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Aborto farmacologico, l’Umbria scende in piazza: in 30.000 firmano la petizione contro la delibera

Perugia

Aborto farmacologico, l’Umbria scende in piazza: in 30.000 firmano la petizione contro la delibera

Redazione
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PERUGIA– Oltre trentamila firme per una petizione che è partita immediatamente dopo l’approvazione della legge regionale che toglie la possibilità dell’aborto farmacologico senza ospedalizzazione e adesso anche una manifestazione che promette di essere pacifica ma decisa. “In piazza per la libertà delle donne” è il titolo della manifestazione che andrà in scena domenica 21 maggio alle 17 in piazza IV Novembre a Perugia La Rete umbra per l’autodeterminazione, animata dalle numerose realtà associative femministe e singole donne dell’Umbria

Le motivazioni “Riteniamo – spiega la Rete – che questa scelta non sia a tutela della salute delle donne, come sostenuto dalla presidente Tesei, ma che vada nella direzione esattamente opposta: prevedere un ricovero ospedaliero di tre giorni, forzato e inutile, rende il momento dell’interruzione della gravidanza ancor più difficile e doloroso. Peraltro il tutto avviene in un momento particolarmente delicato per il sistema sanitario regionale, a causa dell’emergenza coronavirus. Siamo convinte  che questa decisione, che fa arretrare l’Umbria, allontanandola dalle prassi ormai affermate nei paesi europei più avanzati, nasconda, neanche tanto velatamente, la volontà di frapporre degli ostacoli all’esercizio di un diritto riconosciuto dalla legge e conquistato dalle donne dopo anni di lotte. Vogliamo che dall’Umbria parta la modifica delle retrograde linee di indirizzo del 2010 e che come in Europa la RU486 venga somministrata nei consultori e fino a 9 settimane di gestazione». Per la Rete il problema, «ancora una volta, quando si parla di aborto, è sempre lo stesso, la pretesa della politica di trasformare un fatto personale in pratica di dominio pubblico, decidendo cosa sia giusto o sbagliato per le donne. Per queste ragioni domenica saremo in piazza per dare visibilità alla straordinaria risposta che in questi giorni le donne di tutta l’Umbria e non solo hanno dato di fronte a questo attacco ai nostri diritti e libertà”,

Le indicazioni. Si legge nel manifesto di invito ” Vi aspettiamo vestit* di rosso o con accessori rossi, colore simbolo del nostro sangue e delle nostre lotte per l’autodeterminazione! Chiediamo inoltre a tutte e tutti le/i manifestanti di venire in piazza munite/i di mascherine e di osservare le disposizioni che impongono almeno un metro di distanza. Per informazioni: reteumbraautodeterminazione@gmail.com”

 Altra manifestazione. Un’altra manifestazione si terrà giovedì 25, sempre a Perugia ma stavolta in piazza Italia, in concomitanza con la seduta del consiglio regionale dove sarà discussa un’interrogazione sul tema presentata dai consiglieri Tommaso Bori e  Simona Meloni.Intervengono anche le donne dello Spi Cgil: “La decisione della Regione è non solo sbagliata, ma inopportuna e pericolosa. Ci sorge il sospetto che dietro questa azione della giunta regionale ci sia un preciso progetto politico, caro ad esempio al senatore Pillon: quello di riportare indietro la nostra regione e i diritti delle donne, conquistati faticosamente dopo anni di lotte e lenti avanzamenti”.

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