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Acqua Sangemini, protesta e visita del vescovo: “Rispettare gli accordi”

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Acqua Sangemini, protesta e visita del vescovo: “Rispettare gli accordi”

Emanuele Lombardini
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SANGEMINI– Prosegue la protesta dei lavoratori della Acqua Sangemini, una vertenza aperta con la proprietà che a fronte della presentazione di un piano industriale con investimenti ha messo sul piatto la cassa integrazione per 26 lavoratori e possibili ridimensionamenti delle contribuzioni. Al presidio con sciopero di 4 ore, indetto dalla Rsu insieme a Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, al quale era presente anche il sindaco di Sangemini, senatore Leonardo Grimani, si incrociava la visita pastorale del vescovo Monsignor Piemontese. Ma anche questa aveva un sapore particolare: già programmata, era stata interdetta dall’azienda ai lavoratori in produzione.

“La risposta è stata unitaria e importante, a dimostrazione di come il fronte sindacale sia compatto e determinato ad ottenere i risultati attesi da tutte le maestranze – affermano Flai, Fai e Uila  – Ringraziamo il vescovo per la sua sensibilità e per la vicinanza dimostrata ai lavoratori, espressa anche attraverso una raccomandazione verso l’azienda, affinché i processi di innovazione tecnologica e riorganizzazione interna non vadano a danno dei lavoratori, ma al contrario tengano sempre al centro la persona”.

LE VIDEO INTERVISTE A SINDACATI E SINDACO

“Resta forte la preoccupazione per una politica aziendale non chiara – continuano i sindacati – fatta di investimenti fuori dal perimetro aziendale, mentre restano forti inadempienze rispetto allo stato di salute dell’intero gruppo. I lavoratori – concludono Flai, Fai e Uila – chiedono garanzie sulla tenuta dei livelli occupazionali e sugli inquadramenti”.

Il vescovo. Monsignor Piemontese, accompagnato dal parroco di San Gemini don Gianni Sabatini, ha centrato i fari proprio sulla necessità di una politica aziendale che metta al centro le persone, anche a fronte dei sacrifici già fatti in passato: “Mi dicono che ci sono stati degli accordi firmati: allora quelli vanno rispettati”, ha detto il presule, che ha riflettuto e pregato con i lavoratori sulla Parola di Dio prevista per oggi. Poi ha sottolineato:  “Le persone non sono mai esuberi, mi auguro che si possa trovare una soluzione positiva per tutti. Io vi sono vicino. Ho pregato per voi e per questa vertenza  affinché si possa trovare una soluzione dignitosa per tutte le persone e tutte le famiglie. Il mio augurio è che la saggezza possa predominare in questa vicenda e che non si pensi solo al profitto. Invito la proprietà a fare il proprio dovere per conservare lavoro e dignità”

Grimani. Il senatore Grimani ha sottolineato come “Da parte mia c’è la disponibilità ad dialogo ed all’accordo ma non è possibile accettare che a fronte di un piano aziendale che prevede investimenti si possano penalizzare i lavoratori sul piano della retribuzione e con una Cassa Integrazione che avrebbe soltanto effetti negativi”.

La mobilitazione proseguirà già il prossimo 31 ottobre con un presidio dei lavoratori a Perugia in occasione del confronto previsto in Regione Umbria al quale prenderà parte anche l’azienda, incontro che assommerà anche quello inizialmente previsto per il giorno precedente-

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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