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AC Perugia, Santopadre querela Vinti. L’ex assessore replica alle accuse

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AC Perugia, Santopadre querela Vinti. L’ex assessore replica alle accuse

Alessandro Minestrini
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PERUGIA – Dagli spalti del Curi al tribunale il passo è breve. Il presidente del Perugia Massimiliano Santopadre ha deciso di querelare l’ex assessore regionale Stefano Vinti, grande tifoso del grifo e opinionista sportivo. Secondo il patron biancorosso, Vinti, durante la trasmissione Gala Sport in onda su Tef Chanel, ha utilizzato “frasi che incitano alla violenza contro questa società”. Il politico non ci sta e ha spiegato in un comunicato le sue ragioni.

La nota del Perugia “L’AC Perugia Calcio – si legge sul sito della società – nella persona del presidente Massimiliano Santopadre ha atteso la fine del match Perugia-Bari, in quanto partita fondamentale per il proseguo della stagione, a comunicare che, dopo aver preso visione sui social network le dichiarazioni dell’assessore Stefano Vinti all’interno di una rete televisiva umbra, dichiara che si dissocia in modo assoluto da frasi che incitano alla violenza contro questa società (usati termini d’istigazione come “assedio” e “sassate” contro noi stessi). Si dissocia altresì dagli ospiti presenti durante la trasmissione in quanto non si sono opposti a quelle dichiarazioni.

Solitamente determinati atteggiamenti, all’interno dello stadio, sarebbero puniti con i Daspo e ci auguriamo che le autorità competenti diano attenzione alle frasi e alle cose dette e riescano a prendere provvedimenti contro determinati personaggi. Intanto tuteleremo la nostra immagine con la querela controlli sig. Stefano Vinti attraverso il nostro studio legale Calvieri e associati. Credo sia doveroso da parte di questa persona scusarsi pubblicamente non solo dinanzi alla propria città, di cui ne è stato un importante rappresentante, ma di fronte a tutti quei giovani che vedono lo sport come modello da seguire.”

La replica di Vinti “Smentisco nella maniera più assoluta e categorica – scrive l’ex assessore –  di aver istigato alcuno ad atti di violenza nei confronti di chicchessia e tantomeno di persone e cose attinenti l’AC Perugia Calcio, in occasione di un mio intervento di oltre cinque minuti alla trasmissione Gala Sport del 26 aprile 2016 di Tef Channel.  I termini “assedio” e “sassate” sono stati strumentalizzati e decontestualizzati rispetto al mio intervento più ampio e articolato, che chiaramente si riferiva, da una parte ad episodi legati allo storia remota di Perugia città e dall’altra ed esperienze bonarie vissute da tifoso in età adolescenziale, durante gli anni ’60. Esattamente come: “in una città la sua storia si faceva a sassate” per indicare la medievale “battaglia dei sassi”, che non ha la necessità di essere spiegata ad “vero perugino”. La disamina sportiva è nata essenzialmente per evidenziare una contraddizione tra gli obiettivi dichiarati in estate e quelli effettivamente centrati dall’A.C. Perugia Calcio, fino ad ora. Con particolare riferimento ad una gestione della comunicazione da parte della stessa società,  altamente discutibile, che ha generato un appiattimento dello opinioni e uno scarso senso critico. E’ evidente che tale “appunto” non è stato gradito alla società, tanto da diffondere a mezzo social network una parte esigua e non essenziale della mia dichiarazione, così da stravolgerne il significato. Ovviamente niente e nessuno possono inibirmi dall’esprimere, con serenità, franchezza e lealtà il mio punto di vista sul Perugia Calcio e sulla città di Perugia. Quei provvedimenti restrittivi invocati nei miei confronti, li ritengo inapplicabili rispetto a tale vicenda e  più in generale ingiusti e sbagliati per risolvere la problematica relativa alla violenza negli stadi, che non riguardano la tifoseria organizzata biancorossa, che si è sempre distinta per correttezza, sportività e grande passione.  Nel tempo ho apprezzato molto le iniziative intraprese dai “ragazzi della Nord” a favore del sociale e del mondo del lavoro. Non ultimo, il sostegno alla vertenza della Perugina. A fronte di quanto accaduto, intraprenderò tutte le azioni necessarie a tutelare la mia persona, la mia storia e la mia libertà di pensiero.”

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