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A Perugia va in scena “Gianni”, la storia di un uomo e di un’epoca

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A Perugia va in scena “Gianni”, la storia di un uomo e di un’epoca

Redazione cultura
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PERUGIA – Al via stasera (6 aprile) alle ore 21.00 alla sala Cutu di Perugia un nuovo appuntamento con la stagione teatrale Indizi 2018/2019, a cura di Teatro di Sacco. A salire sul palco sarà l’ultima replica umbra dello spettacolo Gianni di e con Caroline Baglioni, per la regia di Michelangelo Bellani.

Gianni è la storia di un uomo e di un’epoca. È la storia di un legame. L’epoca è quella dei favolosi anni Ottanta. Gianni sembra oggi un ricordo lontano, ma era lontano anche quando c’era.  Era lo zio con problemi maniaco-depressivi che “mi faceva paura”, afferma la protagonista dello spettacolo, la virtuosa Caroline Baglioni che nel 2004 ritrova, in una scatola di vecchi dischi, tre cassette dove Gianni aveva inciso la sua voce, gridato i suoi desideri, cantato la sua gioia, detto la sua tristezza. Gianni aveva lo sguardo di chi conosce le cose, ma le ripeteva dentro di sé mica ce le diceva. Fumava e le ripeteva dentro di sé. Gianni non stava mai bene. Se stava a casa sua voleva uscire. Se era fuori voleva tornare dentro. Dentro e fuori è stata tutta la sua vita. Dentro casa. Dentro il C.i.m. Dentro la malattia. Dentro al dolore. Dentro ai pensieri. Dentro al fumo. Dentro la sua macchina. E fuori. Fuori da tutto quello che voleva.  Non aveva pace Gianni. Ogni centimetro della sua pelle trasudava speranza di stare bene. Stare bene è stata la sua grande ricerca. Ma chi di noi non vuole stare bene? Il ritrovamento, da parte di Caroline, di quel materiale ancora così “vivo e forte” le detta l’esigenza di analizzarlo, sentirlo, raccontarlo. È così che le emozioni di Gianni, quelle parlate e urlate nelle cassette, sono divenute oggetto di studio del progetto teatrale che porta il suo nome, per la sapiente regia di Michelangelo Bellani.  Lo spettacolo ha vinto il Premio Scenario per Ustica 2015, il Premio In-Box Blu 2016 e il Premio Museo Cervi – Teatro per la Memoria 2017. “Gianni” sottolinea la condizione del disagio mentale in cui molti vivono, questo ci deve interrogare tutti. La sua potenza evocativa, invece, è di portarci, in modo naturale, dentro ciascuna delle nostre esistenze così da farci rendere conto che, almeno una volta nella vita, ci siamo sentiti come Gianni.

Prenotazioni: Teatro di Sacco 320.6236109

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