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Acquedotto Scheggino-Pentima, ok dell’Arpa: nessun impatto sul Nera. M5S all’attacco

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Acquedotto Scheggino-Pentima, ok dell’Arpa: nessun impatto sul Nera. M5S all’attacco

Redazione economia
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TERNI – Rispetta le norme ambientali e di tutela naturalistica e idrogeologica, apporta vantaggi notevoli in termini di qualità delle acque e offre opportunità per l’economia locale. E’ il progetto di nuovo acquedotto Scheggino-Pentima i cui lavori proseguono senza sosta e regolarmente per un’opera idrica che è la più importante degli ultimi 40 anni e che è destinata a generare ricadute di alto livello su tutta la Conca ternana. Il nuovo acquedotto servirà infatti a risolvere i problemi dell’attuale sistema di distribuzione dando a Terni una grande quantità di acqua di eccellenti qualità organolettiche. In pratica sostituirà l’acqua della Conca che è di qualità inferiore rispetto a quella della Valnerina.

Le problematiche attuali. Storicamente, come è stato accertato nel corso degli anni, l’acqua di Terni presenta infatti problematiche legate alla presenza di una serie di sostanze in parte frutto, probabilmente, del sedimentato sistema produttivo locale. Le concentrazioni di queste sostanze, è bene dirlo per serietà e tranquillità pubblica, sono ampiamente sotto controllo e vengono monitorate costantemente dalla Sii. Il servizio idrico ha anche affrontato sempre con tempestività ed efficacia le emergenze verificatesi nel corso del tempo, eliminando rapidamente ogni criticità.

Controlli puntuali e attenzione all’ambiente  Il progetto è stato sottoposto approfonditamente alla Valutazione di Impatto Ambientale  nella quale hanno espresso il loro parere favorevole tutti gli enti interessati, tra i quali l’Arpa Umbria, è soggetto ad una puntuale e seria batteria di controlli delle falde ed è stato autorizzato dai Comuni interessati. Nessun impatto sul Nera in quanto i prelievi sono eseguiti nelle falde a circa 300 metri di profondità. Si consideri inoltre che il ciclo integrato dell’acqua viene mantenuto stabile mediante la restituzione all’ambiente (e al Nera), dopo la fase depurativa, di tutto il volume di acqua prelevato. Nel corso degli studi si è posta particolare attenzione al rispetto dell’ecosistema, degli habitat naturalistici coinvolti e soprattutto del mantenimento, nel breve e lungo periodo, del deflusso vitale del fiume che ovviamente non sarà minimamente coinvolto dal prelievo di acqua dalle falde profonde.

Progetto all’avanguardia  “E’ una delle opere più importanti del Piano ottimale di utilizzo delle risorse idriche della Regione Umbria ed ha l’obiettivo di rifornire di nuova acqua potabile il ternano e parte del narnese-amerino”, spiegano il presidente della Sii Stefano Puliti e il direttore generale Paolo Rueca. “Terni – aggiungono – ne ha bisogno poiché la Conca ternana è soggetta a vulnerabilità delle falde dal punto di vista ambientale, come anche la storia recente ha dimostrato”. Per quanto concerne l’esecuzione dei lavori, c’è da sottolineare, fra le altre cose, che essi portano all’occupazione di risorse locali e danno lavoro a ditte del territorio, cosa non di poco conto se si considera la crisi in atto. I lavori termineranno improrogabilmente entro il 2018, termine fissato per la messa in esercizio e per mantenere attivi i finanziamenti previsti per la sua realizzazione.

