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Acqua Sangemini, si parla di esuberi e l’azienda se ne va: nuovo sciopero

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Acqua Sangemini, si parla di esuberi e l’azienda se ne va: nuovo sciopero

Redazione economia
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Lo stabilimento Sangemini

SANGEMINI – Un passo avanti e due indietro. La vicenda della Acqua Sangemini continua a far registrare situazioni paradossali. Solo pochi giorni fa, al tavolo della Regione, l’annuncio di investimenti per cominciare la diversificazione del prodotto e l’impegno a stoppare gli annunciati 26 esuberi, ieri sera nuova frenata. Il piano commerciale  non è stato ancora presentato e al tavolo che è svolto con le sigle sindacali Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil e Rsu l’azienda se n’è andata al momento di rimettere sul piatto la questione degli esuberi annunciati.

Provocazioni In una nota le segreterie dicono: “Abbiamo riscontrato disponibilità a proseguire la discussione sul piano di sviluppo, benchè rimangono ancora perplessità sul piano commerciale poichè non ci è ancora stato fornito e necessario per fare una valutazione complessiva su investimenti tecnologici a supporto ed a garanzia dei marchi prodotti e dei livelli occupazionali. Riscontriamo inoltre nostro malgrado, una totale chiusura nell’aprire un  ragionamento condiviso tra le parti sul piano sociale e sulla organizzazione del lavoro, pertanto l’azienda  ha interrotto la trattativa. Sarà immediatamente informata del grave episodio la Regione Umbria, garante delle concessioni, in un incontro formalizzato nelle prossime ore. Respingiamo – concludono – al mittente le gravi provocazioni che non tengono conto di un equilibrio sociale, su quella che ormai è diventata una vertenza sindacale a tutti gli effetti”.

Grimani. Interviene il sindaco di San Gemini, senatore Leonardo Grimani: “In relazione al tavolo che si è svolto nella giornata di ieri fra le organizzazioni sindacali e la proprietà della Acqua Sangemini, nella mia veste di Senatore della Repubblica e sindaco di San Gemini esprimo stupore per la reazione dell’azienda che non ha accettato di affrontare il discorso dell’organizzazione del lavoro abbandonando il tavolo nel momento in cui si è cominciato a parlare della questione.Ritengo positivo che la proprietà abbia deciso di investire sullo stabilimento, per lo sviluppo dei marchi ed il rinnovamento dei macchinari, soprattutto in considerazione del fatto che si tratta di una delle aziende di eccellenza del territorio, ma è fondamentale che la stessa si impegni anche a garantire il mantenimento occupazionale, così come era stato affermato nel corso del recente incontro in Regione, dal quale era emersa la volontà di separare la discussione del piano industriale da quella sulla riorganizzazione  con rigetto totale di ogni ipotesi di riduzione del personale.Non è possibile in questo momento nel quale è necessario offrire certezze ai lavoratori, alle loro famiglie e ad un intero territorio, mettere nuovamente in discussione il lavoro delle maestranze, né tantomeno è accettabile che l’azienda si rifiuti di discutere di questo con le organizzazioni sindacali. Auspico pertanto che la proprietà confermi l’impegno preso in Regione e che si discuta di investimenti e sviluppo con accuratezza senza accelerazioni”.

Nuovo sciopero. I sindacati proclamano nuovo sciopero a fine turno per domani: “Siamo stanchi della continue provocazioni – scrivono i rappresentanti dei lavoratori – i dipendenti della Sangemini non possono pagare il piano di sviluppo e i mancati investimenti previsti nel precedente accordo, avvenuto al momento dell’acquisizione del Gruppo Norda nel 2014. In attesa di un incontro in Regione già da noi richiesto, le organizzazioni sindacali e le Rsu proclamano per la giornata di venerdì 19 ottobre due ore di sciopero a fine turno e la prosecuzione dello stato di agitazione. Serve un grande senso di responsabilità da parte dell’azienda, affinché vi sia una ripresa delle trattative e un percorso condiviso, altrimenti gli sforzi fatti in questi anni dai lavoratori saranno vanificati”.

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