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Allarme siccità, Coldiretti Umbria: “Precipitazioni dimezzate in primavera”

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Allarme siccità, Coldiretti Umbria: “Precipitazioni dimezzate in primavera”

Redazione
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PERUGIA –  Nella primavera di quest’anno in Umbria si è assistito ad un calo delle precipitazioni, rispetto alla media, di oltre il 40%. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati dell’Osservatorio del Ministero delle Politiche Agricole, dalla quale si evidenzia che le precipitazioni hanno fatto registrare rispetto alla media, un -40,3% a marzo, -42,7% ad aprile e -42,5% a maggio. “Calo delle precipitazioni che ora fa temere per vari comparti – sottolinea Coldiretti – a cominciare dai cereali e i foraggi, fino agli olivi e miele, ma c’è preoccupazione, se dovesse perdurare questa situazione anche nel prossimo futuro, pure per le colture irrigue”.

Danni per 1 mld di euro “L’aumento delle bizzarrie del clima – aggiunge Coldiretti – ha provocato in pochi mesi l’alternarsi di maltempo, caldo anomalo, gelate e siccità, con danni stimati dalla Coldiretti in quasi un miliardo di euro a livello nazionale. L’andamento anomalo del 2017 conferma la tendenza ai cambiamenti climatici, con l’agricoltura e Coldiretti ricorda che “è l’attività economica che più di tutte le altre ne vive e sconta quotidianamente le conseguenze, ma che è anche il settore più impegnato per contrastarli”.

Correre al riparo Gli agricoltori, sottolinea Coldiretti, sono già impegnati a fare la propria parte per promuovere l’uso razionale dell’acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l’innovazione con colture meno idro-esigenti. “Ma – continua Coldiretti – non deve essere dimenticato che l’acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio e la competitività dell’intero settore alimentare”. “Di fronte alla tropicalizzazione del clima – sostiene Coldiretti – se vogliamo continuare a mantenere l’agricoltura di qualità, dobbiamo organizzarci per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi con interventi strutturali che non possono essere più rimandati”. “Occorrono – conclude Coldiretti – interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, creando bacini aziendali e utilizzando le ex cave e le casse di espansione dei fiumi per raccogliere acqua”.

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