Nuovo acquedotto e ricerca perdite occulte Tutto questo progetto si incastra alla perfezione con un’altra fondamentale iniziativa. L’innovazione dei sistemi di approvvigionamento, non è possibile, in un’epoca moderna, se poi non si procede parallelamente alla riduzione delle perdite. Per questo la Sii ha avviato, in coordinamento con Ati e in stretta collaborazione con Asm, un progetto di ricerca perdite occulte su tutto il territorio per individuare i difetti nella rete, risolverli e migliorare notevolmente il sistema di adduzione. Si stima che a regime il nuovo progetto determinerà un recupero di almeno il 20% delle acque che attualmente si disperdono. Nell’orvietano è già stato recuperato un volume pari a circa il 10 per cento dell’immesso in distribuzione ovvero circa 400mila mc/anno che possono essere quantificati in un risparmio di circa 200mila euro all’anno.

Come funziona il progetto  Il progetto è in fase più avanzata ad Orvieto. Qui è stata suddivisa la rete in settori che vengono classificati, in idraulica, Disctrict Meter Area, ovvero distretti di misura. Su di essi il gestore può controllare il regime di funzionamento e procedere ad ottimizzazione, misura e ricerca puntuale delle perdite occulte.
Nelle fasi preliminari di studio è stato simulato il comportamento della rete idrica, a seguito dell’analisi dei consumi utenza, per poi definire le aree di maggior interesse per le quali si sta procedendo ad eseguire dei test in campo. Sono stati installati dei gruppi di regolazione che gestiscono la rete in funzione della richiesta, variando l’assetto di erogazione tra notte e giorno. Su Terni è iniziata l’ispezione della rete e delle gallerie dei servizi per completare la mappatura necessaria alla prosecuzione degli studi sulla rete.  Il metodo di controllo si basa su una tecnologia avanzata e all’avanguardia imperniata su modelli matematici e studi analitici che prendono in considerazione numerosi parametri come consumi, flussi idrici, dinamiche tecniche, ecc., raccogliendo e immagazzinando dati e informazioni in continuum sulla situazione dell’intera rete di distribuzione.
“In questo modo – spiega il dg Rueca – riusciamo a monitorare tutto il sistema di distribuzione, individuando le perdite che non emergono in superficie ed agendo, conseguentemente, con tempestività. Il sistema viene così ottimizzato e il funzionamento delle reti aggiornato e migliorato costantemente e questo genera consistenti risparmi e notevole riduzione delle dispersioni idriche”.

M5S all’attacco Ma sulla gestione del Sii e dell’Acquedotto, vanno Andrea Liberati e Thomas De Luca del Movimenton Cinque Stelle, che annuncia una mozione congiunta in Comune e Regione e numerose interrogazioni sulla società, misto pubblico-privato, di gestione del servizio idrico integrato: ” In primo luogo l’approfondimento riguarderà l’affidamento diretto contra legem per la realizzazione dell’acquedotto Terria-Pentima. La società è infatti stazione appaltante e affidataria con un privato selezionato per la gestione del servizio e non per la realizzazione di opere pubbliche. Roba da far strabuzzare gli occhi, anche se i lavori stanno andando impunemente avanti senza che nessuno intervenga. Milioni veri per pozzi che non emungono acqua, come descritto nella maxi-variante al progetto presentata alcuni giorni fa. Un’opera utile solo ad aver arricchito le tasche del privato, che dopo aver incassato l’affidamento dell’opera ha immediatamente ceduto le quote di maggioranza ad ACEA. Impatto ambientale devastante (così come annunciato) con danni inaccettabili per il pregio e l’attrattività turistica del territorio e conseguenze economiche sulle potenzialità delle imprese locali”. I Pentastellati poi punteranno l’indice sulla gestione dell’emergenza trielina dell’anno scorso e il continuo riferimento alla contaminazione delle acque, secondo i vertici della SII, conosciuta da anni dalle istituzioni e mai comunicata alla cittadinanza prima di gennaio 2016, solo grazie al M5S. “Chiederemo -dicono -un confronto rispetto alla normativa relativa alla gestione delle acque potabili e al mancato rispetto degli obblighi di comunicazione alla cittadinanza”. Infine, nella mozione si parlerà dell’aumento delle bollette del 41% in 16 anni.

 

 

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