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A Palazzo Donini Tesei ha tagliato e cucito il vestito della giunta regionale tra malumori e veleni

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A Palazzo Donini Tesei ha tagliato e cucito il vestito della giunta regionale tra malumori e veleni

Redazione politica
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PERUGIA – Da ventiquattro ore su un foglio tenuto in un cassetto all’interno del suo ufficio di palazzo Donini la presidente Tesei ha segnato nomi e schema della squadra di Giunta. I prescelti sono questi: l’ex sottosegretario veneto Luca Coletto, l’ex sindaco di Scheggino Paola Agabiti, Daniele Carissimi, Roberto Morroni e l’attuale assessore al Comune di Perugia Michele Fiorini. Due della Lega, un civico della lista Tesei, uno a Forza Italia e uno in quota Fratelli d’Italia. La nuova giunta regionale dovrebbe essere questa nelle intenzioni della presidente. Sulle deleghe da assegnare la situazione è la seguente: Coletto alla Sanità mentre Carissimi potrebbe avere quella all’ambiente e Agabiti occuparsi della Cultura. Ma su questo Tesei vuole ancora riflettere. In questo quadro non mancano di certo le fibrillazioni.

Scoglio  Uno dei nodi da sciogliere, su cui il confronto all’interno delle forze politiche è tutt’altro che sereno, riguarda le dimissioni da consigliere di coloro che entreranno in Giunta. Su questo punto il recordman leghista delle preferenze Valerio Mancini ha già fatto capire che lui preferisce non dimettersi e rimanere in consiglio regionale mentre forti malumori vengono segnalati anche sul fronte di Forza Italia: Roberto Morroni ha non poche perplessità mentre una parte dei suoi colleghi di partito spinge per le dimissioni in modo che questo permetterebbe di far entrare in Consiglio il primo dei non eletti e infoltire la rappresentanza Berlusconiana. Stesso dicasi per la Lega dove l’assessore comunale di Terni Enrico Melasecche, primo dei non eletti, scalpita.

Senza rete Il problema è che le dimissioni di consigliere sono, di fatto, un consegnarsi politicamente alle scelte della presidente Tesei senza avere, in caso di contrasto ed uscita dalla Giunta, il paracadute del ritorno in consiglio regionale. Senza contare che, sull’argomento, dall’opposizione è iniziato già il fuoco di fila sull’aggravio di costi che tale scelta comporterebbe. Insomma, il nodo è ancora da sciogliere. Mentre non ci sono dubbi sul fatto che in questo schema il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Marco Squarta andrà a ricoprire il ruolo di presidente del consiglio regionale. Siamo al conto alla rovescia: tempo dieci giorni per fare le ultime limature. E si inizia.

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