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Alla Treofan di Terni è di nuovo l’allarme, i sindacati scrivono a Regione e ministero

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Alla Treofan di Terni è di nuovo l’allarme, i sindacati scrivono a Regione e ministero

Redazione economia
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Un manifestazione degli operai della Treofan
Un manifestazione degli operai della Treofan

TERNI – Sale di nuovo l’allarme e la preoccupazione. “Serve un nuovo incontro al ministero per fare il punto sullo stabilimento di Terni della Treofan”. Così i sindacati scrivono alle istituzioni e in una lettera indirizzata ai rappresentanti del ministero dello Sviluppo economico, della Regione, del Comune di Terni e delle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil, ecco che le segreterie provinciali di categoria rilanciano l’allarme per la fabbrica di Terni.

Impegni “Nulla è stato rispettato – scrivono i sindacati nella lettera – rispetto le slide presentate al Mise il 18 febbraio 2019, in merito alle unità lavorative, agli investimenti, ai volumi produttivi e ai mix di prodotti. Come da programmi annunciati dall’azienda nel percorso di integrazione tra le due società, abbiamo assistito alla scomparsa del marchio Treofan, già annunciato nei vari incontri istituzionali dalle organizzazioni sindacali territoriali e dalle Rappresentanze Sindacali Unitarie del sito, in particolare dei prodotti tecnicamente detti ‘laccati’. Questa condizione sta al momento causando una serie di problemi al sito di Terni in quanto gli ordini non sono più gestiti direttamente da Treofan, ma da Jindal, come avevamo più volte preannunciato, dall’avvio di tale processo stiamo assistendo al trasferimento di alcune produzioni di laccato, che solo poco tempo fa venivano lavorate in Umbria”.

Impasse   “A questa sottrazione, che ovviamente ha causato e causa un vuoto produttivo, non si è contestualmente assistito all’arrivo di qualche altro prodotto da lavorare in compensazione di  quelli usciti, come invece ci era stato garantito. A questo punto vorremmo conoscere le reali intenzioni del Gruppo in merito al sito di Terni che a differenza di tutti gli altri siti di Jindal sta pagando il prezzo più alto, viste le fermate per mancanza di ordini. E avere risposte in merito ai prodotti da implementare nel sito ternano e con  quali tempistiche”.

Ambiente Altra questione da approfondire secondo i sindacati è quella che riguarda il tema della sostenibilità ambientale. “La  politica aziendale nel voler recuperare gli scarti di lavorazione per reintrodurli nelle lavorazioni ci trova d’accordo. Per poter attuare appieno questa volontà anche nel sito umbro sono necessari però alcuni piccoli investimenti che potrebbero essere supportati in quanto la provincia di Terni ricade nelle misure  previste dalla crisi di area complessa, misure che sono tra l’altro indirizzate agli investimenti rivolti proprio alla sostenibilità ambientale. In considerazione dei punti sopra espressi e di altri per ragioni di brevità qui non menzionati, abbiamo come organizzazioni sindacali, congiuntamente alla Rsu di fabbrica, l’assoluta  esigenza di poter confrontarci con il management aziendale, viste anche le nostre richieste  d’incontro inviate che non hanno ricevuto ad oggi alcun riscontro”.

Richiesta In chiusura i sindacati sottolineano la loro richiesta: “Chiediamo pertanto a tutti i soggetti in indirizzo di impegnarsi per creare questa condizione affinché l’appuntamento possa avvenire in sede ministeriale e nel minor tempo possibile. Nell’incontro già programmato al Mise per il sito di Battipaglia il prossimo 20 febbraio, potrebbe, a nostro avviso, essere già individuata una prima data utile per poter programmare l’incontro per il sito di Terni”.

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