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A Perugia va in scena il primo weekend di “Open Art Week”

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A Perugia va in scena il primo weekend di “Open Art Week”

Redazione cultura
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PERUGIA – Perugia pronta per accogliere la prima edizione di Open Art Week, festival di arte contemporanea internazionale, indipendente e itinerante che si svolgerà in due settimane tra il capoluogo umbro (dal 29 settembre al 7 ottobre) e Tunisi (dal 13 al 21 ottobre). Si inizia oggi (29 settembre) alle ore 11 al Centro diurno Fuori Porta con una tavola rotonda dal titolo “Cinema nel Mediterraneo” che vedrà la partecipazione dei registi tunisini Hamza Ouni, Ala Eddine Slim, Kais Zaied, del presidente del PerSo – Perugia Social Film Festival, Giovanni Piperno, e del regista e responsabile della sezione internazionale documentari “Open Eyes” (PerSo), Gianfranco Pannone, coordinati da Mohammed Challouf, regista e direttore della “Recontres cinématographique de Hergla” (Tunisia). Il focus sul cinema tunisino di ultima generazione proseguirà nel pomeriggio al cinema Postmodernissimo, in collaborazione con il PerSo – Perugia Social Film Festival, con due documentari particolarmente rappresentativi, capaci di guardare all’attualità con occhio originale e fuori da ogni retorica. Hamza Ouni sarà ospite di Open Art Week con il suo primo lungometraggio “El Gort” (Tunisia – Emirati Arabi, 2013) in cui due giovani tunisini lavorano come braccianti agricoli (il titolo del film si riferisce, infatti, alla loro attività di scaricatori di fieno). Il film di Hamza Ouni, pervaso da un’energia potente ma amara, riporta brutalmente una condizione che nessun filmmaker europeo avrebbe saputo trattare con altrettanto distacco. Senza tralasciare alcun tema, i protagonisti parlano apertamente di omosessualità, furto, prostituzione. Realizzato invece da Ala Eddine Slim in collaborazione con Youssef Chebbi e ismaël, il documentario “Babylon” (Tunisia, 2012) ripercorre la nascita e la scomparsa, nel 2011, del campo rifugiati di Choucha, alla frontiera tunisino-libica. Nel 2012 il film ha vinto il FID Maseille International Competition Grand Prize e diversi altri premi in altri festival; è stato proiettato in più di sessanta festival in tutto il mondo.

Spazio all’arte con con la doppia mostra personale, video e fotografica, di due artisti d’eccezione sarà totalmente incentrata sulla regione mineraria di Gafsa in Tunisia. Dal 29 settembre al 7 ottobre (vernissage oggi alle ore 18.00) Trebisonda ospiterà “Souvenirs du present” di Souad Mani e “West of Life” di Zied Ben Romdhane. Il lavoro di Romdhane sarà esposto anche lungo le stazioni del percorso del Minimetrò per tutta la durata di Open Art Week, in una mostra aperta alla città. Nella regione mineraria di Gafsa, nel Sud-Ovest della Tunisia, una compagnia statale chiamata CPG estrae fosfato dalle colline. L’estrazione, un’importante risorsa per l’economia tunisina, è stata praticata sin dai tempi degli antichi Romani. I villaggi di minatori locali come Redayef, Mettlaoui, Oumm Laarayes, dispongono di risorse molto ricche ma sono emarginati dal governo, abbandonati nella povertà e nell’inquinamento. Contemporaneamente, le città della costa si arricchiscono. Lavoratori attirati da Libia, Marocco, Algeria e dalle altre aree della Tunisia vivono in questa terra quasi disabitata. Le divisioni etniche, esasperate dalla durezza del paesaggio, hanno generato discordia fra gli esseri umani e la natura. Artista visiva, Souad Mani esamina le diverse sfaccettature della realtà ed è attualmente interessata al concetto di viralità del web, alla potenzialità delle piattaforme digitali e al lavoro collaborativo e partecipativo. È fondatrice dell’associazione Delta e direttrice artistica del progetto franco-tunisino Under The Sand (2016-2019). All’interno del percorso museale del Pozzo etrusco inaugurerà domenica 30 settembre alle ore 12.00 l’intervento di Sadika Keskes”Actes de Lumières”, suggestiva installazione in situ di vetro soffiato sui temi dell’acqua, della vita, della luce. Cubi modulari colorati, prodotti artigianalmente dall’artista nel suo forno-laboratorio di Tunisi, saranno disposti e in forme e composizione variabili, grazie a un meccanismo di incastro. In alcuni cubi riempiti d’acqua i riflessi creeranno “atti di luce”, in dialogo visivo con l’ambiente del Pozzo etrusco. Nella stessa giornata di domenica 30 settembre al Museo Atelier Giuditta Brozzetti alle 18.00 sarà inaugurata “Paul Klee e i tappeti tunisini – alle porte dell’astrazione”, collezione di tappeti antichi e contemporanei tunisini svelerà, in maniera inedita, l’influenza delle composizioni tessili tunisine sulle opere astratte di Paul Klee, in viaggio in Tunisia nel 1914. L’esposizione, curata da Sadika Keskes, vede coinvolte la stessa Keskes, Samira Missaoui, Fatma Kammoun Fehri.

