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‘A night in Kinshasa’, il racconto di Federico Buffa ad Assisi

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‘A night in Kinshasa’, il racconto di Federico Buffa ad Assisi

Redazione cultura
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foto di Sergio Visciano

SIPARIO UMBRIA – Informazione e intrattenimento, questo il connubio al centro di A night in Kinshasa, racconto di Federico Buffa in scena al teatro Lyrick di Assisi giovedì 22 marzo per la stagione “Concentrato di emozioni”. Nella performance, il giornalista e telecronista sportivo porta sul palco la narrazione dello storico match di boxe dell’ottobre del 1974 avvenuto in Kinshasa (Zaire) in un momento in cui a tirare le fila del governo era il dittatore Mobutu, cui regime cleptocratico durò ben trentadue anni.

foto di Sergio Visciano

foto di Sergio Visciano

Nell’autunno del 1974, dunque, Mobutu regala ai suoi sudditi l’incontro valido per il titolo mondiale dei massimi, tra lo sfidante trentaduenne Muhammad Ali (Cassius Clay, prima della conversione all’Islam) e il detentore venticinquenne George Foreman. Sono entrambi neri afroamericani, ma per la gente di Mobutu, Ali è il nero d’Africa che torna dai suoi fratelli, mentre George è un nero non ostile, complice dei bianchi. Una calca incredibile assedia lo stadio e grida “Alì boma yé”, Alì uccidilo. “È un incontro epocale che va al di là della boxe, un incontro che parla di riscatto sociale, di pace, di diritti civili. E nella consueta sinfonia di contraddizioni che è la storia di Muhammad Ali, il paradosso è che l’incontro simbolo della libertà, ha luogo in un paese oltraggiato prima dal colonialismo, poi da una dittatura che sarebbe durata trent’anni e poi ancora dalla guerra”. “Da Louisville a Indianapolis a Cincinnati, percorrerò il Tenessee, la Florida e il Mississipi e mostrerò ai neri d’America che i loro antenati sono in Africa. Dio mi ha prescelto, la boxe è solo il mezzo con cui racconterò l’Africa alla mia gente, sono sicuro che non ne sanno niente, anch’io non ne sapevo niente. Sarò il ponte tra l’Africa e l’America. Devo battere George Foreman!”. 

foto di Sergio Visciano

foto di Sergio Visciano

Ali torna nella terra dei suoi avi, a riscoprire le sue origini. Sta nelle strade, va negli ospedali, incontra i bambini. Decide di poter trasmettere quello che ha visto ai neri d’America, agli emarginati, a quelli senza sussidi che non hanno coscienza di se stessi. Vuole stare in mezzo ai drogati, ai disperati, alle prostitute. Questo racconta ai giornalisti. Da lì parte il racconto di Federico Buffa, giornalista sportivo che si è imposto all’attenzione del pubblico per la straordinaria capacità di raccontare le storie dei campioni e degli eventi sportivi. Una narrazione sincopata, tenuta “sulle corde” da una serrata partitura musicale scritta ed eseguita al pianoforte da Alessandro Nidi e ritmata dalle percussioni di Sebastiano Nidi, all’interno della cornice visionaria della regista Maria Elisabetta Marelli. “Ali dopo quella lunga notte a Kinshasa si sente finalmente libero, ha un sogno nuovo in cui credere. È libero perfino di rappresentare l’America: l’America è tutta per lui. Il mondo intero lo è. La storia della dittatura di Mobutu sarà ancora lunga, ma all’alba di quel nuovo giorno i congolesi festeggiano come in una purificazione, colmi di speranza e grati a quell’uomo che da solo aveva sconfitto il sistema”.

foto di Sergio Visciano

foto di Sergio Visciano

Ad accompagnare Federico Buffa, autore del testo con Maria Elisabetta Marelli, che è anche regista dello spettacolo, saranno Alessandro Nidi al pianoforte e al pianoforte preparato e Sebastiano Nidi alle percussioni. Prenotazioni: 075.8044359.

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