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Abusi sessuali su due bimbe di dieci anni: finiscono in manette due mamme, una è umbra

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Abusi sessuali su due bimbe di dieci anni: finiscono in manette due mamme, una è umbra

Redazione
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Un sito pedopornografico
Un sito pedopornografico

PERUGIA –  Avrebbero commesso abusi sessuali sulle figlie fin dai primi anni di età per produrre foto a carattere pedopornografico. È l’accusa con la quale due donne, una residente a Terni, l’altra a Reggio Emilia, sono state arrestate dalla polizia postale della Toscana in esecuzione di una misura di custodia cautelare emessa dal gip di Firenze. Due le presunte vittime, entrambe minori di 10 anni. Arrestato anche un uomo residente in Toscana, padre di una delle bimbe: sarebbe stato il destinatario delle materiale pedopornografico via WhatsApp. Venerdì mattina le due bambine sono state affidate ai servizi sociali e portate in luoghi sicuri. Secondo quanto riferito dalla Polizia postale l’uomo, del Grossetano, era stato arrestato lo scorso agosto per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Secondo quanto emerge, i due avrebbero deciso di concepire la figlia al solo scopo di abusarne sessualmente

Esame L’esame del materiale a lui sequestrato ha permesso agli investigatori di scoprire che era iscritto a gruppi su Telegram e su WhatsApp attivi nella condivisione di materiale pedopornografico. L’analisi del contenuto dei supporti informatici che gli sono stati sequestrati ha inoltre consentito di scoprire i rapporti tra l’uomo e le due le due donne e gli abusi sulle due minori. I reati contestati agli arrestati sono, a vario titolo, quelli di violenza sessuale su minori di dieci anni, produzione e divulgazione di materiale pedopornografico.

Tre occasioni Secondo quanto accertato dalla polizia postale, l’uomo avrebbe abusato della figlia in almeno tre occasioni. Gli episodi sarebbero avvenuti sempre con la complicità della madre della piccola, che gli avrebbe anche inviato un vademecum per adescare minorenni e, su sua richiesta, gli avrebbe inviato più volte per Whatsapp foto a carattere pedopornografico della bambina. La stessa cosa avrebbe fatto la donna residente a Reggio Emilia, anche lei finita agli arresti oggi, che gli avrebbe inviato immagini degli abusi da lei stessa commessi verso sua figlia, in cambio di poche centinaia di euro. “Da una chat tra i due – scrive inoltre il gip nell’ordinanza – emerge come assolutamente verosimile» che la gravidanza sia stata voluta «con il preciso intento di realizzare le fantasie sessuali condivise”.

 

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