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Aborto, in tanti in piazza a Perugia: “Tesei ritiri la delibera, no al Medioevo” (FOTOGALLERY)

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Aborto, in tanti in piazza a Perugia: “Tesei ritiri la delibera, no al Medioevo” (FOTOGALLERY)

Redazione
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Un momento della manifestazione
Un momento della manifestazione contro la delibera della Regione

PERUGIA – Oltre 2500 persone, molte donne, si sono ritrovate in piazza IV Novembre alla manifestazione ““Libere di scegliere”, organizzata dalla rete per l’autodeterminazione dopo la delibera della giunta regionale che ha cancellato la possibilità per le donne di poter ricorrere all’aborto farmacologico col solo day hospital. Una decisione che era stata presa dalla stessa regione- ma a guida centrosinistra – nel 2010 e che ora allinea l’Umbria ad alcune altre regioni d’Italia in questo senso. La Regione si è appellata ad una direttiva del 2010 ma in questi dieci anni il camminod ella Ru 486 è stato lungo e sono stati fatti passi in avanti: “Per questo motivo il ministro Speranza si è rivolto per un parere al consiglio superiore di sanità”, dice il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa, in qualche modo rispondendo alla presidente della Regione Tesei che lodava l’approccio ‘scientifico e non ideologico’ sulla questione.

Medioevo. In realtà l’approccio ideologico è quello contro il quale uomini e donne sono scesi in piazza nel pomeriggio di domenica sfidando un inizio di estate non del tutto clemente. Il motore dell’operazione è stato infatti il senatore della Lega e coordinatore perugino del Carroccio Simone Pillon: “La decisione della Regione – scrivono le organizzazioni – di imporre il ricovero di tre giorni per il ricorso alla Ivg farmacologica, che nascondendosi dietro la retorica della tutela della salute delle donne punta a limitare il ricorso alla Pillola RU486. Si tratta di un vero e proprio ritorno al Medioevo”. Il sottosegretario Zampa si era espresso negli stessi termini: “È un modo di opporre resistenza alla piena realizzazione della legge. Siamo un paese che evidentemente non ha ancora digerito, metabolizzato la 194 sull’interruzione di gravidanza, e così alla prima occasione si cerca di rimettere tutto in discussione”.

Rosso. Il rosso era il colore dominante, quello che era stato chiesto di portare insieme a dei fiori e la gente ha risposto, riempiendo anche parte di corso Vannucci. Ed a testimoniare che la situazione non era molto meglio prima, fra le decine di striscioni esposti che chiamano in causa direttamente la presidente di Regione ce n’è anche uno che dice: “TeSei la peggio, ma col Pd non era meglio”. Fra le richieste, anche la riapertura dei consultori.

Tesei: no oscurantismo. Tesei si difende dagli attacchi ricevuti da più parti, tra cui c’è chi ha definito il provvedimento un «ritorno al Medioevo», sottolineando che “non vi sono intenti oscurantisti come, da alcune parti, si è voluto far creder” e continua a parlare della delibera  “che va nello spirito di voler stare accanto alla donna in un momento complesso, dandole massima considerazione, assistenza e supporto”, dicendosi però pronta a rimodularla in base alle considerazioni del Consiglio superiore di sanità. Intanto però su change la petizione contro il provvedimento continua a raccogliere adesioni.

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