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Acqua vietata a Terni Nord, Codici presenta la class action contro il Sii

Cronaca e Attualità Terni

Acqua vietata a Terni Nord, Codici presenta la class action contro il Sii

Emanuele Lombardini
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TERNI – Un’azione collettiva – class action, come si dice – contro il Servizio Idrico Integrato per la vicenda relativa al guasto idrico che ha privato per tre giorni circa 30.000 abitanti della zona di Terni Nord e di una parte di San Gemini, dell’uso dell’acqua del rubinetto. A lanciarla è il centro per i diritti del cittadino Codici, con in testa l’avvocato Massimo Longarini, insieme allo sportello provinciale Aiace (rappresentato da Alessio Zenoni) e Niccolò Francesconi di Earth Umbria.

“A due mesi da quanto è accaduto – spiega l’avvocato Longarini – non sono ancora state fornite dalla Asl e dal Sii risposte su cosa bevono e hanno bevuto i cittadini ternani, che hanno diritto a saperlo. Sappiamo con certezza, documentata, che la Asl non ha effettuato i controlli, mentre il Sii non ha messo a disposizione i suoi”. Alla class action si allaccia come detto anche Aiace che attraverso le parole di Zenone chiede “chiarezza, anche perchè il servizio che il Sii offre è in contraddizione con quelli che dice essere i suoi principi, scritti sul proprio sito ufficiale. Inoltre era stato varato un sito denominato www.lacquachebevo.it, dove avrebbero dovuto essere pubblicati i dati degli esami, ma è fermo al 2014”. Niccolò Francesconi di Earth Umbria, sottolinea come il danno non abbia colpito solo l’uomo ma – essendo stata vietata l’acqua per qualunque uso – anche gli animali e le piante: “Per cui ci agganciamo a questa class action anche noi”.

Longarini spiega che gli abitanti di Borgo Rivo, Campitello, Gabelletta, Acquavogliera, Cesi, Campomaggiore e Condotto, interessanti dal guasto ai filtri, potranno prendere parte alla class action per il disagio relativo alla sospensione della erogazione dell’acqua: “Ci sono arrivate anche segnalazioni relative a persone che hanno avuto problemi relativi all’uso di quell’acqua ma ovviamente dovremo verificare la correlazione e per quella eventualmente sono in piedi azioni individuali”.

Rimborsi. Longarini spiega che per le utenze individuali il rimborso che si potrà ottenere sarà almeno di 500 euro mentre per le imprese (“molte delle quali hanno continuato ad usare l’acqua anche dopo l’ordinanza”) si dovrà valutare caso per caso: “Chi vorrà partecipare può scaricare i moduli sul sito o presentarsi nei nostri uffici”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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