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Accattonaggio vietato a Terni, la Cgil: “Non punire chi chiede l’elemosina”

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Accattonaggio vietato a Terni, la Cgil: “Non punire chi chiede l’elemosina”

Redazione
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TERNI – La recente ordinanza comunale che vieta l’accattonaggio nelle vie cittadine, è un costante argomento di discussione. Sulla vicenda interviene anche la Cgil di Terni, che in un comunicato afferma come «la necessità di contrastare il degrado urbano, favorendo una migliore vivibilità cittadina, è senza dubbio un argomento caro a tutti, di cui un’amministrazione si deve occupare. Tuttavia – prosegue la nota –la risposta data dal primo cittadino non aiuta a risolvere il problema, poiché manca di una strutturale visione politica e sociale del tema povertà, che sta colpendo sempre più famiglie della nostra comunità».

Attenzione Quello di cui c’è innanzitutto bisogno, secondo la Cgil, è di “azioni concrete che aiutino chi si trova in condizione di bisogno”. “Non a caso – si legge nel comunicato –  sul tema è intervenuto anche il vescovo di Terni, il cui richiamo all’attenzione verso chi sta peggio costituisce un monito a valori umani fondamentali e basilari di una civile convivenza, come quello di solidarietà verso chi sta peggio. Un appello, quello del presule, davvero laico e lontano anni luce dal fondamentalismo di un’ordinanza che sembra mirare, più che a combattere la povertà, a colpire i poveri e gli indigenti”.

“Chi chiede l’elemosina – afferma Valentina Porfidi, segretaria confederale Cgil Terni – generalmente lo fa perché non ha nessuna altra possibilità. Spesso si tratta di persone che hanno semplicemente perso il lavoro e che sono finite in strada perché prive di qualsiasi reddito.Dovrebbe essere superfluo ricordare che la solidarietà è uno dei principi fondamentali della nostra democrazia, tanto da essere sancita come “dovere inderogabile” dalla nostra Costituzione, ma evidentemente ce lo si dimentica facilmente. Non vorremmo dover constatare di trovarci di fronte a una nuova politica dei due tempi che prima mette in strada per persone attraverso decreti nazionali, per poi multarle o arrestarle attraverso provvedimenti come questo”.

 

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