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Agricoltura, nessun caso di peste suina segnalato in Umbria e Marche

Lo ha riferito il direttore generale dell'Istituto zooprofilattico sperimentale, Vincenzo Caputo

PERUGIA – In Umbria e nelle Marche non ci sono ancora state segnalazioni di casi di peste suina africana. Lo ha riferito il direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale, Vincenzo Caputo, sentito in audizione dalla seconda Commissione del consiglio regionale umbra, presieduta da Valerio Mancini. La principale problematica riguarda l’eventuale contagio dei cinghiali che renderebbe necessario l’abbattimento di tutti i capi presenti in Umbria (stimati in 70 mila) prima di poter affrontare la questione dei suini da allevamento, che andrebbero a loro volta soppressi.

Blocco attività

La presenza accertata della Peste suina africana in Umbria porterebbe al blocco dell’attività di trasformazione delle carni crude e dei salumi di cinghiali e maiali (che potranno essere consumate solo dalle comunità locali) ed anche la sospensione delle attività umane come trekking e caccia, per limitarne la diffusione. L’Istituto zooprofilattico ha controllato 110 mila cinghiali negli ultimi cinque anni, 30 mila nel 2021. Sarebbe auspicabile, è stato evidenziato, che “la Regione Umbria emanasse un provvedimento per gestire le specie problematiche come il cinghiale, prevedendo una cabina di regia che coordini tutti gli interventi necessari ad affrontare questa situazione”.

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