giovedì 29 Luglio 2021 - 15:25
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Aeroporto, fumata bianca dopo le polemiche: la Regione autorizza la ricapitalizzazione della Sase

La giunta regionale, nella seduta straordinaria di giovedì, ha approvato una delibera di indirizzo della società 'in house' Sviluppumbria

PERUGIA – Dopo le polemiche, con gran parte dei soci a partire da Confindustria che decidono di non mettere altro denaro, la Regione continua scommettere sull’aeroporto dell’Umbria. Mettendo altri quattrini. E così la giunta regionale, nella seduta straordinaria di giovedì, ha approvato una delibera di indirizzo della società “in house” Sviluppumbria in merito alla Sase (società che gestisce l’aeroporto San Francesco d’Assisi) di cui la Regione, attraverso la stessa Sviluppumbria, è socia al 35,96%. La crisi pandemica, che ha colpito fortemente il settore del trasporto aereo, ha coinvolto e coinvolge anche la società umbra che gestisce lo scalo umbro, inducendo la Regione – è detto in una nota dell’ente – a deliberare a favore del ripianamento delle perdite 2020 e alla ricostituzione del capitale sociale Sase eroso dalle perdite stesse, permettendo così la continuità dell’azione della società anche alla luce delle prospettive di ripresa del settore in epoca post pandemica.

Mandato Nella delibera si dà mandato a Sviluppumbria di procedere in tale senso, versando la quota utile a ripianare le perdite e provvedere alla ricostituzione del capitale sociale, nonché di far valere il diritto di prelazione in merito alle quote eventuali non optate dagli altri soci in occasione della ricapitalizzazione.  Con l’atto la Giunta dà inoltre mandato di approvare il piano di risanamento 2021 presentato dal Cda di Sase che condurrà al riequilibrio economico finanziario della società. Il documento approvato arriva al termine di un lungo percorso di cui la Regione Umbria si è fatta promotrice in considerazione della strategicità dello scalo umbro, oltre che del suo interesse pubblico.

Soldi pubblici “Lo scalo – sottolinea l’ente – su cui negli ultimi anni sono stati investiti circa 60 milioni di euro pubblici, è una struttura di cui la regione non può privarsi anche per le potenziali ricadute positive sull’economia, per il turismo, per il servizio offerto alla collettività nonché in considerazione della attuale situazione infrastrutturale regionale”.

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