascolto. La band, di base a Città di Castello, è composta da Gianluca Franchi (voce e chitarra), Ciro Fiorucci (batteria ed elettronica), Giorgia Fanelli (elettronica e voce), Matteo Bianchini (basso ed elettronica) e Michele Mandrelli (elettronica e voce). Il gruppo ha esordito nel 2014 con l’album “Dylar” (Stoutmusic). Il loro ultimo disco, “Unconscious Oracle” ,è stato registrato e mixato da Michele Pazzaglia e Michele Mandrelli presso gli studi Jam Recordings e CurtainLab di Città di Castello. Masterizzato da Giovanni Versari presso La Maestà Mastering di Faenza.

Unconscious Oracle – Due spazi. A separarli, per alcuni di noi una piccola intercapedine, per altri una sottile crepa. L’intercapedine rimarrà della sua larghezza, mentre la crepa potrebbe espandersi, con effetto disastroso, o liberatorio. Due spazi. Il primo è la scelta di sottrarsi, l’arte della discrezione: il venir meno pur essendo presenti. Il secondo è invece un’estrema e involontaria forma di quella stessa discrezione: un’improvvisa e fugace cecità, e la ricompensa – o risarcimento – che ne deriva, ovvero un piccolo, laico e intimo potere divinatorio, un’inattesa capacità d’istantanea visione e sussurrato racconto. Due spazi. Ed è proprio nell’intercapedine o nella crepa che li separa che si colloca “Unconscious Oracle”: è in quel vuoto divisorio che i brani del secondo album degli Snow In Damascus! sono spuntati e fioriti. Sono stati concepiti attraverso un approccio che offre il fianco senza troppa resistenza a definizioni quali electrofolk, folktronica, alternativa, shoegaze, e così via. “Unconscious Oracle” è un disco sul bisogno e sulla scelta di ritirarsi nella discrezione e, attraverso tale sottrarsi, su quegli attimi di cecità che, consapevoli o meno, tutti esperiamo. I suoi dieci brani finiscono per porci di fronte a un rischio decisivo: scoprire che “intercapedine” e “crepa”, tanto nei possibili sconvolgimenti tellurici delle nostre vite quanto nella loro ingannevole placida quotidianità, non possono essere che sinonimi. Il 19 gennaio è uscito “Unsocial Concourse”, ep di remix del disco “Uncounscious Oracle”.

In consolle Fab. e Fooly e, prima del concerto, dj set Friday Story.

foto ufficio stampa Urban Club

Sabato 16 febbraio altro appuntamento per Tangram con il concerto di Legowelt. Al secolo Danny Wolfers, Legowelt è uno dei produttori di musica elettronica contemporanea più interessanti, coinvolgenti ed entusiasmanti degli ultimi 20 anni. Direttore di una fanzine cyberpunk online e cultore sci-fi, affascinato dal misticismo, l’occulto e dai riti medievali. Fin dai primi anni ’90, quando è emerso nella scena della West Coast olandese e della famiglia Intergalactic FM, è diventato un membro fondamentale di quella troupe che si ispira ai pionieri di Detroit e Chicago. Un mix poliedrico di techno, electro, Chicago house e atmosfere futuristiche dagli anni ‘70 e ‘80. Un gusto ampiamente rappresentato in oltre venti anni di carriera tra synth e drum machine, una vita artistica sconfinata tra LP ed EP. Retro-futurista e mai banale, Danny Wolfer rimane una garanzia ancora oggi per chi ha il piacere di assistere ad una sua performance. Prima e dopo il concerto in consolle Max-P, Stefano Tucci, Val Maz.

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