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Aborto, cresce il movimento contro la delibera regionale: petizione con oltre 40.000 firme. A Perugia la protesta in piazza

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Aborto, cresce il movimento contro la delibera regionale: petizione con oltre 40.000 firme. A Perugia la protesta in piazza

Redazione
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PERUGIA– Cresce il movimento di protesta contro la decisione della Giunta regionale di approvare una legge che toglie la possibilità dell’aborto farmacologico senza ospedalizzazione, costringendo le donne a tre giorni di ricovero. La notizia ha fatto il giro del Mondo  e la petizione lanciata su change ha già raccolto 40.000 firme, trasversali agli schieramenti

Attacchi durissimi. Una levata di scudi contro il provvedimento che sta avendo come protagoniste proprio le donne. La senatrice perugina del M5S Emma Pavanelli scrive: “L’interruzione volontaria di gravidanza in Umbria non è già un intervento a cui si accede facilmente, il 65% dei medici sono obiettori di coscienza. Eliminando la possibilità per le donne di ricorrere all’aborto farmacologico in day hospital la Tesei ha dimostrato come a volte le donne possono essere le peggiori nemiche di se stesse e dei loro diritti faticosamente conquistati”. Elisabetta Piccolotti di Sel: gli fa eco: “Sarà una marea di donne a fermare la crociata oscurantista della presidente della Regione. Anche il governo deve fare la sua parte”. Anche i Radicali prendono posizione: “In gran parte delle Regioni italiane le donne che decidono di abortire con i farmaci devono ricoverarsi per tre giorni in ospedale. Dopo la miope retromarcia dell’Umbria a opera della governatrice leghista Donatella Tesei, solo Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna e Lazio permettono l’interruzione di gravidanza farmacologica in Day Hospital.Se poi aggiungiamo che in Sicilia non è mai arrivata la pillola RU486 e che il numero di obiettori di coscienza continua a essere altissimo, appare evidente che il diritto all’aborto in Italia sia ancora ostacolato e osteggiato, senza nessun rispetto per le donne.”

Manifestazione. Domenica 21 giugno alle 17 la Rete Umbra per l’autodeterminazione, animata dalle numerose realtà associative femministe e singole donne dell’Umbria organizza in piazza IV Novembre a Perugia una manifestazione denominata “In piazza per la libertà delle donne”. “Riteniamo – spiega la Rete – che questa scelta non sia a tutela della salute delle donne, come sostenuto dalla presidente Tesei, ma che vada nella direzione esattamente opposta: prevedere un ricovero ospedaliero di tre giorni, forzato e inutile, rende il momento dell’interruzione della gravidanza ancor più difficile e doloroso. Peraltro il tutto avviene in un momento particolarmente delicato per il sistema sanitario regionale, a causa dell’emergenza coronavirus. Siamo convinte  che questa decisione, che fa arretrare l’Umbria, allontanandola dalle prassi ormai affermate nei paesi europei più avanzati, nasconda, neanche tanto velatamente, la volontà di frapporre degli ostacoli all’esercizio di un diritto riconosciuto dalla legge e conquistato dalle donne dopo anni di lotte. Vogliamo che dall’Umbria parta la modifica delle retrograde linee di indirizzo del 2010 e che come in Europa la RU486 venga somministrata nei consultori e fino a 9 settimane di gestazione” Per la Rete il problema, “ancora una volta, quando si parla di aborto, è sempre lo stesso, la pretesa della politica di trasformare un fatto personale in pratica di dominio pubblico, decidendo cosa sia giusto o sbagliato per le donne. Per queste ragioni domenica saremo in piazza per dare visibilità alla straordinaria risposta che in questi giorni le donne di tutta l’Umbria e non solo hanno dato di fronte a questo attacco ai nostri diritti e libertà”,

Le indicazioni. Si legge nel manifesto di invito ” Vi aspettiamo vestit* di rosso o con accessori rossi, colore simbolo del nostro sangue e delle nostre lotte per l’autodeterminazione! Chiediamo inoltre a tutte e tutti le/i manifestanti di venire in piazza munite/i di mascherine e di osservare le disposizioni che impongono almeno un metro di distanza. Per informazioni: reteumbraautodeterminazione@gmail.com”

 Aderisce Esedomani. Arriveranno in molti anche da Terni. Fra questi, ha annunciato la presenza anche Esedomani, l’associazione LGBT cittadina: “Crediamo fortemente nelle ragioni che muovono la manifestazione indetta e ci sentiamo non solo di partecipare attivamente alla manifestazione, ma di evitare qualsiasi forma di attività che andrebbe ad inficiare un coinvolgimento personale da parte dei soci”, scrivono sul loro profilo facebook

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