Appuntamento con la musica dal vivo, in collaborazione con T-Trane Record Store, dedicato alla miglior produzione contemporanea tunisina. Sabato 29 settembre (ore 22.00) il pop degli Yuma, artefici di originali mashup tra sonorità orientali e occidentali, getterà un ideale ponte creativo tra le due sponde del Mediterraneo. Sabrine Jenhani e Ramy Zoghlemi raccontano le storie della Tunisia del passato, ponendo al centro del loro lavoro il recupero delle forme della tradizione orale perdute nel tempo. Il modo di esprimersi di Ramy e Sabrine è minimalista, i loro canti-poesie delineano l’incertezza e fanno luce sugli stati d’animo interiori. Due dischi all’attivo: “Chura” (2016, autoproduzione) e “Poussière d’étoiles” (2017, Innacor Records).

Inoltre, dal 1 al 5 ottobre, presso la Biblioteca delle Nuvole, Seif Eddine Nechi, cofondatore del pulripremiato collettivo Soubia, terrà degli atelier aperti di fumetti rivolti agli studenti delle scuole superiori e organizzati in collaborazione con il Liceo scientifico G. Alessi (iscrizioni gratuite aperte a studenti da 14 a 18 anni, su prenotazione all’indirizzo bibliotecadellenuvole@gmail.com). I lavori degli studenti saranno esposti sabato 6 ottobre a Tangram (vernissage ore 11.30). Il collettivo, tra i più acclamati dalla nuova generazione di fumettisti arabi e artefice di un controverso blog, sarà anche protagonista dello show retrospettivo “Sépia”, presso Tangram (vernissage martedì 2 ottobre ore 20.00, in collaborazione con Biblioteca delle Nuvole ed Edicola 518). Lunedì 1 ottobre Open Art Week si concede un viaggio oltre le mura di Perugia. All’aperto presso l’Isola Maggiore, Souad Mani realizzerà “Point d’ancrages iles”, un intervento di land art. Lontano dalla città l’artista lascia una traccia effimera: una spirale di pigmento rosso che varia in funzione del tempo e degli agenti atmosferici, un “punto di ancoraggio” sul territorio umbro, parte di una mappa GPS e soggettiva in divenire (visite guidate su prenotazione all’indirizzo info@openartweek.com, fino a naturale dissolvimento).

Open Art Week è ideato e organizzato dall’associazione Rea in partenariato con L’Art Vivant e in collaborazione con La Maison de L’Image, con la direzione artistica di Gaia Toschi (Italia) e Moez Mrabet (Tunisia), il patrocinio di Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Programma Italia Culture Mediterraneo, il patrocinio e il sostegno di Ambasciata di Tunisia in Italia, Ambasciata d’Italia a Tunisi, Istituto Italiano di Cultura di Tunisi, Regione Umbria, Comune di Perugia, Teatro Stabile dell’Umbria, la collaborazione di Università per Stranieri di Perugia, Adisu, Istituto di Mediazione Linguistica, il supporto di D&B Consulting, Tunisair, Delivery Point, Mondadori Bookstore, CAT – Colacem, Isas; Minimetrò, Tankard, Banca Credito Cooperativo.

Il programma dettagliato sul sito ufficiale openartweek.

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