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Acqua Sangemini, ok del Tribunale al concordato del gruppo Ami: si va verso la cessione

La proposta è stata sostenuta dal fondo italiano 'Clessidra Restructuring Fund' e quello americano 'Magnetar' che, tramite un intervento finanziario di oltre 50 milioni di euro, ne supporteranno il percorso di rilancio e sviluppo

MILANO –  Buone notizie per lo stabilimento dell’Acqua Sangemini. Il Tribunale di Milano ha emesso il parere positivo all’omologa per il concordato di Acque Minerali d’Italia. Dopo il voto positivo, a larga maggioranza, raggiunto lo scorso 26 settembre da parte dell’adunanza dei creditori, che avevano dato il via libera all’operazione, arriva anche l’ultima decisione definitiva del Tribunale al percorso iniziato nel luglio 2019. “Il Gruppo AMI si legge in una nota –  ha conservato lungo tutto il periodo della procedura l’operatività nei diversi siti di produzione che ha in tutta Italia, dove controlla 27 fonti e 8 stabilimenti in cui lavorano oltre 300 dipendenti. Dall’avvio del concordato, nonostante anche il periodo pandemico, AMI ha mantenuto la sua posizione di leadership nel mercato delle acque minerali, in particolare nei canali HoReCa e Retail”.

La proposta

La proposta del Gruppo AMI, che vede tra i suoi marchi anche  Fabia, Norda e Gaudianello è stata sostenuta dal fondo italiano ‘Clessidra Restructuring Fund’ e quello americano ‘Magnetar’ che, tramite un intervento finanziario di oltre 50 milioni di euro, ne supporteranno il percorso di rilancio e sviluppo come nuovi azionisti insieme all’attuale proprietà. Saranno loro ora a prendere, in diversa percentuale, la maggioranza del gruppo, lasciando a Pessina il 20%. Poi, si spera, dovrebbe partire il definitivo rilancio.

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